
WhatsApp ha recentemente corretto una vulnerabilità nell’ambiente Desktop per Windows che potrebbe consentire agli aggressori di eseguire codice dannoso attraverso allegati di file apparentemente innocui. Quando un utente riceve un allegato su WhatsApp, l’applicazione mostra il tipo di file in base al suo tipo MIME (ad esempio, visualizzandolo come immagine), mentre il sistema operativo decide come aprire il file in base alla sua estensione (ad esempio, .exe).
Secondo l’avviso di sicurezza ufficiale, l’applicazione “visualizzava gli allegati in base al loro tipo MIME, selezionando il gestore di apertura dei file in base all’estensione del nome file dell’allegato”. Questa discrepanza creava una pericolosa scappatoia che i malintenzionati potevano sfruttare per eseguire codice.
Pertanto un malintenzionato potrebbe creare un file con una combinazione fuorviante di tipo MIME ed estensione del nome file, inducendo gli utenti a eseguire inavvertitamente codice arbitrario quando aprono manualmente quello che sembra un allegato innocuo.
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Si tratta quindi di una vulnerabilità di spoofing, ufficialmente identificata come CVE-2025-30401, ed interessa tutte le versioni di WhatsApp Desktop per Windows precedenti alla 2.2450.6 e rappresenta un rischio significativo per gli utenti che interagiscono con gli allegati inviati tramite la piattaforma.
Il vettore di attacco è particolarmente preoccupante perché fa leva sulla fiducia degli utenti. Un criminale informatico potrebbe inviare quello che sembra un file immagine standard all’interno di WhatsApp, ma l’allegato potrebbe in realtà avere un’estensione eseguibile.
Se il destinatario aprisse questo allegato direttamente da WhatsApp, anziché visualizzare un’immagine, eseguirebbe inconsapevolmente un codice potenzialmente dannoso.
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