A questo proposito, l’azienda ha aggiornato la descrizione della modalità di navigazione in incognito, che ora riflette le informazioni sulle pratiche di raccolta dei dati che non sono state menzionate. Il testo aggiornato è stato trovato nell’ultima build Canary di Google Chrome versione 122.0.6251.0, come riportato da MSPowerUser.
La causa
Nel 2020, è stata intentata un’azione legale collettiva da 5 miliardi di dollari contro Google per aver raccolto dati degli utenti attraverso i servizi della società in modalità di navigazione in incognito.
Advertising
Google ha difeso la propria posizione sostenendo che i dati venivano già raccolti sui siti in modalità di navigazione in incognito, ma questo non era indicato nella descrizione della modalità stessa.
Confronto tra le descrizioni attuali (a sinistra) e aggiornate (a destra) di Incognito
Le nuove descrizioni sulla modalità in incognito
La nuova versione del testo afferma:“Gli altri utenti su questo dispositivo non vedranno la tua attività, quindi potrai navigare in modo più privato. Ciò non influirà sulla raccolta dei dati da parte dei siti web visitati e dei servizi da essi utilizzati, compreso Google. I download, i segnalibri e gli elementi dell’elenco di lettura verranno salvati.”
La versione precedente diceva: “Le tue attività in modalità di navigazione in incognito non saranno visibili agli altri utenti di questo dispositivo. Tuttavia, i segnalibri, i file scaricati e gli elementi nell’elenco di lettura rimarranno.”
Un portavoce di Google afferma che le modifiche alla descrizione forniscono ancora più informazioni agli utenti sulla modalità di navigazione in incognito. Ha aggiunto che la modalità di navigazione in incognito impedisce che le informazioni sulle attività di un utente vengano archiviate sul proprio dispositivo.
In precedenza Google ha citato la descrizione della modalità di navigazione in incognito come prova del fatto che l’azienda informa gli utenti sui possibili metodi di tracciamento anche in modalità di navigazione in incognito.
Advertising
Tuttavia, la corte non ha accolto questa argomentazione, respingendo la mozione di Google per un giudizio sommario. Google e i ricorrenti hanno raggiunto un accordo a dicembre . I termini della transazione legale saranno presentati alla corte a gennaio, con l’approvazione definitiva entro la fine di febbraio.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
Sono aperte le iscrizioni al corso in Live Class “AGENTIC AI CYBER OPERATIONS (AACO)”. La cybersecurity sta entrando nell'era degli AI Agent: sistemi capaci di ragionare, utilizzare strumenti, orchestrare attività e portare avanti operazioni complesse. Ma come funzionano davvero dal punto di vista tecnico? Con AACO, Red Hot Cyber porta i professionisti della cybersecurity a toccare con mano gli strumenti agentici, attraverso una Live Class in italiano con 15 ore di formazione, laboratori pratici e scenari reali. Agentic AI, Tool Calling, MCP, orchestrazione di agenti, OSINT, Threat Intelligence, vulnerability assessment e automazione delle operazioni di cybersecurity. Non un corso per imparare a usare un chatbot, ma un percorso per capire, costruire e governare sistemi agentici applicati alla sicurezza informatica.