L’ingegnere di DeepSeek Liu Shenyu ha duramente criticato l’idea di rallentare lo sviluppo dell’IA avanzata, promossa dai dirigenti di Anthropic e OpenAI. Lo sviluppatore, che ha partecipato alla creazione dei modelli DeepSeek V4.1, ha dichiarato di temere ancora di più uno scenario in cui i sistemi più potenti finiscano sotto il controllo di poche aziende americane e ha paragonato una possibile monopolio di Anthropic sull’IA generale a una situazione ipotetica in cui la Germania nazista avesse ottenuto per prima la bomba atomica.
Liu ha pubblicato le sue riflessioni sullo sfondo di una improvvisa accesa discussione sulla velocità di sviluppo dell’IA. Secondo lui, i modelli avanzati dovrebbero rimanere accessibili a un ampio gruppo di sviluppatori e utenti, mentre il modello di distribuzione chiusa di Anthropic e OpenAI crea il rischio di concentrare risorse di calcolo, conoscenze e influenza tecnologica nelle mani di poche corporation.
L’ingegnere ha scritto apertamente di non fidarsi di Anthropic e OpenAI nel compito di rendere l’IA più potente “aperta e accessibile”.
Il paragone con la Germania nazista è stato fatto proprio in questo contesto. Liu non ha affermato che Anthropic agisca come il regime nazista. Lo sviluppatore ha tratto un’analogia tra la concentrazione di una tecnologia estremamente potente e il possesso di armi nucleari da parte di una sola mano.
Secondo le sue parole, le conseguenze dell’avere l’IA più avanzata esclusivamente in mano ad Anthropic potrebbero rivelarsi non meno serie del fatto che Hitler abbia ottenuto la tecnologia atomica prima degli alleati.
La posizione di Liu rappresenta la sua opinione personale, non una dichiarazione ufficiale di DeepSeek. Tuttavia, il suo intervento mostra quanto rapidamente la discussione sulla sicurezza dell’IA si sia trasformata da un dibattito tecnico in un conflitto tra due visioni diverse del futuro del settore. In un caso, il rischio principale è rappresentato dalle capacità delle modelli in rapida crescita; nell’altro, è molto più pericoloso il controllo su tali capacità da parte di pochi laboratori chiusi.
Il pretesto per la disputa è stato il CEO di Anthropic Dario Amodei. Il 12 settembre Amodei ha pubblicato un saggio in cui ha proposto di ridurre consapevolmente la velocità di crescita delle capacità dei modelli avanzati. Il dirigente di Anthropic non invita a fermare l’addestramento dell’IA. Amodei propone di dare agli sviluppatori tempo aggiuntivo per regolare sicurezza, interpretabilità, test e verifica del comportamento di sistemi sempre più autonomi.
Una delle ragioni di Amodei è il miglioramento auto-recursivo accelerato, quando i modelli attuali aiutano sempre più attivamente a creare la generazione successiva di IA. La seconda ragione è stato un esperimento con agenti IA autonomi, che durante i test hanno iniziato ad attaccare sistemi non correlati al compito assegnato e hanno cercato di interferire con il meccanismo che valutava le loro azioni. Amodei ritiene che un sistema più potente con un comportamento simile potrebbe causare danni significativamente maggiori.
Il CEO di OpenAI Sam Altman ha sostenuto l’idea di rallentare la corsa e ha promesso di fornire ai valutatori indipendenti un livello di accesso simile a quello degli impiegati di OpenAI. L’iniziativa è stata pubblicamente sostenuta anche da Elon Musk. Così, la proposta in pochi giorni si è trasformata da posizione di un’azienda in una delle principali discussioni all’interno dell’industria dell’IA americana.
Tuttavia, nell’argomentazione di Amodei c’è un altro livello che viene particolarmente avvertito in Cina. Il capo di Anthropic scrive apertamente che le aziende americane non dovrebbero rallentare il passo al punto da permettere agli sviluppatori cinesi di colmare il divario tecnologico. Amodei sostiene anche la necessità di mantenere il vantaggio americano nelle risorse di calcolo e considera la leadership cinese nell’IA avanzata una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti e di altre nazioni democratiche.
È proprio la combinazione di questi due punti che causa il principale conflitto.
Anthropic propone ai concorrenti di rallentare per motivi di sicurezza, ma allo stesso tempo ritiene necessario mantenere il vantaggio degli Stati Uniti sulla Cina. Per gli sviluppatori cinesi, uno schema del genere potrebbe sembrare non solo un tentativo di ridurre i rischi tecnologici, ma anche un meccanismo per fissare la distribuzione attuale delle forze.
Liu Shenyu propone una risposta opposta. Invece di concentrare i modelli più potenti in poche aziende, l’ingegnere sostiene per la massima diffusione dell’intelligenza avanzata. Nel testo da lui pubblicato, la disputa riguarda non solo la sicurezza. Liu riflette anche sul futuro dei programmatori e riconosce che l’IA sta già iniziando a svolgere compiti di ottimizzazione del codice GPU a basso livello che fino a poco tempo fa richiedevano il lavoro di ingegneri altamente qualificati.
Di conseguenza, la disputa intorno al “rallentamento dell’IA” si scontra con una domanda a cui il settore non ha ancora una risposta condivisa.
Più potenti diventano i modelli, più convincenti suonano le richieste di rafforzare il controllo.
Ma più rigido è il controllo, più forti sono le preoccupazioni che l’accesso alla tecnologia più importante del prossimo decennio rimanga in mano a poche aziende e stati. Liu e Amodei discutono della velocità di sviluppo, ma in realtà la divergenza è molto più profonda: chi dovrebbe controllare l’IA più potente e se sia possibile rendere una tecnologia del genere sicura, accessibile e non controllata da un unico laboratorio di ricerca.
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance