Numerosi exploitPoC sono apparsi online per una vulnerabilità critica in Jenkins che consente a persone non autorizzate di leggere file arbitrari. Ancor peggio, alcuni esperti di sicurezza riferiscono che gli hacker criminali stanno già sfruttando il problema per attaccare le infrastrutture IT.
SonarSource ha recentemente scoperto due vulnerabilità in Jenkins che, in determinate condizioni, consentono agli aggressori di accedere ai dati su server vulnerabili ed eseguire comandi CLI arbitrari.
Il primo problema, monitorato con il CVE-2024-23897, è considerato critico e consente agli aggressori non autenticati con autorizzazioni generali/di lettura di leggere dati da file arbitrari sul server Jenkins. Gli aggressori possono leggere le prime righe dei file. Il numero di righe dipende dai comandi CLI disponibili.
Advertising
Il bug è legato al comportamento predefinito del parser args4j in Jenkins, che espande automaticamente il contenuto dei file in argomenti di comando se l’argomento inizia con un carattere “@”, consentendo la lettura di file arbitrari.
Secondo i ricercatori, lo sfruttamento della vulnerabilità può portare all’elevazione dei privilegi al livello di amministratore e all’esecuzione remota di codice arbitrario. Tuttavia, ciò richiederà il rispetto di una serie di condizioni che differiscono per ciascuna variante di attacco.
La seconda vulnerabilità, CVE-2024-23898, è una vulnerabilità WebSocket XSS che consente agli aggressori di eseguire comandi CLI arbitrari inducendo un utente a fare clic su un collegamento dannoso. I rischi associati a questo bug dovrebbero essere mitigati dai meccanismi di protezione esistenti nei browser, ma esistono ancora a causa della mancanza di un’adozione diffusa di queste pratiche.
Il 24 gennaio 2024, gli sviluppatori Jenkins hanno rilasciato correzioni per queste vulnerabilità nelle versioni 2.442 e LTS 2.426.3 e hanno anche pubblicato un bollettino in cui descrivevano possibili scenari di attacco e modi per sfruttare i bug.
Advertising
Dopo che le informazioni sulle vulnerabilità Jenkins sono diventate pubbliche, molti ricercatori hanno riprodotto alcuni degli scenari di attacco descritti dagli sviluppatori e hanno creato exploit PoC funzionanti, ora pubblicati su GitHub .
Gli exploit prendono di mira principalmente il CVE-2024-23897, che consente agli aggressori di eseguire in remoto codice su server Jenkins senza patch. Molti di questi PoC sono già comprovati e accurati, quindi gli aggressori possono sfruttarli con poche o nessuna modifica.
Alcuni specialisti della sicurezza informaticaavvertonoche i loro honeypot Jenkins hanno già registrato l’attività corrispondente degli aggressori, indicando tentativi di attacco CVE-2024-23897.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
Ho iniziato la mia carriera occuparmi nella ricerca e nell’implementazioni di soluzioni in campo ICT e nello sviluppo di applicazioni. Al fine di aggiungere aspetti di sicurezza in questi campi, da alcuni anni ho aggiunto competenze inerenti al ramo offensive security (OSCP), occupandomi anche di analisi di sicurezza e pentest in molte organizzazioni.
Aree di competenza:Ethical Hacking, Bug Hunting, Penetration Testing, Red Teaming, Security Research, Cybersecurity Communication
Ritorna lunedì 18 e martedì 19 maggio la Red Hot Cyber Conference 2026, l’evento gratuito creato dalla community di Red Hot Cyber, che si terrà a Roma in Via Bari 18, presso il Teatro Italia. L’iniziativa è pensata per promuovere la cultura della sicurezza informatica, dell’innovazione digitale e della consapevolezza del rischio cyber. Rappresenta un punto di incontro tra professionisti, studenti, aziende e appassionati del settore, offrendo contenuti tecnici, workshop e momenti di confronto ad alto valore formativo.
L’edizione 2026 si svolgerà a Roma nelle giornate del 18 e 19 maggio presso il Teatro Italia e includerà attività formative, sessioni pratiche e la tradizionale Capture The Flag. L’evento è completamente gratuito, ma la partecipazione è subordinata a registrazione obbligatoria tramite i canali ufficiali, al fine di garantire una corretta organizzazione e gestione degli accessi.
Le iscrizioni saranno disponibili a partire dal 16 marzo 2026 attraverso la piattaforma Eventbrite, dove sarà possibile registrarsi ai diversi percorsi dell’evento: workshop, conferenza principale e competizione CTF. I link ufficiali di registrazione saranno pubblicati sui canali di Red Hot Cyber e costituiranno l’unico punto valido per la prenotazione dei posti all’evento.