Da questo pomeriggio, le infrastrutture IT del Vaticano risultano offline.
Infatti, il dominio principale, www[.]vatican[.]va, risulta irraggiungibile sul traffico HTTP, mentre invece al ping e a livello TCP i server rispondono correttamente.
Da quello che riporta la sala stampa del vaticano, sembra si tratti di una normale manutenzione. Ma dall’impronta che viene lasciata sul web, potrebbe tutto ricondursi ad un attacco di Distribuited Denail of Service (DDoS) di tipo Applicativo, a livello 7.
Advertising
Di seguito viene riportata una immagine di qualche minuto fa accedendo a vatican[.]va, dove il messaggio in questo caso risulta 404, ovvero pagina non trovata.
Dalle analisi che abbiamo condotto, il sito https://mobile[.]vatican[.]va funziona correttamente, pertanto potrebbe essere successo che il server sia stato sconfigurato volutamente da un malintenzionato, anche se questo è tutto da verificare.
C’è da dire che ultimamente Papa Francesco aveva iniziato a prendere una netta posizione nella guerra in Ucraina, dicendo: “L’invasore è la Russia”. Immediatamente la replica del Cremlino, che ha riportato una replica al pontefice dicendo: “Perversione della verità”.
Recentemente, Alexander Avdeev, ambasciature russo nella Santa Sede, ha protestato contro le parole del Papa dette in una intervista dove riportava la: “crudeltà dei soldati ceceni e buriati” relativamente alla guerra in Ucraina. Avdeev ha detto alla TASS quanto quanto segue:
“La Russia è indignata per l’insinuazione di presunte atrocità commesse dai militari russi nel corso dell’operazione militare speciale in Ucraina.”
Advertising
Questa guerra ci ha portato all’attenzione le “milizie cyber”, ovvero gruppi autorizzati da parti degli schieramenti a condurre specifiche operazioni a favore di una o l’altra fazione. Abbiamo visto il gruppo Ucraino “IT ARMY of Ukraine” di matrice filo ucraina, oppure Killnet, che in precedenza ha preso di mira molte infrastrutture italiane con attacchi DDoS di livello applicativo.
Potrebbe trattarsi di un malfunzionamento, ma ci sembra poco probabile, vista l’impronta che viene lasciata sul web dalle infrastrutture del vaticano.
RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Nel caso in cui l’azienda voglia fornire una dichiarazione a RHC, saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo sulle nostre pagine per dare risalto alla questione.
Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni sulla vicenda od effettuare una dichiarazione, possono accedere alla sezione contatti, oppure in forma anonima utilizzando la mail crittografata del whistleblower.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
Betti RHC, la prima graphic novel al mondo dedicata alla cybersecurity awareness, ha finalmente il suo sito ufficiale. Uno spazio tutto suo dove scoprire il progetto, sfogliare le copertine degli episodi e immergersi nel mondo di Betti: la giovane laureanda in informatica che, dopo la morte misteriosa del padre, si trasforma nell'hacker più potente del mondo. Una storia avvincente che, episodio dopo episodio, affronta una minaccia digitale diversa — dal phishing al ransomware, fino al cyberbullismo — e insegna a riconoscerla e a difendersi, senza che sembri mai una lezione.
Sul sito trovate tutto ciò che rende Betti un progetto diverso dal solito: la sua filosofia, le anteprime delle tavole e il racconto di come nasce ogni volume. Perché dietro Betti RHC c'è solo lavoro umano: ogni tavola è disegnata interamente a mano dagli artisti del Gruppo Arte di Red Hot Cyber, senza alcun uso di intelligenza artificiale. E a garantire che ogni storia sia realistica e tecnicamente corretta c'è la supervisione degli hacker etici del gruppo HackerHood, che mantengono il racconto fedele al mondo reale della sicurezza informatica.
C'è spazio anche per le aziende, che possono usare Betti come strumento di awareness diverso dai soliti corsi: acquistare i volumi, personalizzarli con il proprio brand o sponsorizzare nuovi episodi. E come primo regalo, l'episodio "Byte the Silence", dedicato al cyberbullismo, è scaricabile gratuitamente per uso personale.