Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
HackTheBox 970x120 1
TM RedHotCyber 320x100 042514
I motori di ricerca: quando non c’era solo Google

I motori di ricerca: quando non c’era solo Google

15 Giugno 2021 08:00

Autore: Laura Primiceri
Data Pubblicazione: 9/06/2021

C’è stato un tempo in cui fare una ricerca su internet non significava necessariamente solo cercare su Google. Certo, ora ci pare ovvio e automatico, ma com’erano i motori di ricerca prima che Big G si prendesse tutto?


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

Adesso si dice che se una cosa non si trova entro le prime tre pagine della ricerca di Google, allora non esiste. Per tanti, il motore di ricerca più famoso del mondo è sinonimo stesso di internet. Le due cose sono diventate un binomio inscindibile, come se l’uno non potesse esistere senza l’altro. Prima di Google (nato nel 1998, quindi “solo” 23 anni fa) e contemporaneamente ai suoi primi anni di sviluppo, la scena dei motori di ricerca era però molto vivace sulla Rete. Oggi vi risvegliamo qualche ricordo parlandovi dei progetti spazzati via dall’onda d’urto proveniente da Mountain View.

AltaVista, il superveloce

Il primo gigante delle ricerche online fu AltaVista. Nato a Palo Alto (California) nel 1995, si fece rapidamente notare per la velocità con la quale restituiva risultati. In un mondo in cui Internet andava ancora a 56K per la maggior parte dei casi (a proposito, recupera il nostro approfondimento sulla lentezza!), il tempo di risposta di AltaVista era di 0,7 secondi di media. Decisamente avveniristico per quei tempi, grazie alla potenza dei calcolatori di cui la sede era equipaggiata.

Solo dopo un anno dal suo lancio, diventò il “motore” delle ricerche di Yahoo, prima di venire via via offuscato da Google e subire diversi cambi di proprietà. A questi avvicendamenti non seguirono oculate scelte di business e AltaVista, piano piano, sparì dai radar. Dopo aver tentato di “convertirsi” in traduttore online con Babel Fish, continuò a perdere terreno fino alla chiusura del 2013. Curiosità: l’indirizzo del motore di ricerca, inizialmente, era altavista.digital.com. Il più semplice altavista.com apparteneva a una piccola software house che brillò per un certo periodo di luce riflessa, fino all’ovvia vendita del dominio. AltaVista fu il primo motore di ricerca di immagini (Google Immagini arriva solo nei primi anni 2000) e multilingue.

B939cf E7d35471d5754edab87127ef65369903 Mv2
La homepage. Peculiare l’approccio: “fai una domanda a AltaVista”

I motori di ricerca italiani: Arianna, SuperEva e Virgilio

Alla fine degli anni ’90 l’Italia era una delle nazioni più avanzate al mondo nel campo della ricerca nel nuovo media che era Internet. I poli universitari scientifici della Penisola e alcune istituzioni importanti come l’Agenzia Spaziale Italiana costituivano, insieme alla Sip che stava per diventare Telecom, un “gruppo di lavoro” che ha tirato fuori alcune delle idee più brillanti in tema di sfruttamento di questa nuova tecnologia. Ad esempio, il nostro Paese era particolarmente attivo nei motori di ricerca, avendone sfornati tre che si sono rivelati un grosso successo, prima di chiudere o evolversi in altro.

Arianna

Arianna si affacciò in Rete nel 1996, grazie alla collaborazione tra IOL-Italia On Line, l’Università di Pisa e Olivetti. Si rivelò subito efficace nella sua funzione di indicizzazione delle pagine web e pur essendo in italiano, non aveva nulla da invidiare alle più blasonate compagini d’oltreoceano.

B939cf 36d98aa8e4884ae18a0a2eb985f4df35 Mv2
La homepage di Arianna – IOL

Con le sezioni Arianna Aziende e Cybermercato inaugurate nel 1997, fu tra i primi portali a rivolgersi al mercato B2B e all’e-commerce. Nel 2000, si aprì anche alle mappe e alla ricerca di mp3 e video. Il marchio Arianna scomparve dopo l’acquisto di IOL da parte di Infostrada e la migrazione di quest’ultima in Wind. Nel 2003 il portale assunse la denominazione di Libero e pian piano tutto venne migrato nel contenitore marchiato Wind che oggi conosciamo.

SuperEva

All’internet italiano degli anni ’90 dovevano piacere i nomi femminili: nel 1999 arriva Eva, anzi SuperEva, “la prima donna che ti guida in Rete”. Dietro questo accattivante claim c’era un motore di ricerca gestito da Dada, una startup di Firenze. Il plus di SuperEva era quello di essere un portale completo: ricerche, chat, guide, notizie, provider email.

L’utente poteva fare più o meno tutto senza uscire dal suo perimetro, garantendo così importanti ritorni agli investimenti pubblicitari (sono gli anni del boom del web advertising con i banner). Il binomio SuperEva – Dada arriva a rappresentare un quinto di tutto il traffico web italiano e nel 2000 la società si quota in Borsa. Da lì in poi, il gruppo Dada continua a crescere mentre la povera Eva soccombe a Google. Oggi la ex startup controlla Register, ovvero l’ente italiano che registra i domini di siti web e di SuperEva ci rimane il ricordo di un bellissimo exploit di business tricolore.

