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Il Digital Wellness Coaching: i 3 passi per un mindsetfix e l’uso intenzionale della tecnologia

11 Dicembre 2025 14:51

Viviamo nella dissociazione: lodiamo l’equilibrio tra lavoro e vita privata, eppure ci ritroviamo costantemente online, come marionette in balia di fili invisibili

Il vero problema non è la tecnologia, ma come noi, esseri umani, rispondiamo ad essa

Quella che chiamiamo stress digitale non è solo un fastidio; è una crisi profonda che investe il nostro benessere, la nostra identità e la nostra consapevolezza.

Lo Stress Digitale: il nucleo del problema

Esploriamo ciascun aspetto per capire meglio come funziona

Livello Fisiologico

Quando riceviamo una notifica sul nostro dispositivo, si attiva in noi la risposta di lotta o fuga. Questo costante switch attenzionale provoca un aumento cronico del cortisolo, l’ormone dello stress, come evidenziato dagli studi sul costo del cambio di contesto (switch cost) nel multitasking. A lungo andare, questo stato di allerta costante ci porta a soffrire di insonnia, di fatica visiva e a sviluppare tensioni muscolari (fenomeni ampiamente documentati dall’ergonomia digitale)

Livello Cognitivo

Il nostro cervello è costretto a un continuo switch di contesto. Come sottolineato dalle ricerche sulla carica cognitiva questo “multitasking” erode la nostra capacità di mantenere un’attenzione profonda, essenziale per raggiungere uno stato di flow efficiente e sostenuto

Livello Emotivo

A livello emotivo, la nostra autostima diventa intimamente legata alla nostra disponibilità, alimentando spesso la FOMO (Fear of Missing Out) e la convinzione profonda: “Se non rispondo subito, non sono utile o importante.” Questa convinzione ci può portare a sentirci costantemente sotto pressione e a sottovalutare il nostro valore, distaccandoci dai nostri veri bisogni e desideri. La pratica della Mindfulness è lo strumento ideale per contrastare questa reattività, riportando l’attenzione al momento presente e ai bisogni interni, anziché alla costante richiesta esterna di disponibilità

In sintesi, la nostra esposizione costante alla tecnologia reattiva non solo danneggia il nostro corpo, ma impoverisce anche la nostra mente e, infine, influisce sulla nostra autostima. Comprendere queste dinamiche è il primo passo verso una gestione più sana del nostro benessere digitale

Digital Wellness Coaching: esercizi pratici

Non abbiamo bisogno di un techfix (come disabilitare le app), ma di un mindsetfix.

Qui entra in gioco il Digital Wellness Coaching che ci guida verso una gestione sana e consapevole della tecnologia in 3 fasi:

1. Consapevolezza (Awareness)

Il debug dell’abitudine

  • Usare un diario digitale per monitorare l’uso reattivo e intenzionale, annotando l’emozione provata prima di afferrare il telefono.
  • Esercizio: la pausa di 3 secondi. Prima di sbloccare il telefono, fermiamoci e chiediamoci: “Qual è l’intenzione specifica per cui sto prendendo questo dispositivo?” Se non c’è un’intenzione chiara, riponiamolo.
  • Riflessione guida: “Quando prendiamo in mano il telefono, cosa stiamo cercando realmente? L’informazione o una fuga?”


2. Confine (Boundary)

Installare il firewall personale

  • Adottare pratiche come il time boxing intenzionale, pianificando momenti di disconnessione (es. area rossa dalle 20:00).
  • Esercizio: il contratto di disconnessione. Stabiliamo una zona della casa (es. la camera da letto) come “No-Phone Zone” e rispettiamo rigorosamente questo confine per due settimane.
  • La regola della non-urgenza è cruciale: il 99% di ciò che sembra urgente è semplicemente la priorità di qualcun altro

3. Riconnessione (Re-Connection)

Aggiornare il sistema corpo-mente

  • Introdurre micro-pause consapevoli di 30 secondi (es. stretching o pratiche brevi di Mindfulness e respirazione profonda) e riscoprire hobby analogici. L’obiettivo è quello di ancorare la mente al presente non digitale.
  • Esercizio: il risveglio analogico. Non tocchiamo dispositivi digitali (telefono, tablet, TV) per almeno una ora dopo esserci svegliati. Usiamo quel tempo per colazione, lettura cartacea o meditazione Mindfulness.
  • L’obiettivo è separare chi siamo dal nostro ruolo: non siamo un server, ma un essere umano

L’impatto del Coaching: dalla teoria alla trasformazione

Il valore del Digital Wellness Coaching risiede nella sua capacità di trasformare la consapevolezza in azione sostenibile. Non si limita a dare consigli generici (“usa meno il telefono”) ma offre:

  • Partnership: il Coach funge da “partner di responsabilità”, aiutandoci a rimanere fedeli ai confini che abbiamo stabilito per noi stessi.
  • Personalizzazione: le strategie del Coach vengono adattate non solo all’uso della tecnologia, ma anche al nostro specifico stile di vita, lavoro e valori emotivi.
  • Superamento dei blocchi: con il Coach identifichiamo e smantelliamo le convinzioni profonde (come “Devo rispondere subito “) che alimentano il ciclo dello stress digitale

L’idea della Community

La necessità di affrontare questo tema ha dato vita alla community RHC Cyber Angels, un insieme che esplora il lato umano delle sfide digitali, con il benessere digitale come obiettivo centrale. Il benessere digitale non è una dieta temporanea, ma una filosofia operativa.

Significa smettere di considerarci una risorsa infinita e iniziare a riconoscerci come una risorsa limitata e preziosa.

Se sei una donna interessata ai temi del benessere digitale e della cybersecurity in generale, scrivi a [email protected] per candidarti ad entrare all’interno del gruppo delle RHC Cyber Angels.

Modo reazione vs. modo intenzione: la mappa per l’autonomia

Quando siamo in modalità reazione, diamo il nostro potere al mondo esterno, rispondendo passivamente.

In modalità intenzionale, invece, esercitiamo il nostro potere interno, scegliendo attivamente come spendere il nostro tempo e la nostra energia

Quale delle due modalità scegliamo di allenare da oggi?

Qual è la prima cosa non-digitale che faremo, nel prossimo weekend, per ricordarci che il nostro tempo è prezioso e limitato?

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Daniela Farina 150x150
Umanista per vocazione lavora in Cybersecurity per professione. In FiberCop S.p.a come Risk Analyst.
Aree di competenza: Cyberpsicology, Philosophy, Counseling, Coaching, Digital Wellbeing, Digital Ethics, Risk Analisys

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