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E che il phishing abbia inizio! Microsoft corre ai ripari per una zero-day già sfruttata in Office

27 Gennaio 2026 07:30

Ancora una volta Microsoft si è vista obbligata ad effettuare una rapida correzione di alcune falle.

L’azienda ha rilasciato patch non programmate per Microsoft Office, risolvendo una pericolosa vulnerabilità zero-day già sfruttata in attacchi informatici. Il problema, identificato come CVE-2026-21509, interessa diverse versioni della suite Office: Office 2016, Office 2019, Office LTSC 2021 e 2024, nonché Microsoft 365 Apps for Enterprise.


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La vulnerabilità consente di aggirare i meccanismi di sicurezza di Office responsabili del blocco dei componenti COM/OLE pericolosi.

L’attacco in sé è piuttosto banale: l’aggressore deve semplicemente inviare all’utente un documento dannoso e convincerlo ad aprirlo. L’intervento umano è essenziale, ma tecnicamente il tutto sembra incredibilmente semplice.

La buona notizia è che gli utenti di Office 2021 e versioni successive sono già protetti automaticamente: Microsoft ha patchato la vulnerabilità. Tuttavia, le modifiche avranno effetto solo dopo il riavvio delle applicazioni di Office.

Tuttavia, i possessori di Office 2016 e 2019 non avranno questa fortuna: le patch per queste versioni non sono ancora pronte e l’azienda promette di rilasciarle “presto”.

Per mitigare il rischio, Microsoft ha proposto una soluzione temporanea: la configurazione manuale tramite il registro di Windows. La misura sembra complessa, ma in sostanza si riduce all’aggiunta di uno speciale flag di compatibilità al componente COM vulnerabile.

Dopodiché, la protezione verrà attivata al successivo avvio di Office. L’azienda sottolinea espressamente che è consigliabile eseguire un backup del registro di sistema prima di modificarlo, altrimenti si potrebbero causare problemi ancora più gravi di quanto inizialmente previsto.

Microsoft non ha divulgato dettagli su come la vulnerabilità sia stata sfruttata o su chi l’abbia scoperta.

Tuttavia, la storia si adatta bene allo schema generale di gennaio: nell’ambito del Patch Tuesday 2026 , l’azienda ha già corretto 114 vulnerabilità, tra cui un’altra zero-day attivamente sfruttata, e ha anche rilasciato diversi aggiornamenti non programmati per bug in Windows e Outlook.

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Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione