Il Segretario Generale del Garante per la protezione dei dati personali, Angelo Fanizza, ha rassegnato le proprie dimissioni a seguito di una riunione straordinaria tenuta questa mattina nella sala Rodotà.
Lo riporta ilfattoquotidiano, specificando che l’incontro, convocato in un clima già teso, si è trasformato in uno dei momenti più critici per l’Autorità dalla sua istituzione.
Al centro della vicenda c’è una disposizione che Fanizza aveva rivolto a Cosimo Comella, dirigente responsabile della sicurezza informatica.
L’ordine prevedeva la raccolta integrale delle email di tutti i dipendenti a partire dal marzo 2001 – si parla di un archivio di 24 anni – oltre agli accessi VPN, alle cartelle condivise e alla sospensione dei log interni.
L’obiettivo dichiarato era individuare chi avesse fornito informazioni a Report e al Fatto Quotidiano su questioni interne considerate sensibili.
Comella, il giorno successivo, ha comunicato per iscritto la propria indisponibilità a eseguire la richiesta, definendola in contrasto con le stesse norme emanate dal Garante in materia di tutela dei dati personali.
Nella risposta ha inoltre evidenziato l’impraticabilità tecnica dell’operazione: per archiviare l’intero volume di corrispondenza servirebbero circa 20 mila DVD, oltre 4.000 ore di lavoro e più di un anno e mezzo dedicato alla sola fase di masterizzazione.
La sua posizione è stata letta in assemblea davanti a circa 140-150 dipendenti, che si sono alzati in piedi applaudendolo per diversi minuti.
Durante la pausa, i lavoratori hanno approvato all’unanimità una mozione con cui chiedevano le dimissioni del collegio dirigente e dello stesso Segretario Generale. Nel corso del dibattito, Fanizza avrebbe cercato di coinvolgere la dirigenza per difendere la scelta, senza ricevere alcun sostegno.
Nelle stesse ore, è stato inoltre segnalato un tentativo di accesso non autorizzato ai server dell’Autorità, avvenuto mentre era in corso la ricerca della presunta “talpa”.
Le dimissioni di Fanizza rappresentano il primo atto formale nella gestione della crisi, mentre l’Autorità si prepara ad affrontare le conseguenze istituzionali e operative della vicenda.
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