C’è chi aspettava questa release con curiosità, chi con un pizzico di diffidenza. Kali Linux 2026.1 è finalmente arrivato! Non è solo una questione estetica. Dietro ci sono cambiamenti piccoli e grandi, alcuni quasi invisibili, altri invece decisamente più evidenti già al primo avvio.
Ogni anno cambia pelle, ormai è una tradizione. Anche stavolta Kali si presenta con un tema completamente nuovo, visibile fin dal boot. Menu, installer, schermata di login tutto ha ricevuto una rinfrescata.
La differenza si nota soprattutto nell’esperienza iniziale. L’animazione di avvio, per esempio, è stata sistemata: prima capitava che si bloccasse mostrando solo una parte. Ora scorre meglio, si riavvia se necessario.
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Insomma, l’impatto visivo è più curato. Ti cambia la vita? No. Però rende tutto meno “vecchio”. Qui c’è un colpo al cuore per chi c’era già anni fa. Il 2026 segna i vent’anni di BackTrack, e Kali ha deciso di omaggiarlo con una modalità dedicata. Attivando il BackTrack mode tramite kali-undercover, il sistema si trasforma. Stesso stile, stessi colori, stesso feeling di BackTrack 5. Un ritorno nostalgico, quasi strano da vedere oggi.
Non è solo estetica. È proprio una dichiarazione d’intenti: ricordare da dove arriva tutto questo. E, forse, far capire quanto sia cambiato il panorama della sicurezza. Senza nuovi tool non sarebbe Kali. In questa versione ne arrivano otto, tra cui AdaptixC2, Fluxion, SSTImap e XSStrike. Alcuni puntano all’automazione, altri al testing più avanzato. Chi lavora nel settore sa già dove mettere le mani.
Il pacchetto complessivo cresce: 25 aggiunte, 9 rimozioni e oltre 180 aggiornamenti. Anche il kernel sale alla versione 6.18. Numeri importanti, sulla carta. Poi però c’è la nota stonata. Il metapacchetto legato alla Software Defined Radio non è messo bene. Strumenti come gr-air-modes e gqrx-sdr risultano non funzionanti. Verranno sistemati, dicono. Speriamo.
Sul fronte mobile qualcosa si muove. NetHunter riceve miglioramenti pratici: bug fix sullo scan WPS, controlli sui permessi HID e qualche problema di navigazione sistemato.
Interessanti anche gli aggiornamenti hardware. Il Redmi Note 8 ottiene un nuovo kernel per Android 16, mentre la serie Samsung S10 torna a funzionare meglio grazie a una patch sul firmware wireless. Finalmente tool come reaver e kismet tornano utilizzabili.
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E poi c’è quel progetto un po’ folle… una Civic Type-R trasformata in piattaforma di pentesting. Sì, davvero. Verso la fine, vale la pena citare direttamente la fonte: tutti i dettagli arrivano dal team di Kali, pubblicati nel loro aggiornamento ufficiale disponibile qui: Kali Linux.
Per la community di Red Hot Cyber: ogni nuova release è sempre una tentazione, ma anche un banco di prova. Aggiornare subito o aspettare? Dipende.
Chi lavora davvero sulla sicurezza lo sa che la stabilità, alla fine, conta più delle novità. E le novità si “scartano” sempre lentamente.
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