Nel sottobosco del dark web, dove si scambiano illegalmente informazioni sensibili e strumenti per attacchi informatici, è emerso un annuncio che desta allarme.
Un utente, identificato con lo pseudonimo di “MrDark”, ha messo in vendita l’accesso completo ad un e-commerce italiano con un fatturato di oltre 9,2 milioni di euro, cono 500 ordini a settimana.
Quando si parla di “vendere un accesso”, si intende la cessione illegale delle credenziali di accesso o dei bug di sicurezza con relativo exploit, che permettono di entrare in un sistema informatico senza autorizzazione. In questo caso specifico, l’acquirente otterrebbe l’accesso completo all’amministrazione del negozio online, al database dei clienti e alla chiave di crittografia necessaria per decifrare i dati.
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Chi sono i broker di accesso?
Gli Initial Access Broker o semplicemente IaB, sono individui o gruppi criminali che si occupano di individuare e sfruttare le vulnerabilità dei sistemi informatici. Una volta ottenute le credenziali di accesso, le mettono in vendita sul dark web, spesso a prezzi elevati, attirando l’attenzione di altri criminali interessati a rubare dati sensibili, a commettere frodi o a sabotare sistemi informatici.
La vendita di accessi illeciti rappresenta una grave minaccia per le aziende e i consumatori. Le conseguenze di un attacco informatico di questo tipo possono essere devastanti:
Furto di dati sensibili: I criminali possono accedere a informazioni personali, dati finanziari e altre informazioni riservate dei clienti.
Frodi: I dati rubati possono essere utilizzati per commettere frodi, come ad esempio l’apertura di nuovi conti correnti o l’acquisto di beni e servizi a nome delle vittime.
Danni reputazionali: Un attacco informatico può danneggiare gravemente la reputazione di un’azienda, mettendo a rischio la fiducia dei clienti.
Interruzione dell’attività: In alcuni casi, gli attacchi informatici possono portare all’interruzione dell’attività aziendale, con gravi conseguenze economiche.
Utilizzare password forti e uniche: Evitare di utilizzare le stesse password per più account e creare password complesse, combinando maiuscole, minuscole, numeri e caratteri speciali.
Aggiornare regolarmente software e sistemi operativi: Le vulnerabilità nei software sono spesso sfruttate dagli hacker per penetrare nei sistemi informatici.
Effettuare regolarmente backup dei dati: In caso di attacco, un backup può permettere di recuperare i dati persi.
Essere diffidenti nei confronti di email e messaggi sospetti: Non cliccare su link o allegati contenuti in email sospette e non fornire informazioni personali a sconosciuti.
Conclusioni
Ovviamente non sappiamo quale sia l’azienda violata.
Il caso dell’e-commerce italiano messo in vendita sul dark web è solo l’ultimo esempio di come il cybercrime sia in costante evoluzione. Per proteggere le proprie informazioni e quelle delle proprie aziende, è fondamentale essere consapevoli dei rischi e adottare le misure di sicurezza necessarie.
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ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
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