Una recente vulnerabilità 0-day che colpisce le soluzioni Ivanti Connect Secure e Policy Secure è già ampiamente sfruttata dagli hacker criminali. La vulnerabilità consente di aggirare l’autenticazione e ottenere l’accesso a determinate risorse su dispositivi vulnerabili.
Pertanto, il primo bug (CVE-2024-21893) è una vulnerabilità SSRF che appare sul lato server nel componente SAML. L’errore consente di ignorare l’autenticazione e ottenere l’accesso a determinate risorse su dispositivi vulnerabili (versioni 9.xe 22.x). Una seconda vulnerabilità (CVE-2024-21888) è stata scoperta nel componente web dei gateway e consente agli aggressori di aumentare i privilegi al livello di amministratore.
Advertising
Gli sviluppatori hanno poi riferito di essere a conoscenza dello sfruttamento di CVE-2024-21893 da parte di aggressori, ma l’azienda ha assicurato che gli attacchi hanno colpito solo “un piccolo numero di client”.
Come hanno ora avvertito gli analisti di Shadowserver, diversi gruppi di malintenzionati stanno attualmente utilizzando un nuovo bug SSRF e gli attacchi sono partiti da 170 indirizzi IP univoci. Allo stesso tempo, il numero di abusi del CVE-2024-21893 supera significativamente il numero di attacchi sferrati contro i prodotti Ivanti.
Sebbene l’exploitPoC di questo bug, pubblicato il 2 febbraio 2024 dagli esperti di Rapid7, abbia chiaramente contribuito all’aumento del numero di attacchi, Shadowserver rileva che gli aggressori hanno utilizzato metodi di hacking simili diverse ore prima della pubblicazione dell’exploit.
Cioè, gli hacker hanno capito prontamente e in modo indipendente come sfruttare il CVE-2024-21893 per un accesso illimitato e non autenticato ai dispositivi Ivanti vulnerabili.
Secondo ShadowServer, attualmente si possono trovare su Internet quasi 22.500 dispositivi Ivanti Connect Secure, ma non si sa quanti di essi siano vulnerabili al problema CVE-2024-21893.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
Ho iniziato la mia carriera occuparmi nella ricerca e nell’implementazioni di soluzioni in campo ICT e nello sviluppo di applicazioni. Al fine di aggiungere aspetti di sicurezza in questi campi, da alcuni anni ho aggiunto competenze inerenti al ramo offensive security (OSCP), occupandomi anche di analisi di sicurezza e pentest in molte organizzazioni.
Aree di competenza:Ethical Hacking, Bug Hunting, Penetration Testing, Red Teaming, Security Research, Cybersecurity Communication
Ritorna lunedì 18 e martedì 19 maggio la Red Hot Cyber Conference 2026, l’evento gratuito creato dalla community di Red Hot Cyber, che si terrà a Roma in Via Bari 18, presso il Teatro Italia. L’iniziativa è pensata per promuovere la cultura della sicurezza informatica, dell’innovazione digitale e della consapevolezza del rischio cyber. Rappresenta un punto di incontro tra professionisti, studenti, aziende e appassionati del settore, offrendo contenuti tecnici, workshop e momenti di confronto ad alto valore formativo.
L’edizione 2026 si svolgerà a Roma nelle giornate del 18 e 19 maggio presso il Teatro Italia e includerà attività formative, sessioni pratiche e la tradizionale Capture The Flag. L’evento è completamente gratuito, ma la partecipazione è subordinata a registrazione obbligatoria tramite i canali ufficiali, al fine di garantire una corretta organizzazione e gestione degli accessi.
Le iscrizioni saranno disponibili a partire dal 16 marzo 2026 attraverso la piattaforma Eventbrite, dove sarà possibile registrarsi ai diversi percorsi dell’evento: workshop, conferenza principale e competizione CTF. I link ufficiali di registrazione saranno pubblicati sui canali di Red Hot Cyber e costituiranno l’unico punto valido per la prenotazione dei posti all’evento.