
L’ex appaltatore dell’intelligence statunitense e informatore Edward Snowden lunedì ha ottenuto la cittadinanza russa dal presidente Vladimir Putin.
Questo è avvenuto ben nove anni dopo che Snowden ha esposto per la prima volta un fiume di informazioni “top secret” in quello che è stato chiamato lo scandalo del Datagate, che riportava la sorveglianza segreta da parte dell’Agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
L’ormai 39enne è fuggito dagli Stati Uniti e ha ottenuto asilo politico in Russia dopo aver fatto trapelare file segreti nel 2013 che rivelavano vaste operazioni di sorveglianza interna e internazionale svolte dalla NSA, dove lavorava.
A quel tempo, ha parlato con Glenn Greenwald e Laura Poitras del Guardian:
“Quando vedi tutto questo e lo vedi sempre con maggiore frequenza, riconosci che alcune di queste cose sono in realtà abusi. E quando ne parli con le persone, in un posto come questo in cui questo è il normale stato delle cose, le persone tendono a non prenderti molto sul serio…”
Per anni le autorità statunitensi hanno voluto che Edward Snowden tornasse negli Stati Uniti per affrontare un processo penale con l’accusa di spionaggio.
Putin, lui stesso un ex capo della e spia russa, ha detto nel 2017 che Snowden aveva torto a far trapelare i segreti degli Stati Uniti ma non era un traditore.
La Russia ha concesso a Snowden i diritti di residenza permanente nel 2020, aprendogli la strada per ottenere la cittadinanza russa.
Snowden è quindi uno dei 75 cittadini stranieri elencati dal decreto a cui è stata concessa la cittadinanza russa. Il decreto è stato pubblicato su un sito ufficiale del governo.
L’avvocato di Snowden, Anatoly Kucherena, ha detto all’agenzia di stampa statale russa RIA Novosti che anche la moglie dell’ex appaltatore Lindsay Mills, un’americana che ha vissuto con lui in Russia, chiederà un passaporto russo. La coppia ha avuto un figlio a dicembre 2020.
Snowden, che ha mantenuto un basso profilo in Russia e occasionalmente ha criticato le politiche del governo russo sui social media, nel 2019 ha dichiarato di essere disposto a tornare negli Stati Uniti se gli sarà garantito un processo equo.
Non ha commentato la concessione della cittadinanza russa.
Da sottolineare che questa mossa arriva mentre Mosca sta mobilitando i riservisti per quella che il Cremlino chiama una “operazione militare speciale” in Ucraina.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

InnovazioneL’evoluzione delle piattaforme digitali ha raggiunto un punto di rottura dove la presenza umana non è più richiesta per alimentare il dibattito. Moltbook emerge come un esperimento sociale senza precedenti, un ecosistema dove milioni di…
CybercrimeNel mondo dell’underground criminale, il lavoro si divide tra “professionisti”. C’è chi sviluppa ed esercisce il ransomware, c’è chi vende un accesso iniziale alle aziende e c’è chi sfrutta l’accesso iniziale per condurre attacchi informatici…
CybercrimeNegli ultimi giorni, APT28, noto gruppo di hacker legato alla Russia, ha intensificato gli attacchi sfruttando una vulnerabilità di Microsoft Office. La falla, catalogata come CVE‑2026‑21509, è stata resa pubblica da Microsoft pochi giorni prima…
DirittiDopo aver analizzato nei precedenti contributi il perimetro dei reati informatici e i rischi legati alle manovre di difesa attiva, è necessario compiere un ultimo passo verso la comprensione della cybersecurity moderna ovvero il passaggio…
Cyber ItaliaSi è concluso la scora settimana, presso la Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Vibo Valentia, il corso di formazione specialistica in OSINT – Open Source Intelligence, rivolto agli operatori della Polizia Postale.…