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Il Consiglio Supremo di Difesa Italiano discute sulla minacce ibride e digitali in Italia e Europa

Il Consiglio Supremo di Difesa Italiano discute sulla minacce ibride e digitali in Italia e Europa

20 Novembre 2025 16:53

Il Consiglio Supremo di Difesa, si è riunito recentemente al Quirinale sotto la guida del Presidente Sergio Mattarella, ha posto al centro della discussione l’evoluzione delle minacce ibride e digitali che investono l’Italia e l’Europa.

La guerra in Ucraina resta lo scenario da cui originano molte delle tensioni che ricadono anche sul dominio cyber, con Mosca che continua a utilizzare strumenti tecnologici e informativi come leve strategiche per destabilizzare i Paesi occidentali.

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Una parte rilevante della riunione è stata dedicata all’impiego sempre più aggressivo dei droni da parte della Russia, non solo in Ucraina ma anche con violazioni dello spazio aereo di Paesi NATO. Sebbene si tratti di operazioni prettamente militari, il Consiglio ha sottolineato come tali tecniche riflettano un salto di qualità nell’integrazione tra mezzi fisici e digitali, confermando la necessità di potenziare le capacità europee di innovazione e difesa tecnologica, in linea con quanto previsto dal Libro Bianco per la Difesa 2030.

Il tema centrale sul fronte cyber è stato però l’aumento della minaccia ibrida. Il Consiglio ha riconosciuto che la Russia insieme ad altri attori ostili – sta intensificando attività che spaziano dalla disinformazione alle interferenze nei processi democratici, sfruttando la velocità e l’ubiquità delle tecnologie digitali, oltre alle potenzialità dell’intelligenza artificiale per manipolare lo spazio cognitivo e costruire narrazioni polarizzanti.

Sempre più frequenti sono anche le operazioni cyber dirette contro infrastrutture critiche italiane ed europee. Ospedali, reti energetiche, sistemi finanziari e piattaforme logistiche rientrano tra gli obiettivi più vulnerabili.

L’obiettivo di questi attacchi è creare interruzioni, generare sfiducia nelle istituzioni e colpire la stabilità economica e sociale. Per questo, il Consiglio ha ribadito l’urgenza di rafforzare i meccanismi di difesa e coordinamento nazionale, in continuità con le iniziative già intraprese a livello UE e NATO.

Accanto alle minacce digitali, il Consiglio ha evidenziato come nuovi domini – lo spazio e il sottosuolo marinostiano rapidamente diventando aree chiave di competizione strategica. La protezione dei cavi sottomarini, dei satelliti e delle infrastrutture spaziali è ormai parte integrante della sicurezza cyber nazionale, poiché un attacco in questi ambiti avrebbe ricadute dirette sulle comunicazioni digitali e sui servizi essenziali.

In chiusura, oltre ai rischi cyber e ibridi, il Consiglio ha espresso forte preoccupazione per le tensioni nei principali scenari di crisi globali – Ucraina, Medio Oriente, Libano, Sahel e Balcani – ricordando che ogni instabilità regionale si ripercuote anche sulla sicurezza informatica europea.

Il messaggio finale è stato chiaro: l’Italia deve continuare a investire nella resilienza digitale e nella cooperazione internazionale, mantenendo alta la vigilanza su tutte le dimensioni della sicurezza contemporanea.



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Sandro Sana 300x300
CISO, Head of Cybersecurity del gruppo Eurosystem SpA. Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA. Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity. Autore del libro "IL FUTURO PROSSIMO"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
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