B939cf 0a9f7c7fc2a347f4b3f95063cd1a0759 Mv2
Homepage di Supereva di Gennaio 2001

Virgilio

Ultimo di questa mini lista di motori di ricerca made in Italy è Virgilio. Iniziamo col dire che non si tratta di un sito “morto”, anzi. Virgilio è vivissimo e gode tutt’ora di un buon successo in termini di visite e utenza. Il Virgilio che vediamo ora, però, non ha niente a che vedere con quello che era quando si è affacciato per la prima volta sui nostri schermi nel 1996.

Altra creatura di IOL, nasceva come motore di ricerca e portale aggregatore di news, servizi e provider mail. Il suo payoff era “la guida italiana a Internet” (da cui il nome, di reminiscenza dantesca) e la sua importanza nella Rete italiana diventò tale da essere acquisito, nel 2004, nientemeno che da Telecom Italia. Questo passaggio di proprietà segnò la fine del “vecchio” Virgilio quando Telecom decise di oscurare il sito e mettere in standby il marchio.

Il portale venne poi riattivato nel 2007 ma senza il motore “proprietario” (le ricerche erano powered by Bing) e successivamente venduto a Libero. Oggi esiste ancora soprattutto in virtù dell’incredibile numero di mail @virgilio.it ancora attive e le ricerche effettuate puntano (come quasi tutti) su Google.

B939cf E7f2707162c14111bf88dc995e982019 Mv2

Curiosità: nel 1999 il sito strinse una partnership con Elio e le Storie Tese realizzando VirgElio, un portale del tutto simile nella grafica a quello ufficiale ma dal contenuto interamente “elico”. Spassoso e nel pieno stile surreale della band milanese, rappresentò un divertente esperimento di contaminazione tra il mondo di internet e quello reale, molto all’avanguardia per dei tempi in cui la Rete veniva guardata ancora con diffidenza. VirgElio chiuse nel 2005.

Questi sono solo alcuni dei motori che un tempo animavano i nostri monitor e che hanno cessato di esistere schiacciati dalla concorrenza di Google. Nella corsa a diventare il miglior motore di ricerca, alla lunga il vincitore incontrastato si è rivelato quello che ha istituito un vero e proprio monopolio.

Fonte

https://www.uniontel.it/2021/06/09/i-motori-di-ricerca-quando-non-cera-solo-google/

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Ilaria Primiceri 150x150
Giornalista pubblicista, social media manager, storyteller e content creator. Tra i grandi amori la scrittura, la comunicazione e i suoi media, la tv e la pubblicità. Esperta di cultura pop anni ‘90.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoVulnerabilità
FortiGate e FortiCloud SSO: quando le patch non chiudono davvero la porta
Luca Stivali - 23/01/2026

Nel mondo della sicurezza circola da anni una convinzione tanto diffusa quanto pericolosa: “se è patchato, è sicuro”. Il caso dell’accesso amministrativo tramite FortiCloud SSO ai dispositivi FortiGate dimostra, ancora una volta, quanto questa affermazione sia non solo incompleta, ma…

Immagine del sitoCybercrime
Il tuo MFA non basta più: kit di phishing aggirano l’autenticazione a più fattori
Redazione RHC - 23/01/2026

La quantità di kit PhaaS è raddoppiata rispetto allo scorso anno, riporta una analisi di Barracuda Networks, con la conseguenza di un aumento della tensione per i team addetti alla sicurezza”. Gli aggressivi nuovi arrivati…

Immagine del sitoCybercrime
Quasi 2.000 bug in 100 app di incontri: così i tuoi dati possono essere rubati
Redazione RHC - 23/01/2026

Uno studio su 100 app di incontri, ha rivelato un quadro inquietante: sono state rilevate quasi 2.000 vulnerabilità, il 17% delle quali è stato classificato come critico. L’analisi è stata condotta da AppSec Solutions. I…

Immagine del sitoInnovazione
Arrivò in America con 200 dollari e finì in un riformatorio: oggi controlla il 90% dell’IA mondiale
Carlo Denza - 22/01/2026

Come tre insider con solo 200 dollari in tasca hanno raggiunto una capitalizzazione di 5000 miliardi e creato l’azienda che alimenta oltre il 90% dell’intelligenza artificiale. Kentucky, 1972. Un bambino taiwanese di nove anni che…

Immagine del sitoCybercrime
Colloqui di lavoro letali: l’arte di infettare i computer mentre si finge di fare un colloquio
Redazione RHC - 22/01/2026

Da oltre un anno, il gruppo nordcoreano PurpleBravo conduce una campagna malware mirata denominata “Contagious Interview “, utilizzando falsi colloqui di lavoro per attaccare aziende in Europa, Asia, Medio Oriente e America Centrale. I ricercatori…