
Basta avvisi inutili. Basta monitoraggi passivi. Meno di due anni dopo il suo lancio, Google ha deciso di chiudere uno degli strumenti più chiacchierati per la sicurezza digitale: il Dark Web Report. La funzione, pensata per aiutare gli utenti a scoprire se i propri dati personali fossero finiti sul dark web, cesserà di esistere il 16 febbraio 2026, mentre le scansioni per nuove violazioni si fermeranno già il 15 gennaio 2026.

Secondo il gigante tecnologico, il report “offriva informazioni generali, ma il feedback degli utenti ha mostrato che non forniva indicazioni concrete su cosa fare”. Google promette ora di concentrarsi su strumenti che offrano passi chiari e immediatamente azionabili per proteggere le proprie informazioni online.
Per chi lo desidera, è possibile eliminare anticipatamente il proprio profilo di monitoraggio: basta accedere al Dark Web Report, cliccare su “Edit monitoring profile” e infine selezionare “Delete monitoring profile”. Tutti i dati verranno cancellati automaticamente con la disattivazione della funzione.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Lanciato a marzo 2023, il Dark Web Report era stato concepito come una difesa contro le frodi d’identità online, controllando il darknet per dati personali come nome, indirizzo, email, numero di telefono e Social Security Number. Nel luglio 2024, Google aveva esteso il servizio da Google One a tutti gli account, ampliando così la portata del monitoraggio.
Ora Google invita gli utenti a prendere in mano la propria sicurezza digitale. La prima mossa consigliata è attivare le passkey, strumenti di autenticazione multifattore resistenti al phishing, che rendono più difficile per i criminali rubare le credenziali. Non basta più avere una password complessa: serve una protezione che non si limiti a segnalare i rischi, ma li neutralizzi davvero.
In parallelo, Google suggerisce di utilizzare la funzione “Results about you” per rimuovere i propri dati personali dai risultati di ricerca. Questo non è solo un passo di privacy, ma un vero scudo contro l’esposizione non voluta dei propri dati online. Ogni informazione lasciata pubblica può essere raccolta, combinata e rivenduta sul dark web: proteggerla significa ridurre drasticamente il rischio di furti d’identità.
La decisione segna un cambio di rotta netto: da un approccio di monitoraggio passivo a una strategia basata su azioni concrete e protezione attiva, lasciando dietro di sé uno strumento che, seppur utile per scovare i dati nel dark web, non forniva la guida necessaria per difendersi davvero.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

InnovazioneSe c’erano ancora dubbi sul fatto che le principali aziende mondiali di intelligenza artificiale fossero d’accordo sulla direzione dell’IA, o sulla velocità con cui dovrebbe arrivarci, questi dubbi sono stati dissipati al World Economic Forum…
InnovazioneUna settimana fa, il CEO di Cursor, Michael Truell, ha annunciato un risultato presumibilmente straordinario. Ha affermato che, utilizzando GPT-5.2, Cursor ha creato un browser in grado di funzionare ininterrottamente per un’intera settimana. Questo browser…
Cyber ItaliaL’Italia si conferma uno degli obiettivi principali della campagna di attacchi DDoS portata avanti dal gruppo hacktivista NoName057(16). Secondo quanto dichiarato direttamente dal collettivo, il nostro Paese ha subito 487 attacchi informatici tra ottobre 2024…
InnovazioneLa domanda ritorna ciclicamente da oltre dieci anni: uno smartphone può davvero sostituire un computer? Nel tempo, l’industria ha provato più volte a dare una risposta concreta, senza mai arrivare a una soluzione definitiva. Dai…
VulnerabilitàNel mondo della sicurezza circola da anni una convinzione tanto diffusa quanto pericolosa: “se è patchato, è sicuro”. Il caso dell’accesso amministrativo tramite FortiCloud SSO ai dispositivi FortiGate dimostra, ancora una volta, quanto questa affermazione sia non solo incompleta, ma…