
Tre ex dipendenti di DigitalMint, che hanno indagato sugli incidenti ransomware e negoziato con i gruppi di ransomware, sono accusati di aver hackerato le reti di cinque aziende americane. Secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, hanno partecipato ad attacchi ransomware BlackCat (ALPHV) e hanno estorto milioni di dollari alle vittime.
Il caso coinvolge un 28enne e un 33enne della Georgia ed un loro complice. Sono accusati di associazione a delinquere volta a interferire con il commercio interstatale attraverso racket, interferenza effettiva con il commercio e danneggiamento intenzionale di computer protetti. Queste accuse prevedono una pena massima di 50 anni di carcere.
Secondo il Chicago Sun-Times, uno dei due e un complice non identificato lavoravano presso DigitalMint, specializzandosi in negoziazioni di ransomware, mentre l’altro era responsabile della risposta agli incidenti presso un’altra azienda, la Sygnia.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Gli inquirenti sostengono che gli imputati siano diventati complici del sistema di estorsione BlackCat, hackerando reti aziendali, rubando dati e diffondendo ransomware. Alle vittime è stato poi chiesto di pagare un riscatto in criptovaluta per decifrare i loro dati e “mantenere riservate le informazioni rubate”.
Secondo i documenti del tribunale, il gruppo aveva preso di mira un produttore di dispositivi medici con sede a Tampa, un’azienda farmaceutica del Maryland, un’azienda di ingegneria e una clinica medica della California e uno sviluppatore di droni con sede in Virginia.
Le richieste di riscatto variavano da 300.000 a 10 milioni di dollari. Tuttavia, l’unico pagamento effettivamente ricevuto dagli hacker è stato di 1,27 milioni di dollari, trasferiti da un’azienda con sede a Tampa dopo l’attacco del maggio 2023.
BlackCat (noto anche come ALPHV) è uno dei gruppi di hacker più attivi degli ultimi anni. Secondo l’FBI, solo nei primi due anni di attività, i suoi partner hanno effettuato oltre 1.000 attacchi e raccolto almeno 300 milioni di dollari in riscatti.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CulturaDopo aver analizzato nei due articoli precedenti l’inquadramento normativo e il conflitto tra algoritmi e diritti fondamentali è necessario volgere lo sguardo alle ripercussioni che la proposta CSAR avrà sulla competitività digitale dell’Europa e sulla…
VulnerabilitàUna vulnerabilità recentemente risolta permetteva agli aggressori di sfruttare Microsoft Copilot Personal con un semplice clic, al fine di rubare di nascosto dati sensibili degli utenti. Mediante un link di phishing, i malintenzionati erano in…
CulturaWikipedia nacque il 15 gennaio 2001, in un freddo pomeriggio di metà gennaio che nessuno ricorda più davvero più. Jimmy Wales e Larry Sanger decisero di fare un esperimento, uno di quelli che sembrano folli…
CybercrimeNelle prime ore del mattino del 13 gennaio, uno dei principali ospedali del Belgio si è trovato improvvisamente quasi paralizzato. L’AZ Monica, con sedi ad Anversa e Deurne, è stato colpito da un attacco informatico…
CyberpoliticaIl CEO di Cloudflare, Matthew Prince, ha minacciato di chiudere le attività dell’azienda in Italia dopo che l’autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni del Paese le ha imposto una multa pari al doppio del suo fatturato…