
Gli esperti di Assetnote hanno recentemente identificato un problema su larga scala di spoofing delle query DNS nell’infrastruttura Internet cinese. Dall’analisi dei risolutori DNS di uno dei clienti più presenti in Cina è stato scoperto un comportamento insolito: molti sottodomini che portavano a indirizzi IP casuali .
Inizialmente l’anomalia veniva attribuita all’inoperabilità dei server DNS. Si sospettava che lo spoofing delle query fosse dovuto all’instabilità dei risolutori DNS o alle funzionalità degli algoritmi di bilanciamento del carico. Tuttavia, in seguito si è scoperto che il problema si verifica esclusivamente sui server situati in Cina.
Mentre inizialmente lo spoofing veniva osservato solo nei domini “.cn”, presto divenne chiaro che colpiva anche altre zone se i loro nomi venivano risolti tramite server DNS cinesi. I ricercatori hanno scoperto che le query ad alcuni sottodomini chiave innescano risposte DNS inaspettate. Ad esempio, le query DNS ai server AlibabaDNS spesso restituivano indirizzi IP instabili e le risposte stesse variavano a seconda delle parole chiave nei sottodomini. Anche risolvendo domini inesistenti era possibile ricevere risposte DNS inaspettate.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Nel corso del tempo, è stato stabilito che il problema non era limitato a un solo provider DNS. Lo spoofing delle query DNS è stato rilevato anche su server di altri provider, ad esempio Cloudflare China. Ciò indica che il problema è di natura sistemica ed è associato alle peculiarità del funzionamento DNS all’interno del Great Firewall cinese.
I ricercatori hanno poi scoperto diversi modi per utilizzare questa “funzionalità” per scopi dannosi. Il primo metodo riguarda il provider CDN Fastly. Se vengono rilevati indirizzi IP falsificati appartenenti all’infrastruttura Fastly, gli aggressori possono intercettare il traffico creando profili CDN utilizzando sottodomini falsi. Ciò consente a tutto il traffico di essere indirizzato ai server dell’aggressore.
Il secondo metodo è legato a una vulnerabilità nel cPanel che consente attacchi XSS su sottodomini contraffatti. Questo approccio consente inoltre di sfruttare potenzialmente lo spoofing DNS per attaccare gli utenti finali.
La capacità di intercettare il traffico ed eseguire attacchi XSS tramite spoofing DNS ha gravi conseguenze. In particolare, ciò consente agli aggressori di accedere ai cookie HTTPOnly e ad altri dati sensibili. Il rischio di un attacco tramite Fastly dipende tuttavia dal fatto che il dominio sia già stato aggiunto all’infrastruttura Fastly. Allo stesso tempo, gli attacchi XSS basati su cPanel sono più versatili, sebbene non forniscano l’accesso al cookie HTTPOnly.
I ricercatori ipotizzano che il comportamento rilevato sia legato ai tentativi di censura da parte del governo cinese. Lo spoofing DNS può far parte del Great Firewall cinese, che monitora e blocca le richieste a determinate risorse associate a server proxy, VPN, torrent e altri contenuti vietati.
Per ridurre al minimo i rischi, gli esperti raccomandano alle organizzazioni di spostare i server DNS al di fuori della Cina. Tuttavia, ciò potrebbe influire sulle prestazioni e sulla velocità dei siti per gli utenti cinesi. Inoltre, le aziende dovrebbero implementare la sicurezza web di base, come l’impostazione dei flag “Secure” e “HTTPOnly” per i cookie, per prevenire possibili attacchi agli utenti.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CulturaDopo aver analizzato nei due articoli precedenti l’inquadramento normativo e il conflitto tra algoritmi e diritti fondamentali è necessario volgere lo sguardo alle ripercussioni che la proposta CSAR avrà sulla competitività digitale dell’Europa e sulla…
VulnerabilitàUna vulnerabilità recentemente risolta permetteva agli aggressori di sfruttare Microsoft Copilot Personal con un semplice clic, al fine di rubare di nascosto dati sensibili degli utenti. Mediante un link di phishing, i malintenzionati erano in…
CulturaWikipedia nacque il 15 gennaio 2001, in un freddo pomeriggio di metà gennaio che nessuno ricorda più davvero più. Jimmy Wales e Larry Sanger decisero di fare un esperimento, uno di quelli che sembrano folli…
CybercrimeNelle prime ore del mattino del 13 gennaio, uno dei principali ospedali del Belgio si è trovato improvvisamente quasi paralizzato. L’AZ Monica, con sedi ad Anversa e Deurne, è stato colpito da un attacco informatico…
CyberpoliticaIl CEO di Cloudflare, Matthew Prince, ha minacciato di chiudere le attività dell’azienda in Italia dopo che l’autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni del Paese le ha imposto una multa pari al doppio del suo fatturato…