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Coca-Cola al centro di nuvole viola con luce intensa, simbolo di panico nel settore latte a causa di attacchi hacker

Gli impianti di Fairlife, di proprietà della Coca-Cola bloccati da un attacco hacker

18 Luglio 2026 07:43
In sintesi

Un attacco informatico ha bloccato la produzione dei prodotti lattiero-caseari Fairlife negli stabilimenti statunitensi della Coca-Cola. L'azienda ha sospeso temporaneamente le operazioni e denunciato l'incidente alla US Securities and Exchange Commission, senza confermare se è stato richiesto un riscatto o rubati dati.

Un attacco informatico ha fermato la produzione dei prodotti della Fairlife negli stabilimenti dell’azienda negli Stati Uniti. Il proprietario del marchio Coca-Cola ha temporaneamente sospeso la produzione mentre gli specialisti ripristinano i sistemi interessati.

Fairlife ha scoperto l’accesso non autorizzato a parti della sua infrastruttura, compresi i sistemi relativi alla produzione.

Fairlife produce latte ultrafiltrato, frullati proteici Core Power e bevande nutrizionali Nutrition Plan. I prodotti del marchio sono ampiamente venduti nel mercato americano.

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Coca-Cola ha collegato l’incidente all’attacco ransomware e ha denunciato il fatto alla US Securities and Exchange Commission.

Dopo aver scoperto l’hack, la società ha lanciato un piano di risposta agli incidenti informatici e ha adottato misure per mantenere le operazioni aziendali. La Coca-Cola ha anche coinvolto esperti esterni e ha informato le forze dell’ordine.

L’attacco non ha pregiudicato la qualità e la sicurezza dei prodotti. Tuttavia, le attività statunitensi di Fairlife non sono ancora in grado di riprendere la produzione.

Gli stabilimenti di produzione in Canada continuano a funzionare normalmente. L’azienda sta ripristinando i sistemi e valutando le conseguenze dell’incidente. Coca-Cola non sa ancora se l’incidente avrà un impatto significativo sulle prestazioni finanziarie e sulle operazioni aziendali.

Coca-Cola non ha detto se gli aggressori hanno rubato dati, chiesto un riscatto o quale gruppo si nascondesse dietro l’attacco.

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Nessuna banda ransomware ha ancora rivendicato la responsabilità di questo attacco informatico. Se i criminali hanno ottenuto informazioni aziendali, potrebbero successivamente minacciare di pubblicare i dati e chiedere denaro per non divulgarli.


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Chiara Nardini 2025 3 300x300
Esperta di Cyber Threat intelligence e di cybersecurity awareness, blogger per passione e ricercatrice di sicurezza informatica. Crede che si possa combattere il cybercrime solo conoscendo le minacce informatiche attraverso una costante attività di "lesson learned" e di divulgazione. Analista di punta per quello che concerne gli incidenti di sicurezza informatica del comparto Italia.
Aree di competenza: Cyber threat Intelligence, Incident Response, sicurezza nazionale, divulgazione