
Le autorità di Hong Kong stanno valutando se limitare l’accesso del pubblico al servizio di messaggistica Telegram, secondo Sing Tao Daily.
Il Garante per la privacy dei dati sta valutando per la prima volta la possibilità di applicare regole per limitare l’accesso alla piattaforma a causa di un presunto doxing diffuso nel messenger.
Il giornale, citando individui non identificati, ha affermato che il doxxing diffuso – o l’esposizione online di dati sensibili e personali – era diretto sia ai funzionari del governo che ai cittadini.
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Gli esperti ritengono che il blocco del messenger e decisioni simili da parte delle autorità locali porterà al completo controllo statale di Internet, come avviene già in Cina. A Hong Kong, hanno iniziato a discutere le restrizioni sull’accesso alla rete globale nel 2020, quando il distretto ha approvato una legge sulla sicurezza nazionale.
Questo evento si è svolto sullo sfondo delle proteste del 2019-2020.
Negli ultimi anni le autorità di Hong Kong sono riuscite a reprimere i movimenti pro-democrazia, ma fino all’ultimo hanno evitato le restrizioni di Internet. Non si sa esattamente come l’amministrazione bloccherà siti e applicazioni, poiché ciò richiederà la collaborazione degli operatori locali.
È probabile che i funzionari limitino completamente l’accesso a Internet o costringano gli utenti a rimuovere i servizi dai negozi. Hong Kong ha già preso provvedimenti contro il doxxing nel 2019, quando i manifestanti hanno rilasciato dettagli su agenti e funzionari di polizia.
Lo scorso settembre, la regione amministrativa ha inasprito la legge sulla privacy dei dati per prevenire fughe di notizie. Questo evento ha causato preoccupazione nelle grandi aziende tecnologiche.
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