Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
Flax Typhoon Sta Arrivando! Il Gruppo Cinese Minaccia le Infrastrutture Critiche con Botnet IoT

Flax Typhoon Sta Arrivando! Il Gruppo Cinese Minaccia le Infrastrutture Critiche con Botnet IoT

26 Settembre 2024 08:06

La settimana scorsa, le agenzie di intelligence dell’alleanza Five Eyes, che comprende Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelandahanno emesso un avvertimento congiunto sugli attacchi informatici legati alla Repubblica popolare cinese.

Il documento descrive le azioni del gruppo informatico Flax Typhoon, che sfrutta le vulnerabilità dei router e dei dispositivi Internet of Things (IoT) per creare una botnet mirata che consente di essere il veicolo per attaccare infrastrutture critiche.

Secondo il rapporto , Flax Typhoon sfrutta attivamente 66 vulnerabilità note per hackerare router, dispositivi IoT e altre applicazioni web. Tra i principali produttori i cui prodotti sono sotto attacco ci sono:

  • Apache (10 vulnerabilità)
  • Cisco (5 vulnerabilità)
  • Zyxel (3 vulnerabilità)
  • QNAP (3 vulnerabilità)
  • Fortinet (3 vulnerabilità)
  • Draytek (3 vulnerabilità)
  • WordPress (2 vulnerabilità)
  • IBM (2 vulnerabilità)
  • F5 (2 vulnerabilità)

Si consiglia alle organizzazioni che utilizzano apparecchiature di queste società di scansionare immediatamente i propri sistemi e risolvere eventuali vulnerabilità identificate.

Secondo l’analisi, il 47,9% dei dispositivi infetti si trova negli Stati Uniti, il che indica una seria minaccia per le infrastrutture critiche del Paese. Altri obiettivi di attacco significativi includono il Vietnam (8%), la Germania (7,2%) e una serie di altri paesi, tra cui Canada, Regno Unito e India.

Al momento della pubblicazione dell’avviso, 41 delle 66 vulnerabilità erano già incluse nel database VulnCheck KEV . In particolare, solo 27 di queste vulnerabilità sono state incluse nel catalogo delle vulnerabilità sfruttabili note (KEV) della CISA. Dopo l’avviso, VulnCheck ha aggiornato la sua risorsa per includere tutte le 66 vulnerabilità e si prevede che anche CISA aggiornerà presto il suo catalogo.

Per proteggersi dagli attacchi botnet Flax Typhoon e da altre minacce simili, l’FBI consiglia i seguenti passaggi:

  1. Disabilita i servizi e le porte inutilizzati per ridurre la superficie di attacco.
  2. Implementazione della segmentazione della rete per limitare la diffusione della minaccia in caso di compromissione.
  3. Monitorare volumi elevati di traffico di rete che potrebbero indicare attività botnet.
  4. Applicazione tempestiva di patch e aggiornamenti per eliminare le vulnerabilità note.
  5. Sostituisci le password predefinite con password complesse e univoche per ciascun dispositivo.
  6. La pianificazione regolare dei riavvii del dispositivo può aiutare a rimuovere il malware dalla RAM.
  7. Sostituzione di software o apparecchiature obsoleto non supportati dal produttore.

Gli esperti sottolineano la necessità di un approccio globale alla gestione delle vulnerabilità. È importante considerare non solo la presenza di vulnerabilità, ma anche prove di sfruttamento attivo, contesto ambientale e ulteriori fattori di rischio. L’utilizzo di informazioni aggiornate sulle minacce consente alle organizzazioni di prendere decisioni informate per dare priorità alle vulnerabilità e mitigare efficacemente i rischi.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Sandro Sana 300x300
Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA. Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyber News
Allarme rosso in Italia! Migliaia di impianti senza password: un incubo a portata di click
Bajram Zeqiri - 05/02/2026

L’Italia si trova oggi davanti a una sfida digitale senza precedenti, dove la corsa all’innovazione non sempre coincide con una protezione adeguata delle infrastrutture. Pertanto la sicurezza dei sistemi connessi è diventata l’anello debole della…

Immagine del sitoCyber News
HackerHood di RHC scopre un nuovo 0day nei Firewall ZYXEL: il rischio è l’accesso Root
Redazione RHC - 05/02/2026

Una nuova vulnerabilità scoperta dal ricercatore italiano Alessandro Sgreccia (rainpwn) del gruppo HackerHood di Red Hot Cyber è stata scoperta nei dispositivi ZYXEL permette di ottenere accesso root attraverso una configurazione apparentemente innocua del servizio…

Immagine del sitoHacking
La vera storia degli hacker: dai trenini del MIT, alla voglia di esplorare le cose
Massimiliano Brolli - 05/02/2026

La parola hacking, deriva dal verbo inglese “to hack”, che significa “intaccare”. Oggi con questo breve articolo, vi racconterò un pezzo della storia dell’hacking, dove tutto ebbe inizio e precisamente nel piano terra dell’edificio 26…

Immagine del sitoCyber News
L’Italia sotto Attacco Hacker! Dopo la Sapienza e gli Uffizi, NoName057(16) colpisce ancora
Redazione RHC - 04/02/2026

L’Italia è finita ancora una volta nel mirino del collettivo hacktivista filorusso NoName057(16). Dopo i pesanti disservizi che hanno colpito l‘Università La Sapienza e le Gallerie degli Uffizi all’inizio di questa settimana. L’offensiva digitale russa…

Immagine del sitoCyber News
Attacco hacker alla Sapienza: chi sono gli hacker di Bablock/Rorschach
Redazione RHC - 04/02/2026

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’attacco informatico che ha paralizzato i sistemi dell’Università La Sapienza non sarebbe motivato da fini politici. Gli hacker avrebbero inviato messaggi di rivendicazione spiegando di non agire per…