A circa 530 milioni di persone sono trapelate alcune informazioni personali online, inclusi, in alcuni casi, numeri di telefono.
Un gruppo per la privacy digitale si sta per portare una azione legale verso i tribunali irlandesi per conto dei cittadini dell’UE interessati.
Facebook nega ogni illecito, dicendo che i dati sono stati “raschiati” da informazioni pubbliche disponibili sul sito.
Antoin Ó Lachtnain, direttore di Digital Rights Ireland (DRI), ha avvertito altri giganti della tecnologia che tutto questo potrebbe ad un effetto domino.
“Questa sarà la prima azione di massa del suo genere, ma siamo sicuri che non sarà l’ultima. La portata di questa violazione e la profondità delle informazioni personali compromesse sono sbalorditive”.
Advertising
Ed inoltre aggiunto: “Le leggi sono lì per proteggere i consumatori ei loro dati personali ed è ora che questi giganti della tecnologia si rendano conto che la protezione dei dati personali deve essere presa sul serio”.
“In caso di successo, questo potrebbe creare un precedente e aprire la porta a ulteriori class-action su tutta la linea”, ha detto alla BBC Ray Walsh, esperto di privacy digitale presso ProPrivacy.
“Le Big Tech potrebbero scoprire che ricompensare i singoli utenti è un forte incentivo per lavorare di più sulla conformità alla privacy”, ha aggiunto.
Sicuramente siamo arrivati ad una situazione grave, in quanto tutti i data breach e i data leak una volta correlati, possono creare una “impronta” precisa di una persona, per poter perpetrare varie forme di aggressione informatica, dagli attacchi di phishing, fino ad arrivare al SIM swap e altri modi per rubare le identità digitali ad un ipotetico target.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
Sono aperte le iscrizioni al corso in Live Class “AGENTIC AI CYBER OPERATIONS (AACO)”. La cybersecurity sta entrando nell'era degli AI Agent: sistemi capaci di ragionare, utilizzare strumenti, orchestrare attività e portare avanti operazioni complesse. Ma come funzionano davvero dal punto di vista tecnico? Con AACO, Red Hot Cyber porta i professionisti della cybersecurity a toccare con mano gli strumenti agentici, attraverso una Live Class in italiano con 15 ore di formazione, laboratori pratici e scenari reali. Agentic AI, Tool Calling, MCP, orchestrazione di agenti, OSINT, Threat Intelligence, vulnerability assessment e automazione delle operazioni di cybersecurity. Non un corso per imparare a usare un chatbot, ma un percorso per capire, costruire e governare sistemi agentici applicati alla sicurezza informatica.