Stiamo assistendo a un periodo turbolento nel panorama della cybercriminalità, segnato dall’emergere di una nuova piattaforma di phishing-as-a-service (PaaS) chiamata ‘FlowerStorm’. Questa minaccia, che si concentra principalmente sugli utenti di Microsoft 365, ha rapidamente guadagnato terreno dopo l’imprevisto arresto del suo predecessore, Rockstar2FA, avvenuto nel novembre 2024.
Il crollo di Rockstar2FA
Rockstar2FA, un kit di phishing evoluto dall’ormai noto DadSec, ha subito un parziale crollo infrastrutturale l’11 novembre 2024 (Qui l’articolo completo). Secondo i ricercatori di Sophos, Sean Gallagher e Mark Parsons, molte pagine del servizio sono diventate inaccessibili, probabilmente a causa di problemi tecnici piuttosto che per interventi delle forze dell’ordine. In particolare, l’infrastruttura di Rockstar2FA faceva affidamento su un modello centralizzato che si è dimostrato vulnerabile a interruzioni multiple, lasciando spazio a nuove piattaforme come FlowerStorm.
La nascita di FlowerStorm
Comparsa per la prima volta a giugno 2024, FlowerStorm ha colmato rapidamente il vuoto lasciato da Rockstar2FA. Questa nuova piattaforma condivide molte caratteristiche con il suo predecessore, tra cui meccanismi avanzati di elusione, un pannello user-friendly e una gamma diversificata di opzioni di phishing. Tuttavia, è l’uso di tecniche Adversary-in-the-Middle (AiTM) che rende FlowerStorm particolarmente insidiosa. Queste tecniche permettono agli attaccanti di intercettare credenziali e cookie di sessione, bypassando così le protezioni di autenticazione multi-fattore (MFA).
Advertising
I portali di phishing utilizzati da FlowerStorm imitano in modo convincente le pagine di login di Microsoft, progettate per ingannare gli utenti e raccogliere token MFA e credenziali. Inoltre, Sophos ha evidenziato che FlowerStorm utilizza un sistema modulare che permette agli operatori di personalizzare gli attacchi in base ai target, rendendo la piattaforma particolarmente adattabile.
La tematica botanica di FlowerStorm
In un curioso dettaglio, la piattaforma adotta un tema botanico per le sue operazioni. Termini come “Flower”, “Sprout”, “Blossom” e “Leaf” compaiono nei titoli HTML delle pagine di phishing. Anche i pattern di registrazione e hosting dei domini sono simili a quelli di Rockstar2FA, con un forte utilizzo di domini .ru e .com, supportati da servizi di Cloudflare. Le similitudini nei domini suggeriscono una possibile connessione tra i due operatori o almeno una condivisione delle stesse infrastrutture.
L’impatto di FlowerStorm
Source: Sophos
I dati di telemetria di Sophos rivelano che il 63% delle organizzazioni e l’84% degli utenti colpiti da FlowerStorm risiedono negli Stati Uniti. Tra i settori più colpiti troviamo i servizi (33%), la manifattura (21%), il retail (12%) e i servizi finanziari (8%).
Oltre a questo, si segnala una crescente attenzione verso i settori governativi e sanitari, con attacchi mirati che sfruttano vulnerabilità specifiche nelle loro infrastrutture di email e autenticazione.
Difendersi da FlowerStorm
Si consigliano alcune contromisure per proteggersi da attacchi sofisticati come quelli di FlowerStorm:
Advertising
Utilizzare MFA con token FIDO2 resistenti alle tecniche AiTM.
Implementare soluzioni di filtraggio email per bloccare i tentativi di phishing.
Adottare filtri DNS per impedire l’accesso a domini sospetti.
Monitorare attivamente i log di accesso per identificare attività sospette e sessioni compromesse.
Conclusione
FlowerStorm non è solo un nome, ma un simbolo di come la cybercriminalità stia evolvendo in modo sofisticato e imprevedibile. Proprio come una tempesta che travolge tutto ciò che incontra, questa piattaforma di phishing-as-a-service ha dimostrato di essere in grado di adattarsi, mutare e prosperare, colpendo senza pietà utenti vulnerabili. Con il suo approccio modulare e l’uso di tecniche avanzate come l’Adversary-in-the-Middle (AiTM), FlowerStorm rappresenta una delle minacce più insidiose del panorama cyber odierno. Non c’è più tempo da perdere: la difesa contro questa tempesta deve essere immediata, precisa e senza compromessi.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
Appassionato di tecnologia da sempre. Lavoro nel campo dell’informatica da oltre 15 anni. Ho particolare esperienza in ambito Firewall e Networking e mi occupo quotidianamente di Network Design e Architetture IT. Attualmente ricopro il ruolo di Senior IT Engineer e PM per un’azienda di Consulenza e Servizi IT.
Aree di competenza:Firewall, Networking, Network Design, Architetture IT, Servizi IT
Dopo il successo delle scorse edizioni, Red Hot Cyber è lieta di annunciare una nuova live-class del corso "Dark Web & Cyber Threat Intelligence". A differenza dei corsi e-learning pre-registrati, queste lezioni online in tempo reale, condotte dal professor Pietro Melillo, offrono un’esperienza formativa interattiva e coinvolgente, ideale per approfondire i contenuti e affrontare casi pratici.
Le Live Class sono progettate per garantire un apprendimento mirato e personalizzato, con un massimo di 14 partecipanti per sessione. Questo consente di adattare il percorso formativo alle esigenze specifiche, ma anche di mantenere alta la qualità: i posti sono limitati e nelle scorse edizioni sono andati in sold-out due settimane prima dell’inizio. Prenota subito per assicurarti il tuo posto!
Docente: Pietro Melillo, PhD presso l’Università del Sannio e docente presso IUSI University
Livello: Intermedio
Durata: 15 ore in Live Class con docente dal vivo
Prerequisiti: Navigazione Internet e conoscenze base di sicurezza informatica
Certificazione : Cyber Threat Intelligence Professional (CTIP) previo superamento dell’esame finale
Opportunità post-corso: Accesso al laboratorio operativo DarkLab per attività pratiche di intelligence
Al termine del corso, potrai accedere all’esclusivo Laboratorio di Intelligence DarkLab, un ambiente operativo dove mettere in pratica le competenze acquisite. Sarà l’occasione per sperimentare attività di investigazione nel Dark Web, analisi delle minacce e redazione di report di intelligence e ricerche approfondite.