Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Il “circus” del DDoS aumenterà a causa dei servizi a basso costo.

Il “circus” del DDoS aumenterà a causa dei servizi a basso costo.

29 Marzo 2022 13:51

Secondo un recente rapporto della società di sicurezza informatica Netscout, i criminali informatici ricorrono sempre più spesso ad attacchi DDoS per intimidire le proprie vittime. Ciò è particolarmente vero per i gruppi di ransomware che utilizzano minacce multi-vettore, di solito contro le vittime che si rifiutano di pagare il riscatto, ma è anche vero per i gruppi di hacktivisti, come Anonymous, da poco sceso in campo contro la Federazione Russa.

I partner dei servizi RaaS (Ransomware-as-a-Service – ransomware as a service) possono anche utilizzare attacchi DDoS, tra le altre tecniche, principalmente a causa dell’ecosistema di criminalità informatica sviluppato.

Secondo il rapporto Netscout, gli attacchi DDoS sono molto più economici per gli aggressori di quanto possa sembrare. La maggior parte dei servizi che offrono servizi DDoS a pagamento offre ai propri clienti attacchi di prova gratuiti.

Gli esperti di Netscout hanno studiato 19 di questi servizi, affermando di aver eseguito con successo più di 10 milioni di attacchi.

Molti di essi offrono piani tariffari flessibili a seconda della configurazione dell’attacco, della durata e della potenza (larghezza di banda). Alcuni offrono attacchi di prova gratuiti, mentre altri offrono una prova di cinque giorni a soli 5 dollari.

Un vero e proprio attacco, che comprende cento attacchi simultanei, senza limiti giornalieri e con una capacità di 1 milione di pacchetti al secondo, costa circa 6500 dollari.

Un servizio promette addirittura ai suoi clienti un attacco DDoS da 1TB/s effettuato con l’aiuto di 150.000 bot e chiede solo 2,5 mila dollari.

Il costo relativamente basso degli attacchi DDoS personalizzati potrebbe essere il motivo per cui i gruppi di ransomware hanno iniziato ad attaccare i servizi VoIP. Infatti, nell’ultimo anno, i gruppi di cyber-ransomware REvil, BlackCat, AvosLocker e Suncrypt hanno tutti utilizzato DDoS per estorcere denaro alle vittime.

Come i partner RaaS, i servizi DDoS hanno preso di mira un settore specifico, secondo il rapporto. Ad esempio, gli sviluppatori di software hanno registrato un incredibile aumento del 606% degli attacchi DDoS, mentre anche le agenzie assicurative (257%) e i produttori di storage per computer (263%).

Secondo un rapporto di Netscout, il numero totale di attacchi lo scorso anno è stato di 9,7 milioni, di cui 5,4 milioni nella prima metà dell’anno e 4,4 milioni nella seconda.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyber Italia
Azienda automotive italiana nel mirino degli hacker: in vendita l’accesso per 5.000 dollari
Luca Stivali - 30/01/2026

Il 29 gennaio 2026, sul forum BreachForums, l’utente p0ppin ha pubblicato un annuncio di vendita relativo a un presunto accesso amministrativo non autorizzato ai sistemi interni di una “Italian Car Company”. Come spesso accade in questo tipo di annunci, nessun riferimento…

Immagine del sitoCyber News
Ivanti corre ai ripari: falle zero-day colpiscono l’Endpoint Manager Mobile
Redazione RHC - 30/01/2026

Ivanti ha rilasciato una serie di aggiornamenti critici per arginare due vulnerabilità di sicurezza che hanno colpito Ivanti Endpoint Manager Mobile (EPMM). Si tratta di falle sfruttate attivamente in attacchi zero-day, una criticità tale da…

Immagine del sitoCultura
Elk Cloner: Il primo virus informatico della storia nacque come uno scherzo
Silvia Felici - 30/01/2026

Alla fine degli anni 90, Internet era ancora piccolo, lento e per pochi. In quel periodo, essere “smanettoni” significava avere una conoscenza tecnica che sembrava quasi magia agli occhi degli altri. Non era raro che…

Immagine del sitoCultura
Oggi nasceva Douglas Engelbart: l’uomo che ha visto e inventato il futuro digitale
Massimiliano Brolli - 30/01/2026

Certe volte, pensandoci bene, uno si chiede come facciamo a dare per scontato il mondo che ci circonda. Tipo, clicchiamo, scorriamo, digitiamo, e tutto sembra così naturale, quasi fosse sempre stato qui. E invece no,…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA non chiede il permesso: sta riscrivendo le regole in fretta e probabilmente male
Massimiliano Brolli - 29/01/2026

L’intelligenza artificiale è entrata nel lavoro senza bussare. Non come una rivoluzione urlata, ma come una presenza costante, quasi banale a forza di ripetersi. Ha cambiato il modo in cui le persone lavorano, sì, ma…