Il ricercatore di sicurezza indipendente Pedro Baptista del team HackerHood di Red Hot Cyber, ha rilevato il 9 marzo 2024 una grave vulnerabilità su Telegram, che ha messo a rischio la sicurezza degli utenti utilizzatori della versione web della piattaforma.
Fortunatamente, Telegram ha risposto prontamente, correggendo il problema appena due giorni dopo.
La Vulnerabilità
La vulnerabilità, identificata con il codice CVE-2024–33905, era presente nella versione 2.0.0 (486) e precedenti di Telegram WebK. Coinvolgeva le cosiddette “Mini App” di Telegram, che permettono agli utenti di eseguire applicazioni web direttamente nell’interfaccia di messaggistica. Tuttavia, questa funzionalità si è rivelata essere una superficie d’attacco vulnerabile.
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Una Mini Web App dannosa poteva eseguire codice JavaScript arbitrario nel contesto principale di web.telegram.org, portando al dirottamento della sessione degli utenti. Questo exploitXSS (Cross-Site Scripting) è stato attivato utilizzando il tipo di eventoweb_app_open_link tramite postMessage.
Il Funzionamento dell’Attacco
L’attaccante avrebbe creato una Mini App con un URL dannoso, che sarebbe stato eseguito quando l’utente apriva la Mini App.
Il payload dannoso sfruttava il fatto che l’evento web_app_open_link apriva una nuova scheda con l’URL specificato, consentendo al codice JavaScript dannoso di rimanere nel contesto della finestra principale, compromettendo così la sessione dell’utente.
La Soluzione
Fortunatamente, Telegram ha risolto prontamente il problema. L’11 marzo 2024, è stata rilasciata una patch che ha corretto la vulnerabilità. La patch ha introdotto una nuova funzione safeWindowOpen, che sostituiva la funzione precedente per gestire l’apertura di nuove schede.
Questa nuova funzione implementava misure di sicurezza aggiuntive, come l’utilizzo dell’argomento noreferrer, che impediva alla finestra appena aperta di rimandare l’intestazione Referer alla pagina originale. Inoltre, la nuova finestra è stata isolata dal contesto della finestra principale, inclusa la sua esecuzione JavaScript.
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Conclusioni
La risposta rapida e efficace di Telegram a questa vulnerabilità critica dimostra l’importanza di avere programmi di bug bounty robusti e di rispondere prontamente alle segnalazioni degli utenti. Tuttavia, questa scoperta solleva anche interrogativi più ampi sulla sicurezza delle applicazioni web e sulla necessità di continuare a sviluppare e implementare misure di sicurezza sempre più sofisticate per proteggere gli utenti da minacce sempre più complesse.
La sicurezza informatica è una sfida in continua evoluzione e richiede un impegno costante da parte di tutti gli attori coinvolti. Grazie alla collaborazione tra ricercatori di sicurezza e fornitori di servizi online, possiamo fare progressi significativi nella protezione delle informazioni e nella difesa contro le minacce digitali.
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E’ un libero professionista, insegnante e perito di informatica Forense, Cyber Security ed Ethical Hacking e Network Management. Ha collaborato con importanti istituti di formazione a livello internazionale e ha esercitato teaching e tutorship in tecniche avanzate di Offensive Security per la NATO ottenendo importanti riconoscimenti dal Governo degli Stati Uniti. Il suo motto è “Studio. Sempre”.
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