Una impressionante dimostrazione di danze e kung-fu da parte di robot antropomorfi in Cina si è rivelata di fatto una sorta di finzione.
Il loro principale scopo – sostituire il lavoro umano nelle fabbriche – al momento non sembra ancora realizzarlo.
In realtà, le competenze acquisite dai robot si trovano a un livello basso e non interessano al momento i datori di lavoro.
La Cina ha un interesse vitale nel lavoro robotico nelle fabbriche. Nel paese si è delineata una chiara tendenza al ridimensionamento e all’invecchiamento della popolazione.
Per la prima volta in secoli, il tasso di natalità è sceso al di sotto del tasso di mortalità. Il fenomeno economico cinese si è basato da tempo su un’eccessiva forza lavoro, anche se le autorità avevano pianificato di trasferire questa forza lavoro verso i robot antropomorfi.
I robot realizzati in somiglianza dell’uomo avrebbero dovuto, con il minimo sforzo, assimilare l'”interfaccia umana” per il controllo delle macchine e delle attrezzature, cosa che nella pratica non avviene.
Almeno, se si parla dell’efficienza del lavoro che si avvicina a quella umana.
In primavera, i rappresentanti dell’agenzia di stampa Reuters hanno visitato il centro di addestramento a Liuzhou, per il quale, dall’anno scorso, l’azienda UBTech ha fornito robot antropomorfi e attrezzature per un importo di circa 18 milioni di dollari.
Il centro avrebbe dovuto creare e addestrare i robot nelle competenze lavorative. A tal fine, i trainer umani indossavano numerosi sensori e, attraverso il feedback con i robot, mostravano con il proprio corpo le operazioni da svolgere in produzione.
Secondo il piano degli organizzatori, il centro avrebbe dovuto successivamente vendere le competenze acquisite ad eventuali aziende interessate.
Si è scoperto rapidamente che anche operazioni semplici richiedono un gran numero di ripetizioni: da 50 a 300. L’addestramento risulta costoso e ad oggi non promette un ritorno sull’investimento. Infatti successivamente è sembrato un investimento dubbio e considerevole in una tecnologia che assorbe mezzi colossali senza un piano chiaro per generare profitti.
La Cina, senza dubbio, è diventata un leader tecnologico nello sviluppo e nella produzione di robot antropomorfi. Ma si è scoperto che imparano facilmente a ballare e a dimostrare tecniche di kung-fu, ma non sono praticamente pronti a sostituire gli esseri umani i lavori ripetitivi, nelle cucine e nelle trincee.
Alla fine la robotica sta lentamente progredendo ma non ai ritmi dell’intelligenza artificiale. Per la sostituzione meccanica dell’uomo ci vorrà ancora tempo, anche se sarà un processo inevitabile.
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance