Diversi distributori automatici di sigarette in Italia sono stati presi di mira dagli hacker, molto probabilmente di frangia anarchica.
Testimoni riferiscono di pacchetti di sigarette venduti a soli 10 centesimi, ma anche di buoni Amazon emessi a pochi centesimi dai distributori.
In una tabaccheria di via Vittorio Emanuele a Bordighera, Imperia, è apparsa la scritta “Fuori Alfredo dal 41 bis”, chiaramente riferita ad Alfredo Cospito, in sciopero della fame da più di 100 giorni.
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Il 25 marzo a Venezia un gruppo di anarchici ha manifestato per chiedere la liberazione di Cospito. La decisione dei giudici della Sorveglianza di Milano sulla concessione dei domiciliari all’anarchico, richiesta dai suoi legali per ragioni di salute, è prevista per il 27 marzo.
Schermata del distributore automatica inviata a RHC da un utente della pagina Facebook
Invece, il 18 aprile, la Corte costituzionale si esprimerà sul caso Cospito, in particolare sulla discussione dibattimentale per “giudizio in via incidentale” riguardante l’attentato alla caserma dei carabinieri di Fossano, avvenuto nel 2006.
Durante l’udienza del 24 marzo all’ospedale San Paolo di Milano, lo stesso Cospito si è rivolto ai giudici: “Sospendo lo sciopero della fame se togliete il 41 bis ad altri detenuti anziani”, ha detto.
Secondo l’avvocato difensore Flavio Rossi Albertini, Cospito potrebbe sospendere la protesta anche se ottenesse i domiciliari.
Sembrerebbe che i distributori automatici hackerati siano tutti dello stesso fornitore, la Laservideo. Da quanto siamo riusciti a comprendere sembrerebbe che si sia trattato di un hack che ha coinvolto il backend delle infrastrutture IT alle quali si agganciano i distrbutori.
RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Nel caso in cui l’azienda voglia fornire una dichiarazione a RHC, saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo dando risalto alla questione.
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