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Il Cloud Americano non è benvenuto qui! L’Europa lancia Office.eu

17 Marzo 2026 07:45

Negli ultimi anni, e con crescente intensità nell’ultimo periodo, l’Europa sta maturando una consapevolezza strategica che va ben oltre la semplice innovazione tecnologica: il cloud non è più soltanto un’infrastruttura IT, ma può trasformarsi in una vera e propria leva geopolitica.

La gestione dei dati, delle comunicazioni e degli strumenti di lavoro digitali rappresenta oggi un elemento critico di sovranità nazionale. In questo contesto, la forte dipendenza da provider extraeuropei solleva interrogativi sempre più urgenti in termini di sicurezza, controllo e autonomia strategica. Per questo motivo, si fa strada con decisione l’esigenza di sviluppare alternative europee, capaci di garantire indipendenza tecnologica e piena conformità alle normative dell’Unione.

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L’Europa si è a lungo affidata ai servizi per ufficio statunitensi. Documenti, email e file di lavoro di milioni di aziende sono archiviati sulle infrastrutture di Microsoft e Google. Ora, i Paesi Bassi hanno introdotto un servizio che mira a cambiare questa situazione.

La piattaforma Office.eu, un’alternativa completamente europea alle popolari suite per ufficio come Microsoft Office e Google Workspace, è stata lanciata ufficialmente. Gli sviluppatori affermano che il servizio è di proprietà di un’azienda europea, si basa su infrastrutture di data center europee ed è costruito su software open source.

Secondo Maarten Roelfs, CEO di Office.eu, le organizzazioni europee si sono affidate per anni a software americani, cedendo di fatto il controllo dei propri dati a società straniere. Gli sviluppatori intendono, con il nuovo servizio, consentire alle aziende europee di riprendere il controllo delle proprie informazioni e garantire la conformità ai requisiti europei in materia di protezione dei dati.

Office.eu combina un editor di documenti, strumenti di collaborazione e un sistema di archiviazione dati sicuro. La piattaforma è progettata come una suite per ufficio completa e rispetta pienamente le leggi sulla protezione dei dati dell’Unione Europea .

Il software si basa in parte su componenti della piattaforma Nextcloud , uno dei più grandi progetti open source in Europa. Gli sviluppatori hanno aggiunto i propri strumenti per la gestione di email, documenti e collaborazione aziendale.

Il servizio è stato testato per diversi mesi dai primi utenti in tutta Europa. L’accesso alla piattaforma viene ora gradualmente esteso. Per il momento, l’accesso è consentito solo alle organizzazioni che hanno presentato domanda in anticipo. L’azienda prevede di avviare il lancio su larga scala in tutta Europa nel secondo trimestre del 2026.

Gli sviluppatori promettono che il passaggio da Microsoft 365 e Google Workspace non richiederà configurazioni complesse. Hanno sviluppato strumenti di migrazione dedicati per il trasferimento dei dati e l’azienda afferma che il prezzo dell’abbonamento sarà paragonabile alle soluzioni già presenti sul mercato.

Security Delta (HSD), un’organizzazione che riunisce aziende e organizzazioni di cybersicurezza, considera il lancio di Office.eu un passo importante per la sovranità digitale europea. Il progetto ha sede all’Aia, città che il governo olandese ha designato come hub internazionale per la governance digitale, la cybersicurezza e l’innovazione tecnologica.

Office.eu è stato registrato nel 2024 e lanciato all’inizio del 2026. Gli sviluppatori sperano di attrarre utenti in tutta Europa, in particolare tra clienti privati e piccole e medie imprese.

Nell’autunno del 2025 è stato annunciato che la Corte penale internazionale aveva abbandonato Microsoft Office e avviato la migrazione alla suite per ufficio europea openDesk. Il progetto è sviluppato dal Centro tedesco per la sovranità digitale (ZenDiS) per conto del Ministero federale dell’Interno.

La decisione è stata presa in un contesto di crescenti preoccupazioni in Europa riguardo alla dipendenza dalla tecnologia americana e alle disposizioni del Cloud Act, che consente alle autorità statunitensi di richiedere l’accesso ai dati delle aziende statunitensi anche se le informazioni sono archiviate al di fuori del paese.



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