Le agenzie federali statunitensi, tra cui l’FBI e la NSA, stanno mettendo in guardia contro un’impennata di attacchi informatici mirati ai sistemi automatici di misurazione del livello del carburante nei serbatoi. Questi attacchi possono causare interruzioni significative.
Si parla nello specifico dei sistemi automatici di misurazione del livello dei serbatoi (ATG) connessi a Internet.
In una dichiarazione unificata, la coalizione delle agenzie federali sottolinea che “Le recenti attività informatiche malevole osservate dalle organizzazioni autrici del rapporto – che il governo degli Stati Uniti non ha ancora attribuito a uno Stato o a un gruppo di hacker – consistono nella compromissione di sistemi ATG esposti a Internet e nella loro successiva modifica tramite l’esecuzione di comandi. Questa scheda informativa fornisce informazioni sulle probabili tattiche, tecniche e procedure (TTP) utilizzate da questi hacker, evidenzia i fattori di rischio associati a tali compromissioni e offre indicazioni e risorse per la mitigazione al fine di ridurre la probabilità di ulteriori attività malevole contro i sistemi ATG con sede negli Stati Uniti.
Infiltrandosi nei sistemi automatici di misurazione del livello dei serbatoi (ATG), i malintenzionati possono modificare direttamente i parametri dei sistemi. Le possibilità sono quindi numerose .
Gli autori di questi attacchi informatici possono, tra le altre cose, alterare discretamente i livelli delle scorte per interrompere le forniture, cancellare informazioni su serbatoi e sensori, nascondere agli operatori una reale perdita di carburante , disabilitare un sistema di allarme, attivare falsi allarmi di sicurezza o persino bloccare fisicamente i sistemi di erogazione da remoto.
In alcuni casi, gli hacker ricorrono al ricatto per poter ristabilire il funzionamento dei sistemi. In altri casi, si tratta di destabilizzazione e di una dimostrazione di forza. Quando hanno successo, questi attacchi informatici non si limitano alle ripercussioni virtuali, ma hanno un impatto diretto sul mondo reale, come la paralisi delle reti di trasporto locali, perdite finanziarie per i gestori delle stazioni di servizio, interruzioni della catena di approvvigionamento e altro ancora.
Il rischio non è affatto teorico. Gli Stati Uniti hanno già sperimentato in precedenza le conseguenze di un attacco informatico contro infrastrutture critiche del settore energetico con il caso della Colonial Pipeline nel 2021. In quell’occasione, un attacco ransomware attribuito al gruppo DarkSide costrinse l’azienda a sospendere temporaneamente le operazioni del più grande oleodotto di carburante degli Stati Uniti, responsabile del trasporto di quasi la metà dei prodotti petroliferi destinati alla costa orientale del Paese.
Le conseguenze furono enormi. Lunghe code alle stazioni di servizio, acquisti dettati dal panico, carenze di carburante in diversi Stati e un forte aumento dei prezzi alla pompa.
L’episodio dimostrò in modo chiaro come un attacco cyber alle infrastrutture critiche possa rapidamente trasformarsi in una crisi reale, con impatti economici e sociali tangibili.
Questo incidente fu così importante da essere inserito nell’agenda dell’incontro a Ginevra da Biden e Putidi giugno del 2021.
Per questo motivo le nuove minacce rivolte ai sistemi ATG destano particolare preoccupazione: la compromissione di questi apparati potrebbe generare effetti simili, interrompendo la distribuzione del carburante e causando disagi diffusi alla popolazione e alle attività economiche.
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance