Gli sviluppatori di Google hanno risolto due vulnerabilità che, se combinate, potrebbero esporre gli indirizzi email degli account YouTube. Le vulnerabilità sono state scoperte da ricercatori indipendenti con i nickname Brutecat e Nathan, i quali hanno notato che le API di YouTube e Pixel Recorder potevano essere utilizzate per esporre gli identificatori di Google e poi convertirli negli indirizzi email degli utenti.
La prima parte di questo attacco è avvenuta perché BruteCat ha esaminato la Google Internal People API e ha scoperto che la funzionalità di blocco dell’intera rete di Google richiedeva un ID Gaia offuscato e un nome visualizzato per funzionare.
Gaia ID è un identificatore interno univoco utilizzato da Google per gestire gli account sui propri siti. Poiché gli utenti registrano un unico Account Google che utilizzano su tutti i siti Google, questo ID è lo stesso per Gmail, YouTube, Google Drive e altri servizi Google. Questo ID non è destinato all’uso pubblico e viene utilizzato per lo scambio interno di dati tra i sistemi di Google.
Advertising
Durante l’indagine sulla funzionalità di blocco di YouTube, BruteCat ha scoperto che il tentativo di bloccare qualcuno nella chat di YouTube rivela l’ID Gaia offuscato dell’utente nella risposta alla richiesta API /youtube/v1/live_chat/get_item_context_menu. La risposta conteneva dati codificati in base64 che, una volta decodificati, rivelavano l’ID Gaia dell’utente specifico.
I ricercatori hanno scoperto che cliccando semplicemente sul menu a tre punti in una chat si attiva una richiesta in background all’API di YouTube, consentono l’accesso agli identificatori anche senza essere effettivamente bloccati. Modificando la chiamata API, i ricercatori sono riusciti a ottenere l’ID Gaia per qualsiasi canale YouTube, compresi quelli che desideravano rimanere anonimi.
I ricercatori hanno quindi deciso di convertire l’ID Gaia in un indirizzo email. Tuttavia, le API in grado di farlo erano obsolete e non funzionavano più, così BruteCat e Nathan hanno iniziato a cercare servizi Google vecchi e obsoleti che potessero essere sfruttati. Alla fine, Nathan ha scoperto che Pixel Recorder ha un’API che può essere utilizzata per convertire l’ID in un indirizzo email quando si pubblica una registrazione.
Ciò significava che una volta ottenuto un ID Gaia per un utente YouTube specifico, quell’ID poteva essere trasmesso alla funzione di condivisione dati di Pixel Recorder, che avrebbe rivelato l’indirizzo email associato a quell’ID, compromettendo potenzialmente milioni di utenti YouTube.
“La fuga di dati di Gaia ID avviene in più prodotti Google diversi da YouTube (Maps, Play, Pay), il che rappresenta un rischio significativo per la privacy di tutti gli utenti Google, poiché questi ID possono essere utilizzati per rivelare l’indirizzo email associato a un account Google”, hanno spiegato i ricercatori alla pubblicazione.
Advertising
Sebbene i ricercatori abbiano trovato un modo per ottenere indirizzi e-mail tramite Gaia ID, Pixel Recorder ha avvisato gli utenti del file condiviso, il che avrebbe potuto mettere in guardia la vittima da attività dannose. P
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
Dopo il successo delle scorse edizioni, Red Hot Cyber è lieta di annunciare una nuova live-class del corso "Dark Web & Cyber Threat Intelligence". A differenza dei corsi e-learning pre-registrati, queste lezioni online in tempo reale, condotte dal professor Pietro Melillo, offrono un’esperienza formativa interattiva e coinvolgente, ideale per approfondire i contenuti e affrontare casi pratici.
Le Live Class sono progettate per garantire un apprendimento mirato e personalizzato, con un massimo di 14 partecipanti per sessione. Questo consente di adattare il percorso formativo alle esigenze specifiche, ma anche di mantenere alta la qualità: i posti sono limitati e nelle scorse edizioni sono andati in sold-out due settimane prima dell’inizio. Prenota subito per assicurarti il tuo posto!
Docente: Pietro Melillo, PhD presso l’Università del Sannio e docente presso IUSI University
Livello: Intermedio
Durata: 15 ore in Live Class con docente dal vivo
Prerequisiti: Navigazione Internet e conoscenze base di sicurezza informatica
Certificazione : Cyber Threat Intelligence Professional (CTIP) previo superamento dell’esame finale
Opportunità post-corso: Accesso al laboratorio operativo DarkLab per attività pratiche di intelligence
Al termine del corso, potrai accedere all’esclusivo Laboratorio di Intelligence DarkLab, un ambiente operativo dove mettere in pratica le competenze acquisite. Sarà l’occasione per sperimentare attività di investigazione nel Dark Web, analisi delle minacce e redazione di report di intelligence e ricerche approfondite.