In sintesiDal febbraio 2027 Google introdurrà nuovi requisiti per le app distribuite su Google Play, con limiti al consumo di memoria RAM, alla grafica raster e obblighi di ottimizzazione del codice DEX. Le regole varieranno in base alla RAM dello smartphone. Ad aprile arriverà anche il ripristino automatico delle credenziali sui nuovi dispositivi.
La memoria operativa sta diventando gradualmente un problema non solo per i produttori di dispositivi, ma anche per gli sviluppatori di applicazioni.
Google ha riportato che a partire da febbraio 2027 le applicazioni su Google Play dovranno rispettare nuovi limiti di consumo della memoria, affinché un’applicazione scarsamente ottimizzata non comprometta il funzionamento dell’intero dispositivo Android.
Le nuove normative entreranno in vigore in due fasi. A febbraio 2027 Google inizierà a valutare quanto memoria occupa un’applicazione, quanti risorse consuma per le immagini raster e quanto sia ottimizzato il suo codice DEX, ovvero la rappresentazione compressa del bytecode Java. L’azienda collega queste misure all’aumento dei prezzi della memoria operativa e alla diffusione di dispositivi con caratteristiche più modeste.
I valori ammissibili dipenderanno dalla quantità di memoria fisica dello smartphone. Su un dispositivo con 8 GB di RAM, un’applicazione potrà utilizzare al massimo 2,25 GB in modalità attiva e fino a 1,5 GB per i processi e i servizi in background, la cui operatività è percepibile dall’utente. Per i dispositivi con una memoria superiore a 16 GB, la maggior parte dei limiti non sarà applicata.
Limiti separati riguarderanno la grafica raster. Per i processi in background e i servizi visibili all’utente Google stabilirà un limite di 200 MB, mentre per la grafica raster memorizzata nella cache il limite sarà di 400 MB. Per i giochi sono previsti valori diversi. L’ottimizzazione del codice DEX diventerà obbligatoria, poiché Google prevede di ridurre il consumo di memoria, accelerare l’avvio delle applicazioni e migliorarne la stabilità.
A aprile 2027 verrà introdotta un’altra richiesta, relativa al trasferimento dei dati di accesso su un nuovo smartphone. Agli sviluppatori è stato proposto di implementare l’API Android Restore Credentials, affinché i dati di accesso vengano ripristinati automaticamente senza l’inserimento manuale. Google ritiene che l’immissione della password durante la configurazione di un nuovo dispositivo crei inutili complicazioni e aumenti il rischio di phishing e furto di dati di accesso.
In questo modo, Google collega le nuove regole di Google Play a due obiettivi. L’azienda vuole limitare le applicazioni che consumano troppa memoria e ostacolano il multitasking Android, nonché rendere il trasferimento dei dati di accesso tra dispositivi meno dipendente dall’inserimento manuale. I primi limiti entreranno in vigore a febbraio 2027, mentre i requisiti per il ripristino dei dati di accesso ad aprile.
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