A causa delle carenze degli sviluppatori dell’applicazione di controllo parentale KidSecurity, sono trapelate informazioni sensibili sui bambini, inclusa la loro geolocalizzazione e messaggi personali.
Il problema è stato identificato dal team di ricerca Cybernews a febbraio. Si è scoperto che per più di un anno i dati raccolti dai dispositivi dei minori erano disponibili a tutti gli utenti a causa di un sistema di autenticazione Kafka Broker Cluster configurato in modo errato. L’analisi dei dati ha mostrato che la fuga di notizie ha colpito utenti in tutto il mondo, compresi l’Europa orientale e il Medio Oriente.
Con oltre 1 milione di download su Google Play, KidSecurity offre ai genitori la possibilità di tracciare la posizione dei bambini, monitorare le loro interazioni digitali e ascoltare l’ambiente dei propri figli per garantirne la sicurezza.
Advertising
Tra le informazioni trapelate c’erano:
messaggi sui social network, tra cui Instagram, WhatsApp, Telegram, Viber e VK;
indirizzi email dei genitori;
indirizzi IP;
informazioni nell’App Store: paese, paese del profilo, valute delle transazioni, date di inizio e fine dell’abbonamento;
elenchi delle applicazioni installate e statistiche sul loro utilizzo;
premi dati ai bambini per aver completato vari compiti, come fare i lavori domestici o partecipare a competizioni sportive;
registrazioni audio dell’ambiente circostante dei minori;
Numeri IMEI;
posizione del dispositivo;
livello della batteria dello smartphone;
altri metadati inviati periodicamente;
Nel 2023 l’app presentava già errori di sicurezza dei dati. Nel mese di novembre sono trapelati più di 300 milioni di record contenenti dati personali degli utenti a causa di impostazioni errate di autenticazione del sistema.
La causa della perdita era un cluster Kafka Broker aperto. Di conseguenza, le informazioni fluivano come un flusso di dati, consentendo agli aggressori di accumulare enormi quantità di informazioni personali per un lungo periodo di tempo.
Quando Cybernews ha scoperto un cluster Kafka aperto appartenente all’applicazione KidSecurity, aveva già più di 100 GB di informazioni archiviate nella cache. Durante il periodo di osservazione di un’ora, i ricercatori hanno ottenuto 456.000 messaggi privati inviati tramite app di social media sui telefoni di minorenni, nonché statistiche sull’utilizzo delle app da 11.000 telefoni.
La quantità di dati raccolti in un periodo di tempo così limitato è estremamente elevata. L’accesso al cluster è stato chiuso solo dopo che Cybernews ha contattato l’azienda.
La scarsa sicurezza non solo mette a rischio la privacy dei bambini, ma consente anche ai criminali informatici di manipolare le informazioni che ricevono, mettendo potenzialmente a repentaglio la loro sicurezza.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
Betti RHC, la prima graphic novel al mondo dedicata alla cybersecurity awareness, ha finalmente il suo sito ufficiale. Uno spazio tutto suo dove scoprire il progetto, sfogliare le copertine degli episodi e immergersi nel mondo di Betti: la giovane laureanda in informatica che, dopo la morte misteriosa del padre, si trasforma nell'hacker più potente del mondo. Una storia avvincente che, episodio dopo episodio, affronta una minaccia digitale diversa — dal phishing al ransomware, fino al cyberbullismo — e insegna a riconoscerla e a difendersi, senza che sembri mai una lezione.
Sul sito trovate tutto ciò che rende Betti un progetto diverso dal solito: la sua filosofia, le anteprime delle tavole e il racconto di come nasce ogni volume. Perché dietro Betti RHC c'è solo lavoro umano: ogni tavola è disegnata interamente a mano dagli artisti del Gruppo Arte di Red Hot Cyber, senza alcun uso di intelligenza artificiale. E a garantire che ogni storia sia realistica e tecnicamente corretta c'è la supervisione degli hacker etici del gruppo HackerHood, che mantengono il racconto fedele al mondo reale della sicurezza informatica.
C'è spazio anche per le aziende, che possono usare Betti come strumento di awareness diverso dai soliti corsi: acquistare i volumi, personalizzarli con il proprio brand o sponsorizzare nuovi episodi. E come primo regalo, l'episodio "Byte the Silence", dedicato al cyberbullismo, è scaricabile gratuitamente per uso personale.