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E’ Cyber-caos negli USA! I tagli ai fondi mettono in ginocchio la Sicurezza Nazionale

26 Maggio 2025 07:24

Il sistema di sicurezza informatica degli Stati Uniti si trova ora ad affrontare una doppia minaccia: la crescente attività dei criminali informatici e i massicci tagli al personale federale. Michael Daniel, ex consigliere della Casa Bianca, mette in guardia dalle conseguenze catastrofiche derivanti dalla mancanza di finanziamenti per la protezione delle infrastrutture critiche. Nel frattempo, l’amministrazione Trump continua a tagliare spietatamente il bilancio, il che, secondo gli analisti, potrebbe paralizzare completamente la capacità del Paese di resistere agli attacchi digitali.

Daniel è a capo della Cyber ​​Threat Alliance, un’organizzazione no-profit che condivide informazioni sui rischi digitali. Dal 2012 al 2017 è stato assistente speciale del presidente Obama e coordinatore per la sicurezza informatica del Consiglio per la sicurezza nazionale. La sua esperienza comprende lo sviluppo di strategie di difesa contro attacchi informatici statali e criminali ai massimi livelli di governo.

L’esperto riconosce la Cina come l’avversario più pericoloso degli Stati Uniti, superando persino le capacità russe nel campo dello spionaggio digitale. Tuttavia, la portata degli interessi nazionali americani richiede la capacità di affrontare più avversari contemporaneamente. Gli interessi economici, la salute pubblica e la sicurezza nazionale creano un’ampia gamma di vulnerabilità che richiedono una protezione completa.

L’errore strategico è che i regolatori si concentrano esclusivamente sugli attori statali, ignorando i gruppi criminali. Ad esempio, l’Iran e la Corea del Nord continuerebbero a rappresentare una seria minaccia per gli interessi americani nel cyberspazio. Parallelamente, esistono decine di gruppi criminali organizzati specializzati in attacchi digitali contro il settore privato e le agenzie governative.

Negli Stati Uniti le aziende tradizionali devono affrontare sfide fondamentalmente diverse rispetto alle agenzie governative. Le aziende manifatturiere e le catene di vendita al dettaglio stanno diventando obiettivi primari per i criminali informatici che utilizzano ransomware e schemi di compromissione delle e-mail aziendali. Per i criminali, tali attacchi generano miliardi di dollari di fatturato annuo con un rischio relativamente basso di essere perseguiti penalmente.

Le aziende tecnologiche sono ulteriormente soggette a furti di proprietà intellettuale da parte delle agenzie di intelligence cinesi. Gli hacker governativi rubano sistematicamente segreti commerciali, dati di ricerca e sviluppi innovativi per trasferirli ai produttori nazionali. Tuttavia, ancora una volta, per la maggior parte delle organizzazioni americane, le attività criminali superano di gran lunga le minacce governative.

La motivazione finanziaria alla base dei reati informatici crea un ecosistema in cui gli attacchi riusciti vengono immediatamente replicati e migliorati. Il ransomware si è evoluto da semplici programmi di blocco dello schermo a complesse operazioni di doppia estorsione in più fasi. I criminali non si limitano a crittografare i dati delle vittime, ma rubano anche informazioni riservate per esercitare ulteriore pressione su di loro.

La Cybersecurity and Infrastructure Protection Agency perderà 491 milioni di dollari di finanziamenti, con una riduzione del 17% rispetto al suo bilancio attuale. E tutto questo sullo sfondo di un aumento esponenziale della complessità e della frequenza degli attacchi digitali.

I 16 settori infrastrutturali critici degli Stati Uniti sono coordinati da agenzie specializzate nella gestione del rischio. I settori dell’energia, dei trasporti, dell’assistenza sanitaria e dei servizi finanziari richiedono un monitoraggio continuo dei rischi e una rapida risposta agli incidenti. Queste agenzie operano sotto l’egida della CISA e soffrivano già di carenze di personale informatico prima dell’inizio degli attuali tagli.

Il numero esatto dei dipendenti licenziati rimane un segreto di Stato, poiché il Dipartimento della Sicurezza Interna si rifiuta di fornire statistiche. È chiaro che la segretezza ostacola il controllo parlamentare e la valutazione dei danni alla sicurezza nazionale.

Tradizionalmente il governo federale ha avuto difficoltà ad attrarre professionisti del settore informatico a causa degli stipendi non competitivi rispetto al settore privato. La domanda di esperti in sicurezza informatica è in crescita in tutti i settori dell’economia, il che determina una grave carenza di personale qualificato.

In linea con le priorità della nuova amministrazione, il Dipartimento di Giustizia e il Dipartimento per la Sicurezza Interna stanno spostando le risorse dalla sicurezza delle reti alla sicurezza delle frontiere. Questa ridistribuzione del potere riduce l’assistenza alle aziende che hanno subito attacchi ransomware e altre intrusioni motivate da motivi finanziari. Per riprendersi dagli incidenti informatici è necessario un coordinamento tra il settore privato e le agenzie federali.

Gli ospedali regionali, gli istituti scolastici e gli enti locali non hanno le risorse per assumere consulenti d’élite come Mandiant o CrowdStrike. Il costo dei loro servizi può superare i budget IT annuali delle piccole organizzazioni. È ovvio che l’assistenza statale è l’unico modo per rafforzare la difesa.

Le reti degli ospedali rurali sono particolarmente vulnerabili al ransomware a causa delle apparecchiature obsolete e del personale IT limitato. Gli attacchi alle strutture sanitarie minacciano direttamente la vita dei pazienti che necessitano di cure d’urgenza. Ripristinare la funzionalità dei sistemi critici dopo la crittografia dei dati può richiedere diverse settimane.

Daniel ritiene che questa politica sia fondamentalmente sbagliata. “Le autorità federali devono aumentare i budget destinati alla sicurezza informatica e al personale, e devono anche fornire maggiore assistenza alle aziende per proteggersi dalle minacce digitali in continua crescita”, sottolinea l’esperto. L’investimento è pienamente giustificato, poiché previene perdite economiche su larga scala. Ancora una volta, la capacità del governo federale di supportare i settori vulnerabili nella lotta alla criminalità informatica organizzata è una questione di interesse nazionale.

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Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione

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