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Furto del Louvre: Windows 2000 e Windows XP nelle reti oltre che a password banali

4 Novembre 2025 19:04

I ladri sono entrati attraverso una finestra del secondo piano del Musée du Louvre, ma il museo aveva avuto anche altri problemi oltre alle finestre non protette, secondo un rapporto di audit sulla sicurezza informatica risalente a un decennio fa e ora venuto alla luce.

Sebbene la Ministra della Cultura Rachida Dati abbia affermato che «i sistemi di sicurezza del museo non hanno fallito», tutto suggerisce che si siano comunque verificate alcune violazioni della sicurezza informatica.

Secondo documenti riservati consultati dal quotidiano Libération, nel 2014 bastava digitare “LOUVRE” per accedere al server responsabile della videosorveglianza del museo più famoso della Francia. Oppure digitare “THALES” per avere accesso al software pubblicato dall’omonima azienda.

Queste password, che in gergo tecnico si chiamano “di default” o “predicibili banali”, erano già definite dall’ANSSI (Agenzia nazionale per la sicurezza informatica francese) come un grave rischio. Le stesse segnalavano che «la rete degli uffici del Museo del Louvre include anche sistemi obsoleti» come Windows 2000 — che non garantiva più né il blocco delle sessioni né aggiornamenti antivirus.

L’ANSSI aveva verificato tutto ciò con un audit interno del 2014. Microsoft aveva smesso di fornire aggiornamenti di sicurezza per Windows 2000 già nel luglio 2010. Nell’audit erano contenute raccomandazioni ben precise: usare password più complesse, migrare il software su versioni supportate, correggere le vulnerabilità. Ma il museo non ha risposto se abbia effettivamente seguito queste indicazioni.

Un secondo audit fu condotto nel 2017 dall’INHESJ (Istituto Nazionale di Studi Avanzati sulla Sicurezza e la Giustizia) e rilevò che «alcune postazioni di lavoro hanno sistemi operativi obsoleti (Windows 2000 e Windows XP) che non garantiscono più una sicurezza efficace (nessun aggiornamento antivirus, nessuna password o blocco di sessione…)». Microsoft interruppe il supporto esteso per Windows XP nel 2014.

Vent’anni di debito tecnico hanno gravato pesantemente sulla sicurezza del Louvre, con il continuo accumulo di sistemi di videosorveglianza analogica, videosorveglianza digitale, antintrusione e controllo accessi, alcuni dei quali con server dedicati o applicazioni proprietarie. Alcuni di questi sono diventati obsoleti nel tempo e avrebbero richiesto aggiornamenti o sostituzioni.

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Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione

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