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I cavi di sottomarini sono vulnerabili! Servono nuove strategie

28 Agosto 2025 20:52

I ricercatori della Reichman University (Israele) hanno descritto in dettaglio in un articolo sulla rivista Nature Electronics i crescenti rischi e minacce derivanti da fattori naturali e artificiali sui cavi di comunicazione sottomarini, che costituiscono la spina dorsale dell’infrastruttura Internet globale e trasmettono oltre il 95% del traffico dati internazionale.

Tra gli esempi da loro citati figurano un’eruzione vulcanica nel 2022 che ha causato uno tsunami e onde d’urto sottomarine che hanno interrotto il collegamento in fibra ottica tra il Regno di Tonga e la Repubblica delle Figi, facendo sprofondare la nazione insulare nell’isolamento digitale.

Nell’ultimo anno e mezzo, diversi nuovi incidenti hanno messo in luce la vulnerabilità delle infrastrutture via cavo. Linee sottomarine principali nel Mar Rosso, nel Mar Baltico e nell’Oceano Pacifico sono state danneggiate, in alcuni casi probabilmente intenzionalmente.

I danni ai cavi principali causati da ancore o reti a strascico d’altura provocano frequenti interruzioni e la crescente tendenza a danneggiare in modo mirato aumenta il rischio di arresti intenzionali con gravi conseguenze. L’articolo presenta indicazioni scientificamente fondate per la modernizzazione dell’infrastruttura di comunicazione globale, basate su tre sistemi alternativi in grado di ridurre la dipendenza dalla vulnerabilità dei cavi sottomarini.

La prima opzione è rappresentata dalle reti satellitari per le comunicazioni laser. Costellazioni satellitari in orbita terrestre bassa sono già state create nell’ambito di progetti NASA e del sistema Starlink. Possono fornire velocità di trasferimento dati paragonabili alla fibra ottica, senza rischi sismici o geopolitici. I progressi nell’ottica adattiva e nei canali di comunicazione intersatellitare ad alta velocità consentono di contrastare efficacemente gli effetti delle interferenze atmosferiche.

La seconda soluzione è rappresentata dalle piattaforme aeree ad alta quota basate su droni alimentati a energia solare e dirigibili stratosferici. Gli sviluppi in questo campo non sono ancora completi, ma i prototipi hanno dimostrato che tali piattaforme possono fornire un’infrastruttura internet flessibile e resiliente.

Un terzo approccio prevede la creazione di reti wireless ottiche sottomarine autonome basate su più veicoli robotici dotati di laser blu-verdi che formano una rete dinamica di canali di comunicazione ottica a corto raggio. Tali sistemi possono fornire ridondanza critica per i cavi operativi. Sono particolarmente promettenti per applicazioni militari, per l’energia in acque profonde e per il monitoraggio ambientale.

Ma la ridondanza dei cavi da sola non è sufficiente a contrastare le minacce del XXI secolo, dai disastri geologici ai conflitti geopolitici. È necessaria una reale diversificazione dell’infrastruttura digitale globale, sostengono gli autori dello studio.

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Sandro Sana 300x300
Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA. Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
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