
Come abbiamo anticipato, il più grande produttore mondiale di bevande analcoliche Coca-Cola ha confermato un attacco informatico alle sue reti di computer.
La società sta attualmente collaborando con le forze dell’ordine nelle indagini sull’incidente.
Infatti, è stata avviata una indagine dopo che il gruppo di criminali informatici Stormous ha affermato di aver violato con successo alcuni server dell’azienda e di aver rubato 161 GB di dati.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Gli aggressori hanno pubblicato i dati rubati sul loro data-leak-site (DLS) e hanno chiesto un riscatto di 1,65 bitcoin (circa 64.000 dollari). I dati rubati includono documenti compressi, file di testo, e-mail, password, archivi ZIP di account e pagamenti e altre informazioni sensibili.
Questa è la prima volta che Stormous rilascia un set di dati rubato.
Il gruppo aveva precedentemente chiesto ai suoi seguaci di votare su chi sarebbe stata la loro prossima vittima e la Coca-Cola ha vinto il sondaggio con il 72% dei voti. Secondo i criminali, ci sono voluti solo pochi giorni per entrare nell’azienda.
Nel mentre sul canale Telegram, il gruppo Stormous riporta quanto segue:

“Messaggio di avviso alla Coca-Cola (l’azienda non ci ha contattato e speriamo di aumentare il riscatto!): Il team STORMOUS afferma che il silenzio dell’azienda e la mancanza di risposta vuol dire che dei loro dati non interessa! Non abbiamo crittografato alcun file o server, abbiamo solo rubato i dati. Ora stiamo mettendo in vendita questi dati e vogliamo chiarire che non abbiamo ancora venduto i dati. Stiamo aspettando che l’azienda ci contatti. Gli forniremo alcuni dati come samples e poi chiederemo un riscatto: (3 BTC!) Ma cosa succede se con noi non viene trovata una soluzione e le nostre richieste non vengono accettate? In questo caso venderemo i dati ad altre organizzazioni e abbiamo degli acquirenti! Forse pubblicheremo anche alcuni dei suoi file sul nostro sito web underground! Daremo all’azienda un po’ di tempo per pensare, offrire loro un accordo (chiediamo all’azienda di contattarci in modo che possano vedere quali dati sono stati violati!)”
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

VulnerabilitàCisco ha confermato che una falla critica di sicurezza zero-day, che consente l’esecuzione remota di codice, è attualmente oggetto di sfruttamento attivo nei suoi dispositivi Secure Email Gateway e Secure Email and Web Manager. Questa…
InnovazioneQuesta settimana ha segnato la fine di un’era: Microsoft ha finalmente terminato il supporto per Windows Server 2008, il sistema operativo basato su Windows Vista. Il sistema operativo server, nome in codice Longhorn Server, è…
CyberpoliticaL’articolo pubblicato ieri su Red Hot Cyber ha raccontato i fatti: la multa, le dichiarazioni durissime di Matthew Prince, le minacce di disimpegno di Cloudflare dall’Italia, il possibile effetto domino su Olimpiadi, investimenti e servizi…
CulturaDopo aver analizzato nei due articoli precedenti l’inquadramento normativo e il conflitto tra algoritmi e diritti fondamentali è necessario volgere lo sguardo alle ripercussioni che la proposta CSAR avrà sulla competitività digitale dell’Europa e sulla…
VulnerabilitàUna vulnerabilità recentemente risolta permetteva agli aggressori di sfruttare Microsoft Copilot Personal con un semplice clic, al fine di rubare di nascosto dati sensibili degli utenti. Mediante un link di phishing, i malintenzionati erano in…