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Il crittogramma di Drake: 1679 bit, per raccontare la specie umana.

Autore: Roberto Campagnola
Data pubblicazione: 07/08/2021

Come abbiamo visto nell’articolo di Mario Rossano, la crittografia va di pari passo con la storia umana, abbraccia numerose discipline, e si fonda sulla capacità del destinatario di capire il significato del messaggio dopo il processo di decrittazione.

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Possiamo dire che sia una crittografia “voluta”, un celare il messaggio per custodire o trasmettere dati importanti e segreti.

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Il desiderio e la capacità di comunicare è un tratto fondamentale del genere umano e una delle capacità più importanti, quindi è naturale che l’Uomo estenda questa sua capacità…al di fuori del sistema solare!

Il 16 novembre del 1974 gli astronomi lanciarono dal Radiotelescopio di Arecibo un messaggio a radiofrequenze verso l’ammasso di galassie M13, composto da 1679 bit. (prodotto di due numeri primi: 23 e 73).

Il contenuto del messaggio fu ideato da Frank Drake, astronomo statunitense attivo nella ricerca di forma di vita intelligenti nel cosmo, con la collaborazione, tra gli altri, di Carl Sagan.

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Il messaggio era composto da 7 parti che sono visibili disponendo gli 0 e 1 in una matrice di 73 righe e 23 colonne ( crittogramma di Drake, l‘unica disposizione che può fornire informazioni ):

  • I numeri da 1 a 10 in forma binaria
  • I numeri atomici di idrogeno, carbonio, azoto,ossigeno e fosforo che compongono il DNA
  • La formula dei composti dei nucleotidi del DNA
  • La struttura a doppia elica del DNA
  • Una rappresentazione della figura umana e la popolazione terrestre
  • Una rappresentazione del sistema solare con la Terra “in evidenza”
  • Un disegno del radiotelescopio di Arecibo con le specifiche delle dimensioni


Per il contenuto del messaggio fu usato il linguaggio universale della matematica e che potrebbe rappresentare una speranza per contattare in maniera compiuta una civiltà aliena.

Tuttavia l’efficacia dell’esperimento fu oggetto di controversie e critiche, poiché non è affatto scontato che eventuali destinatari siano in grado di decrittare prima e poi di comprendere il messaggio.

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In effetti la civiltà aliena che si vedesse recapitato sui proprio strumenti la sequenza di 1679 “zero e uno” dovrebbe capire che deve essere scomposto e riorganizzato in un matrice di 73 righe e 23 colonne, e interpretare il crittogramma di Drake, nella maniera corretta, senza avere un termine di paragone.

Potremmo dire che i 1679 bit del messaggio di Arecibo rappresentino un forma di crittografia “intrinseca” ma come diceva Carl Sagan, i messaggi inviati verso le stelle sono anche per noi stessi, per capire il nostro ruolo nel cosmo e come desideriamo raccontarci in una prospettiva “più ampia”.

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fonti: https://en.wikipedia.org/wiki/Arecibo_message,