HarmonyOS è un sistema operativo open-source che sta rivoluzionando l'era dell'Internet delle cose. Con una comunità di sviluppatori in crescita e una serie di partner industriali, HarmonyOS sta diventando un motore fondamentale per l'innovazione dei sistemi operativi.
Molti tra i nostri lettori ricorderanno certamente quando, durante il primo mandato di Donald Trump, le tensioni geopolitiche portarono a una storica rottura tecnologica. Venne bandito l’utilizzo del sistema operativo Android da parte dei colossi cinesi tra i quali Huawei. Quella mossa dannatamente poco lungimirante da parte della casa bianca, permise a diversi stati (e parliamo di stati con una solida economia e una solida strategia di sovranità nazionale), di sfruttare l’occasione e accelerare sullo sviluppo di soluzioni software sovrane.
Era il 15 maggio 2019, quando il Presidente Trump firmò un ordine esecutivo, il quale dichiarava l’emergenza nazionale nel settore tecnologico. Questo portò l’inserimento di Huawei nella cosiddetta Entity List del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti.
Sono passati solo 7 anni …
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Il 15° Piano quinquennale afferma chiaramente la necessità di promuovere la costruzione di un sistema open source e di migliorarne i meccanismi operativi. Lo sviluppo di HarmonyOS è un esempio lampante di questa strategia. Non si tratta semplicemente di un sistema operativo, ma di un ecosistema collaborativo e reciprocamente vantaggioso.
Il 28 aprile, alla vigilia del 9° Digital China Summit, si è tenuto l’HarmonyOS Ecosystem Summit presso il Fuzhou Strait International Convention and Exhibition Center. Il summit non solo ha presentato gli ultimi risultati raggiunti da OpenHarmony in termini di innovazioni tecnologiche e sviluppo dell’ecosistema, ma ha anche segnalato che il software di base cinese si sta muovendo verso un utilizzo commerciale su larga scala, favorendo la trasformazione digitale di diversi settori.
Yang Haisong, Presidente della Business Unit HarmonyOS Smart Hardware Ecosystem, Huawei Terminal BG
Nel settembre 2020, Huawei ha ufficialmente donato le funzionalità fondamentali del suo sistema operativo HarmonyOS alla OpenAtom Foundation, dando così inizio all’incubazione e alla crescita di HarmonyOS open source. Dopo cinque anni di impegno, OpenHarmony è passato dalla fase di esplorazione tecnologica a quella di implementazione su larga scala, diventando un motore fondamentale per l’innovazione dei sistemi operativi nell’era dell’Internet delle cose.
Al summit, Xie Shaofeng, presidente della OpenAtom Open Source Foundation, ha rivelato una serie di dati: il codice sorgente della community open-source di HarmonyOS ha superato i 130 milioni di righe, più di 18 volte i 7 milioni iniziali; la community ha raccolto oltre 13.000 collaboratori, attratto più di 550 partner dell’ecosistema ed è compatibile con quasi 1.700 prodotti software e hardware. La versione è stata aggiornata alla 6.1 Release, supportando pienamente telefoni cellulari, tablet, computer, TV, dispositivi indossabili e vari terminali intelligenti specifici per settore.
Xie Shaofeng, Presidente della Open Atom Open Source Foundation
Dietro questi dati si cela la crescente maturità di HarmonyOS, fondamento della nuova infrastruttura digitale cinese. Non si tratta semplicemente di un insieme di tecnologie, ma del culmine di un ecosistema industriale. Attualmente, il numero di dispositivi terminali HarmonyOS 6 basati sul sistema operativo open-source HarmonyOS ha superato i 55 milioni. Nel più ampio panorama dei vari settori, stanno emergendo rapidamente distribuzioni specifiche per settore, come HarmonyOS per l’energia, i trasporti, l’industria mineraria, le forze dell’ordine e la telefonia mobile, che stanno raggiungendo una diffusione commerciale su larga scala in settori chiave come l’energia, i trasporti, l’industria mineraria e la finanza.
