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Fornivano le chiamate alle ambulanze ai servizi funebri in cambio di denaro

Non c’è fine al cybercrime da profitto e non si salva nemmeno la morte.

I criminali informatici che avevano violato i sistemi della gestione delle ambulanze di Orenburg (una città russa, attraversata dal fiume Ural), i quali fornivano informazioni ai servizi funebri sono stati condannati ad 8 anni di prigione.

Lo ha riportato l’FSB regionale e secondo il dipartimento, si tratta di due residenti del centro regionale.

Secondo il sito 1743.ru, uno di loro è un dipendente dell’OOKSMP, che ha lavorato come specialista della sicurezza delle informazioni.

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Secondo gli inquirenti, l’uomo ha installato un programma dannoso collegato a un database delle chiamate effettuate verso le ambulanze. 

I dati così ottenuti sono stati inviati a una chat di Telegram, composta da agenti dei servizi funebri che quindi potevano prendere contatti con le famiglie nel caso in cui il povero malcapitato fosse morto.

È stato avviato un procedimento penale per aver commesso un’influenza illecita sull’infrastruttura dell’informazione critica, che prevede la punizione sotto forma di reclusione fino a 8 anni.

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