Mentre la consapevolezza sulla cybersicurezza cresce, il mercato nero dei dati personali non accenna a fermarsi.
Un recente post apparso su un noto forum frequentato da criminali informatici in lingua russa, scoperto dai ricercatori di Red Hot Cyber, mette in luce una realtà inquietante: la svendita sistematica della nostra identità digitale, con un focus particolare sul nostro Paese.
Disclaimer: Questo rapporto include screenshot e/o testo tratti da fonti pubblicamente accessibili. Le informazioni fornite hanno esclusivamente finalità di intelligence sulle minacce e di sensibilizzazione sui rischi di cybersecurity. Red Hot Cyber condanna qualsiasi accesso non autorizzato, diffusione impropria o utilizzo illecito di tali dati. Al momento, non è possibile verificare in modo indipendente l’autenticità delle informazioni riportate, poiché l’organizzazione coinvolta non ha ancora rilasciato un comunicato ufficiale sul proprio sito web. Di conseguenza, questo articolo deve essere considerato esclusivamente a scopo informativo e di intelligence.
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L’Annuncio nelle underground
L’utente “aisdata”, un venditore con una reputazione consolidata all’interno della piattaforma (come indicato dal grado “Seller” e dalle transazioni garantite), ha messo in vendita un database mastodontico.
Il prezzo fissato per l’intero pacchetto è di $5.000, una cifra irrisoria se rapportata all’immensa quantità di dati sensibili contenuti.
Il bersaglio Italia: numeri da capogiro
Ciò che emerge dall’analisi dettagliata dei file è un dato che deve far riflettere. Il criminale sta vendendo un pacchetto specifico per l’Italia che conta ben 26.351.868 numeri di telefono.
Non si tratta di semplici sequenze numeriche anonime: secondo quanto riportato dal venditore, il database include l’abbinamento diretto tra Nome, Cognome e Numero di Telefono. Questa combinazione trasforma un semplice elenco in una mappa precisa per colpire milioni di cittadini con attacchi mirati.
L’Analisi di Red Hot Cyber
Esaminando i dati forniti dagli autori delle minacce, emerge che numerose coppie di dati sono state precedentemente combinate da dump, tra cui spicca il noto “Fuck Facebook”, una raccolta di informazioni derivanti da una violazione dei dati dovuta a un’API esposta nel 2019.
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Queste informazioni sono state a lungo circolanti all’interno delle comunità criminali underground, consentendo l’accesso a una serie di dati degli utenti Facebook, quali ID Facebook, nome, cognome, numero di telefono e ulteriori dettagli.
Nel mese di agosto del 2025, un attore delle minacce aveva messo in vendita dei dati, dichiarando di essere in possesso di 35 milioni di dati personali di italiani provenienti da Facebook.
Appare evidente che il dataset sia il risultato di una precedente raccolta di dati sensibili, successivamente riorganizzati per essere commercializzati illecitamente.
La presenza di numeri di telefono associati a nominativi, anche se non aggiornati, comporta rischi significativi di phishing, smishing e frodi online, poiché tali informazioni tendono ad essere aggiornate in modo meno frequente rispetto ad altri dati, consentendo così una disponibilità prolungata nel tempo.
I Numeri della Violazione Globale
Oltre al caso critico dell’Italia, la scala dell’operazione è globale. Dalla lista parziale visibile nello screenshot, emergono altre cifre impressionanti:
Brasile: oltre 8 milioni di numeri.
Bangladesh: oltre 3,7 milioni di numeri.
Belgio: oltre 3,1 milioni di numeri.
Austria: oltre 1,2 milioni di numeri.
Quali sono i rischi per gli utenti?
La presenza di nome e cognome accanto al numero di telefono eleva drasticamente il pericolo:
Vishing e Smishing personalizzati: Ricevere un messaggio o una chiamata truffaldina in cui l’interlocutore ci chiama per nome aumenta drasticamente le probabilità che la vittima cada nel tranello (es. “Gentile Mario Rossi, la sua banca la informa che…”).
Furto d’identità: Questi dati sono la base perfetta per aprire account falsi o richiedere servizi a nome della vittima.
Ingegneria Sociale: Conoscendo l’identità del bersaglio, i criminali possono effettuare ricerche sui social media per rendere le truffe ancora più credibili.
Come proteggersi?
In un momento in cui i dati di metà della popolazione italiana potrebbero essere nelle mani di malintenzionati, è fondamentale:
Massima allerta: Diffidare di qualsiasi comunicazione inaspettata, anche se il mittente sembra conoscere il nostro nome.
Verifica dei canali: Non cliccare mai su link ricevuti via SMS. Se la banca o un servizio chiama, riagganciare e richiamare il numero ufficiale dell’assistenza clienti.
Protezione Account: Utilizzare app di autenticazione (OTP) e non affidarsi solo agli SMS per la sicurezza dei propri profili online.
Il post di “aisdata” è un duro monito: la nostra privacy ha un prezzo sul mercato nero, e il fatto che oltre 26 milioni di italiani siano stati “schedati” conferma che la sicurezza dei dati è la vera emergenza del nostro tempo.
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Bajram Zeqiri è un esperto di cybersecurity, cyber threat intelligence e digital forensics con oltre vent'anni di esperienza, che unisce competenze tecniche, visione strategica creare la resilienza cyber per le PMI. Fondatore di ParagonSec e collaboratore tecnico per Red Hot Cyber, opera nella delivery e progettazione di diversi servizi cyber, SOC, MDR, Incident Response, Security Architecture, Engineering e Operatività. Aiuta le PMI a trasformare la cybersecurity da un costo a leva strategica per le PMI.
Aree di competenza:Cyber threat intelligence, Incident response, Digital forensics, Malware analysis, Security architecture, SOC/MDR operations, OSINT research
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