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Nell’era dell’Internet delle cose, il ruolo dei sistemi operativi sta subendo profondi cambiamenti. Yang Haisong, Presidente della Business Unit HarmonyOS Smart Hardware Ecosystem di Huawei Consumer Business Group, ha affermato nel suo intervento che, per aiutare l’ecosistema OpenHarmony a raggiungere la massima espansione, Huawei si trasformerà da “utente e contributore” a “facilitatore dell’intero settore”.
Yang Haisong ha affermato che, di fronte alle problematiche legate alla frammentazione dei dispositivi e alle difficoltà di collaborazione nell’era dell’Internet delle cose, OpenHarmony possiede intrinsecamente quattro vantaggi principali: implementazione flessibile, condivisione delle applicazioni, collaborazione efficiente e sicurezza di alto livello. Per aiutare l’ecosistema ad accelerare lo sviluppo, Huawei fornirà un supporto completo su cinque livelli: chip, piattaforma tecnologica OpenHarmony, moduli e OSV, dispositivi e settori industriali.
Questo cambiamento indica che Huawei aiuterà i partner lungo tutta la catena di fornitura a ridurre le barriere allo sviluppo e ad accelerare la commercializzazione dei prodotti attraverso diversi mezzi, tra cui supporto tecnico, incentivi allo sviluppo, co-creazione del marchio e iniziative di standardizzazione. Yang Haisong ha rivelato che l’obiettivo di Huawei è di avere più di 10 partner nel settore dei chip e dei moduli con spedizioni superiori a un milione di unità entro la fine di quest’anno, con oltre 20 modelli correlati, e di consentire la commercializzazione su larga scala di oltre 50 categorie di apparecchiature chiave in collaborazione con partner di alta qualità.
Il valore di HarmonyOS, un progetto open-source, deve essere concretamente implementato e consolidarsi in specifici scenari industriali. Al summit, i partner dei settori energetico, degli elettrodomestici, dei chip e dei moduli hanno condiviso i loro risultati pratici basati su OpenHarmony, dimostrando in modo evidente le infinite possibilità offerte dalle industrie definite dal software.
Xuan Liang, vicedirettore generale del dipartimento di digitalizzazione di China Southern Power Grid, ha presentato “Dianhong“, il primo sistema IoT unificato cinese per il settore energetico, basato sul sistema open-source HarmonyOS. Per affrontare la sfida di connettere un gran numero di dispositivi distribuiti nei nuovi sistemi energetici, “Dianhong” crea una base IoT unificata che consente funzionalità plug-and-play e una collaborazione intelligente tra dispositivi edge. Attualmente, “Dianhong” è stato implementato in aree dimostrative come Qianhai a Shenzhen, Nansha a Guangzhou e Hengqin a Zhuhai.
Shang Zhe, General Manager dei sistemi per la casa intelligente presso Midea Group, ha condiviso il percorso di esplorazione intrapreso da Midea. Per affrontare problematiche come soluzioni di sistema incompatibili e costi di trasformazione elevati nel settore degli elettrodomestici, Midea ha lanciato il “Jiahong Operating System” basato su OpenHarmony e ha rilasciato una distribuzione open source per il settore. Collaborando con i partner per costruire un centro di innovazione di settore, Midea sta concretamente portando le capacità dell’intelligenza artificiale dal cloud all’edge computing.
Sintetizzando, l’ecosistema Harmony OS sta diventando sempre più grande e sempre più utilizzato. E chissà se sei anni fa un’apertura piuttosto che una chiusura da parte dello zio Sam avrebbe portato una diffusione di Android ancora più capillare nel mercato cinese?
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Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza:Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
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Per accompagnare la crescita del progetto abbiamo realizzato il sito ufficiale di Betti-RHC, dove è possibile conoscere meglio la serie, gli episodi e il progetto di cybersecurity awareness sviluppato da Red Hot Cyber. L'obiettivo è continuare a portare la cultura della sicurezza fuori dai tradizionali percorsi formativi standard, utilizzando il linguaggio immediato del fumetto per parlare a dipendenti, professionisti e persone senza competenze tecniche. Per maggiori informazioni su Betti-RHC e sul sesto episodio “Open Mic” è possibile visitare il sito ufficiale:betti.redhotcyber.com.