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uno smartphone in primo piano con un feed social saturato da contenuti di guerra, tra missili, esplosioni e scenari bellici. Il display mostra interazioni tipiche dei social network come like e condivisioni. Sullo sfondo si intravedono figure oscure sedute davanti a più schermi, impegnate nella gestione coordinata di account digitali. L’intera scena è dominata da effetti glitch e toni rosso-blu che evocano propaganda digitale e guerra informativa su scala globale.

E se la guerra che stai seguendo su X tra Iran e Stati Uniti fosse falsa?

20 Aprile 2026 10:38
In sintesi

Una rete coordinata di account sul social network X, ha diffuso disinformazione sulla guerra Iran e ha generato oltre un miliardo di visualizzazioni in un mese. Attraverso i contenuti virali, spesso creati utilizzando le AI e l’uso strategico della visibilità Premium, poche decine di profili sono riusciti a manipolare e polarizzare il dibattito online. Il caso sta evidenziando come le piattaforme social possano "amplificare" la propaganda e distorcere le informazioni su vasta scala.

Si parla di oltre un miliardo di visualizzazioni in 30 giorni, e un progetto che non nasce per caso. Nel primo mese di guerra con l’Iran, una galassia di account presenti sul social network X, ha iniziato a spingere dei contenuti in modo coordinato, fino a saturare i feed degli utenti.

Gli analisti sono riusciti ad identificare delle precise reti, che sono state denominate BRICS4CLICKS e Verified4War, e hanno osservando degli schemi ripetitivi nei metadati e nei repost.

Questo dato colpisce, perché il volume non sta arrivando da migliaia di questi profili, ma da poche decine. infatti sono 20 gli account per rete che hanno generato più di un miliardo di visualizzazioni insieme a 16 milioni di like e 3,5 milioni di condivisioni. Alcuni di questi post infatti, hanno superato 16 milioni di visualizzazioni, come ad esempio quello sulle navi nello Stretto di Hormuz.

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Post di BRICS4CLICKS più visualizzato durante il periodo di studio, generato oltre 20 milioni di volte. Nota: lo screenshot è stato acquisito da uno strumento di social listening dopo che X ha sospeso l’account (fonte isdglobal)

Dietro questi numeri emerge una dinamica precisa, gli account in questione, hanno acquistato la versione Premium di X per ottenere la spunta blu e quindi avere una maggiore visibilità nel feed “Per te”.

Pertanto i contenuti falsi, i video generati con intelligenza artificiale e le narrazioni manipolate sono stati spinti in modo continuo dall’algoritmo. Successivamente, migliaia di profili con collegati oltre 50.000 follower, hanno amplificato questi messaggi, inclusi gli account legati a diplomatici iraniani e russi.

Questo non è un caso isolato, ma mostra un coordinamento molto stretto in queste operazioni. Dalle analisi svolte, l’80% dei repost era avvenuto tra gli account appartenenti allo stesso gruppo. Gli analisti hanno identificato degli specifici pattern nei nomi utente, nelle tempistiche e persino nelle aree geografiche dichiarate, le quali erano spesso concentrate nella regione dell’Asia occidentale.

Esempi di video generati dall’IA e pubblicati da BRICS4CLICKS, privi di un’etichetta che ne indicasse l’utilizzo (fonte isdglobal)

BRICS4CLICKS ha puntato su una diffusione massiva e costante generando 27,6 milioni di visualizzazioni al giorno e circa 900 post. Un video, il quale è stato generato dall’IA, ha mostrato un attacco missilistico su Tel Aviv, il quale ha superato 11 milioni di visualizzazioni, senza che tale video riportava delle specifiche etichette.

Queste narrazioni, stanno seguendo uno schema ricorrente, dove da una parte vengono esagerati i successi militari iraniani, dall’altra, invece, vengono portati all’attenzone gli attaccati degli Stati Uniti e di Israele con contenuti falsi. Sono circa 200 i post che collegano la guerra in Iran e il caso Epstein, e questi post hanno raggiunto oltre 17 milioni di visualizzazioni complessive con questa sola narrativa.

Esempi di contenuti su Epstein pubblicati da BRICS4CLICKS. (fonte isdglobal)

Verified4War invece, ha adottato una strategia diversa. “Times of Iran News”, ha concentrato gran parte dell’attenzione e ha cambiato nome 69 volte nel tempo e da solo ha generato circa il 40% delle visualizzazioni della rete durante il periodo che è stato analizzato dagli analisti.

Ma il dettaglio meno ovvio riguarda il contenuti.

Verified4War ha spinto molto di più su dei titoli sensazionalistici e sulle domande dirette agli utenti. Post come “sei dalla parte dell’Iran?” hanno generato migliaia di risposte, ed inoltre tali risposte sono avvenute in tempi molto brevi. In un caso, sette account hanno pubblicato la stessa immagine sulla presunta morte di Benjamin Netanyahu in un arco temporale di 24 ore.

Diversi account Verified4War pubblicano e ripubblicano la stessa immagine di Netanyahu, tutti con didascalie simili sulla sua morte, e pubblicati approssimativamente nello stesso momento. (fonte isdglobal)

Le due reti stanno condividendo un elemento interessante, l’uso sistematico di contenuti generati dall’intelligenza artificiale come i video di soldati catturati, aerei abbattuti o attacchi mai avvenuti, i quali hanno raccolto milioni di visualizzazioni. Le politiche sulla piattaforma prevedono forti restrizioni su materiale non etichettato relativo a conflitti armati.

Nel frattempo la piattaforma ha rimosso degli account collegati a queste reti, ma alcuni profili sono rimasti attivi e altri sono comparsi con dei nuovi nomi.

Possiamo dire che il quadro sta mostrando qualcosa di diverso rispetto alla propaganda tradizionale. Non si cerca solo di convincere, ma di intrattenere e catturare attenzione delle persone. Meme, sarcasmo e contenuti virali, sono oggi strumenti di influenza attraverso un flusso continuo di informazioni distorte che riesce a raggiungere milioni di utenti ogni giorno.


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Chiara Nardini 2025 3 300x300
Esperta di Cyber Threat intelligence e di cybersecurity awareness, blogger per passione e ricercatrice di sicurezza informatica. Crede che si possa combattere il cybercrime solo conoscendo le minacce informatiche attraverso una costante attività di "lesson learned" e di divulgazione. Analista di punta per quello che concerne gli incidenti di sicurezza informatica del comparto Italia.
Aree di competenza: Cyber threat Intelligence, Incident Response, sicurezza nazionale, divulgazione