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I robot cinesi sanno ballare e fare kung-fu, ma non riescono ancora a rubarci il lavoro

16 Settembre 2026 06:35
In sintesi

La Cina guida la corsa mondiale ai robot umanoidi, ma la loro reale capacità di sostituire i lavoratori è ancora limitata. Dietro spettacolari esibizioni di danza e kung-fu emergono addestramenti lunghi, costosi e poco efficienti. Le aziende attendono robot capaci di garantire produttività e ritorni economici concreti.

Una impressionante dimostrazione di danze e kung-fu da parte di robot antropomorfi in Cina si è rivelata di fatto una sorta di finzione.

Il loro principale scopo – sostituire il lavoro umano nelle fabbriche – al momento non sembra ancora realizzarlo.

In realtà, le competenze acquisite dai robot si trovano a un livello basso e non interessano al momento i datori di lavoro.

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La Cina ha un interesse vitale nel lavoro robotico nelle fabbriche. Nel paese si è delineata una chiara tendenza al ridimensionamento e all’invecchiamento della popolazione.

Per la prima volta in secoli, il tasso di natalità è sceso al di sotto del tasso di mortalità. Il fenomeno economico cinese si è basato da tempo su un’eccessiva forza lavoro, anche se le autorità avevano pianificato di trasferire questa forza lavoro verso i robot antropomorfi.

I robot realizzati in somiglianza dell’uomo avrebbero dovuto, con il minimo sforzo, assimilare l'”interfaccia umana” per il controllo delle macchine e delle attrezzature, cosa che nella pratica non avviene.

Almeno, se si parla dell’efficienza del lavoro che si avvicina a quella umana.

In primavera, i rappresentanti dell’agenzia di stampa Reuters hanno visitato il centro di addestramento a Liuzhou, per il quale, dall’anno scorso, l’azienda UBTech ha fornito robot antropomorfi e attrezzature per un importo di circa 18 milioni di dollari.

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Il centro avrebbe dovuto creare e addestrare i robot nelle competenze lavorative. A tal fine, i trainer umani indossavano numerosi sensori e, attraverso il feedback con i robot, mostravano con il proprio corpo le operazioni da svolgere in produzione.

Secondo il piano degli organizzatori, il centro avrebbe dovuto successivamente vendere le competenze acquisite ad eventuali aziende interessate.

Si è scoperto rapidamente che anche operazioni semplici richiedono un gran numero di ripetizioni: da 50 a 300. L’addestramento risulta costoso e ad oggi non promette un ritorno sull’investimento. Infatti successivamente è sembrato un investimento dubbio e considerevole in una tecnologia che assorbe mezzi colossali senza un piano chiaro per generare profitti.

La Cina, senza dubbio, è diventata un leader tecnologico nello sviluppo e nella produzione di robot antropomorfi. Ma si è scoperto che imparano facilmente a ballare e a dimostrare tecniche di kung-fu, ma non sono praticamente pronti a sostituire gli esseri umani i lavori ripetitivi, nelle cucine e nelle trincee. 

Alla fine la robotica sta lentamente progredendo ma non ai ritmi dell’intelligenza artificiale. Per la sostituzione meccanica dell’uomo ci vorrà ancora tempo, anche se sarà un processo inevitabile.


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Carolina Vivianti 300x300
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance