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Giornata contro la violenza sulle donne, tra hate-speech e revenge-porn

Autore: Roberto ViIllani

Data Pubblicazione: 26/11/2021

Si è ricordata in questi giorni la giornata internazionale contro la violenza sulle Donne, la ricorrenza voluta dalle Nazioni Unite intende sensibilizzare tutti ad osservare un comportamento privo di ogni forma di violenza verso le donne ed i bambini.

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Purtroppo le cronache spesso ci raccontano di terrificanti episodi, non di meno i modelli in TV che vengono proposti evitano di pubblicare scene altrettanto terribili, anche su fiction e serie sempre a tasso “crime”, e non solo per il diritto di cronaca.

Il bombardamento mediatico non aiuta certo ad educare al meglio ad una convivenza meno violenta, perché si rimbalzano scene, gesti e racconti che esaltano violenza. L’Italia purtroppo ha una triste primato a riguardo, e se negli anni ’60 si è liberata di una norma assurda come il più volgarmente conosciuto come “delitto d’onore” – in realtà la definitiva abrogazione della norma a riguardo è del 1981!! – e pur con i rivoluzionari passi della riforma del Diritto della Famiglia del 1975, assistiamo sempre ad episodi di violenza sistematica verso le donne ed i bambini.

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Oggi la legge cd del “Codice Rosso”, attiva da qualche anno e la convenzione di Istambul, mettono le donne in una sfera di sicurezza più alta rispetto a qualche anno fa, ma non riusciamo ancora completamente a fare una prevenzione efficace perché modelli vecchi di educazione sociale e mediatici facilitano ancora una consapevolezza nei carnefici, di impunità o diritto di prevaricare i più deboli.

Non da meno la violenza nel mondo cyber esclude le donne, spesso vittime di ignobili forme di reato, come l’hate-speech, ed il revenge-porn. Quest’ultimo veicolo di pericolosi sviluppi che possono condurre la vittima persino verso il suicidio. Come comunità di hacker etici noi di RHC esortiamo sempre tutte le vittime di questi ignobili reati a denunciare agli organi competenti ogni forma di reato violento.

Certo, molte donne diranno: perché abbiamo bisogno di una giornata a nostra difesa quando dovrebbe essere normale non colpire una donna? Potremmo stare ore a spiegare e forse non riusciremmo neanche a farlo perché in realtà anche noi ci poniamo la stessa domanda, ma visto che non troviamo alternative, allora mettiamoci insieme unendo le forze, e proviamo noi di RHC a dare consigli alle Donne, per una corretta gestione del vostro mondo cyber.

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Se avete profili social sappiate che molte di queste aziende, non hanno reciprocità di legge con l’Italia, ancor di più se il social che usate di più, è attestato in Cina o Russia, dove praticamente non esiste una Legge che imponga a chi ha nei suoi server le vostre fotografie, i vostri commenti, le vostre chat, siano disponibili per dei controlli delle autorità. Ammesso che queste autorità vogliano farli su richiesta dell’Italia!!

Ciò che fornite quando vi iscrivete ad un social network sono i vostri dati biometrici, le vostre credenziali di accesso, il vostro indirizzo di casa, il numero di telefono, l’e-mail, ed altre informazioni che spesso considerate riservate, ma che in realtà le avete voi stesse inserite in un contenitore di cui non conoscete nulla.

Anche se il social a cui vi siete iscritte vi garantisce una cyber sicurezza elevata, sappiate che non è mai così. Anzi, molto spesso queste grandi aziende proprio perché custodiscono miliardi di dati, sono attaccate ogni giorno da cyber-gang di hacker con programmi automatici, al fine di acquisire informazioni utili dai loro server.

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Lo scambio di fotografie come ben sappiamo è un modo di condividere emozioni, storie, momenti di ricordo che tutti amiamo fare, ma di contro le cyber gang mirano a prendere queste fotografie. Se non è un gruppo poi, lo è quasi sempre un ex partner, che deluso o non contento della fine di una relazione, usa le fotografie per ricattare.

Non vi diciamo di non scambiare fotografie con i vostri partner – anche se sarebbe opportuno se pensate che la relazione sia a “scadenza” – perché non siamo moralisti o bacchettoni, ma iniziate ad avere maggiore attenzione quando scambiate le vostre fotografie.

Verificate che dopo la visualizzazione le fotografie vengano cancellate e rese irrecuperabili, attraverso le chat o le foto a tempo, funzionalità messe a disposizione oramai da tutti i sistemi di messagistica. Usate software che possano “personalizzare” le fotografie, dove magari apponete stickers o simboli grafici che rendono unica la foto e ne possa impedire la divulgazione da parte di chiunque, soprattutto dagli sconosciuti che magari l’hanno rubata in rete.

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Se vi divertite nel fare video, vale la stessa regola, a meno che non ci siano riprese in volto, cercate sempre di rendere impossibile l’identificazione dei vostri riferimenti personali, adottate contromisure che possono rendere meno divulgabili i video, perché si riduce l’effetto ridondante del video se privo di riferimenti, in quanto suscita meno interesse nella mente di un potenziale ricattatore.

Si lo so avete ragione, vi state chiedendo; Ma possibile che io debba stare a pensare a tutte queste cose se voglio divertirmi un pochino e non rischiare che un matto prelevi le mie informazioni dal web e le usi per ricattarmi?

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Si, vi rispondiamo, Si, e lo diciamo con forza da sempre, perché anche questa è consapevolezza del mondo cyber, ma soprattutto si diventa consapevoli che pur divertendoci, il nostro gioco non si trasformi in qualcosa di negativo, perché a tutti piace divertirsi, meno ci piace la violenza, di qualunque forma.