Il professore di informatica Geoffrey Hinton, uno dei fondatori delle moderne tecnologie di intelligenza artificiale, ha affermato che l’IA potrebbe portare a perdite di posti di lavoro su larga scala già nel 2026. Secondo lui, i sistemi di IA si stanno sviluppando così rapidamente che stanno iniziando a minacciare non solo le professioni di routine, ma anche molte posizioni impiegatizie.
Hinton, premio Nobel 2024 per le scoperte in fisica, ha affermato questo in un’intervista al programma “State of the Union” della CNN, come riportato da Business Inside. “Vedremo l’intelligenza artificiale migliorare ulteriormente. È già incredibilmente buona. È già in grado di sostituire i lavori nei call center, ma sostituirà anche altri lavori”, ha affermato Hinton.
Secondo lo scienziato, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale sta accelerando. Mentre in precedenza i modelli potevano gestire solo brevi frammenti di lavoro, ad esempio minuti di programmazione, ora sono in grado di eseguire interi progetti della durata di circa un’ora.
Allo stesso tempo, secondo Hinton, circa ogni sette mesi l’IA diventerà in grado di gestire attività che richiedono il doppio del tempo rispetto a prima. Nei prossimi anni, questo potrebbe portare l’IA a gestire progetti di sviluppo software della durata di mesi, riducendo significativamente la necessità di un gran numero di specialisti.
Hinton ha paragonato quanto sta accadendo alla Rivoluzione Industriale, che ha reso meno richiesto il lavoro fisico umano. Ritiene che l’intelligenza artificiale potrebbe svolgere un ruolo simile, ma in relazione al lavoro intellettuale.
Oltre alle implicazioni economiche, Hinton ha espresso preoccupazione anche per i rischi più profondi. Ha sottolineato che i moderni sistemi di intelligenza artificiale stanno sviluppando capacità di ragionamento e manipolazione più rapidamente del previsto. “Se il sistema ritiene che tu stia cercando di sbarazzartene, potrebbe iniziare a elaborare piani per ingannarti”, ha avvertito lo scienziato.
Non tutti gli esperti ritengono che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale porterà inevitabilmente alla disoccupazione di massa nei prossimi anni. Andrew Ng, uno dei massimi esperti di apprendimento automatico e co-fondatore di Google Brain, osserva che è più probabile che l’intelligenza artificiale trasformi le professioni piuttosto che eliminarle del tutto.
A suo avviso, l’intelligenza artificiale sta prendendo il sopravvento su compiti specifici all’interno delle professioni, sia di routine che tecniche, mentre il ruolo umano si sta spostando verso il controllo, il processo decisionale e la contestualizzazione. Ritiene che la maggior parte dei lavori non scomparirà dall’oggi al domani, ma che cambierà più rapidamente di prima.
Ng aggiunge che la velocità di adozione dell’intelligenza artificiale non dipende solo dalle capacità tecnologiche, ma anche dalla cultura aziendale e dalla volontà delle aziende di ristrutturare i processi.
Le previsioni per il futuro del mercato del lavoro variano: alcuni prevedono cambiamenti bruschi e dolorosi già nel 2026, mentre altri prevedono un adattamento più graduale. Tuttavia, entrambe le parti concordano su un punto: l’intelligenza artificiale influenzerà sempre di più la struttura occupazionale e questi cambiamenti non potranno più essere ignorati.
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