
Il Consiglio Supremo di Difesa, si è riunito recentemente al Quirinale sotto la guida del Presidente Sergio Mattarella, ha posto al centro della discussione l’evoluzione delle minacce ibride e digitali che investono l’Italia e l’Europa.
La guerra in Ucraina resta lo scenario da cui originano molte delle tensioni che ricadono anche sul dominio cyber, con Mosca che continua a utilizzare strumenti tecnologici e informativi come leve strategiche per destabilizzare i Paesi occidentali.
Una parte rilevante della riunione è stata dedicata all’impiego sempre più aggressivo dei droni da parte della Russia, non solo in Ucraina ma anche con violazioni dello spazio aereo di Paesi NATO. Sebbene si tratti di operazioni prettamente militari, il Consiglio ha sottolineato come tali tecniche riflettano un salto di qualità nell’integrazione tra mezzi fisici e digitali, confermando la necessità di potenziare le capacità europee di innovazione e difesa tecnologica, in linea con quanto previsto dal Libro Bianco per la Difesa 2030.
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Il tema centrale sul fronte cyber è stato però l’aumento della minaccia ibrida. Il Consiglio ha riconosciuto che la Russia – insieme ad altri attori ostili – sta intensificando attività che spaziano dalla disinformazione alle interferenze nei processi democratici, sfruttando la velocità e l’ubiquità delle tecnologie digitali, oltre alle potenzialità dell’intelligenza artificiale per manipolare lo spazio cognitivo e costruire narrazioni polarizzanti.
Sempre più frequenti sono anche le operazioni cyber dirette contro infrastrutture critiche italiane ed europee. Ospedali, reti energetiche, sistemi finanziari e piattaforme logistiche rientrano tra gli obiettivi più vulnerabili.
L’obiettivo di questi attacchi è creare interruzioni, generare sfiducia nelle istituzioni e colpire la stabilità economica e sociale. Per questo, il Consiglio ha ribadito l’urgenza di rafforzare i meccanismi di difesa e coordinamento nazionale, in continuità con le iniziative già intraprese a livello UE e NATO.
Accanto alle minacce digitali, il Consiglio ha evidenziato come nuovi domini – lo spazio e il sottosuolo marino – stiano rapidamente diventando aree chiave di competizione strategica. La protezione dei cavi sottomarini, dei satelliti e delle infrastrutture spaziali è ormai parte integrante della sicurezza cyber nazionale, poiché un attacco in questi ambiti avrebbe ricadute dirette sulle comunicazioni digitali e sui servizi essenziali.
In chiusura, oltre ai rischi cyber e ibridi, il Consiglio ha espresso forte preoccupazione per le tensioni nei principali scenari di crisi globali – Ucraina, Medio Oriente, Libano, Sahel e Balcani – ricordando che ogni instabilità regionale si ripercuote anche sulla sicurezza informatica europea.
Il messaggio finale è stato chiaro: l’Italia deve continuare a investire nella resilienza digitale e nella cooperazione internazionale, mantenendo alta la vigilanza su tutte le dimensioni della sicurezza contemporanea.
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