Un recente studio condotto dal team di Offensive Security di Workday ha evidenziato una vulnerabilità nei driver di Windows che consente di bypassare efficacemente gli strumenti di Endpoint Detection and Response (EDR).
Questa tecnica sfrutta la lettura diretta del disco, eludendo controlli di accesso, blocchi di file e misure di sicurezza come Virtualization-Based Security (VBS) e Credential Guard. Il driver vulnerabile identificato, eudskacs.sys, espone strutture di codice semplici che permettono la lettura diretta del disco fisico, consentendo l’accesso a file sensibili senza interagire direttamente con essi.
Percorso che una richiesta di lettura del disco segue quando viene richiamata dallo spazio utente
Tradizionalmente, Windows implementa diverse difese per proteggere i dati sensibili. Ad esempio, i file di credenziali come SAM.hive e SYSTEM.hive sono protetti da Access Control Lists (ACL) e da blocchi esclusivi che impediscono l’accesso simultaneo da parte di più processi.
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Inoltre, VBS e Credential Guard isolano il processo LSASS in un contenitore virtualizzato, rendendo più difficile l’estrazione delle credenziali dalla memoria. Tuttavia, l’accesso diretto al disco elude questi controlli, poiché non richiede l’uso delle API standard per l’accesso ai file e non genera log di sistema.
Per eseguire un attacco di lettura diretta del disco, un attore malintenzionato può sfruttare un driver vulnerabile o utilizzare driver di basso livello come disk.sys. Il processo coinvolge l’apertura di un handle al driver del disco fisico, l’invio di richieste di lettura e la ricezione dei dati grezzi. Una volta ottenuti i dati, è necessario un parser del file system NTFS per estrarre i file desiderati. Questa tecnica è particolarmente efficace per l’estrazione di file sensibili, poiché non interagisce direttamente con i file stessi e quindi non attiva i controlli di sicurezza.
Una delle principali sfide, riportano i ricercatori, è implementare questa tecnica è la necessità di comprendere la struttura del file system NTFS. Elementi come il Master Boot Record (MBR), la GUID Partition Table (GPT) e il Volume Boot Record (VBR) i quali contengono informazioni cruciali sulla disposizione dei dati sul disco. L’accesso diretto al disco consente di bypassare i controlli di accesso e di leggere questi dati senza restrizioni, facilitando l’estrazione di informazioni sensibili.
Per contrastare questa minaccia, è fondamentale adottare misure di sicurezza preventive. Limitare i privilegi amministrativi è una delle strategie più efficaci, poiché riduce la possibilità per un attaccante di installare driver dannosi o di accedere direttamente al disco fisico. Inoltre, monitorare le chiamate API come CreateFile, in particolare quando interagiscono con driver di basso livello, può aiutare a rilevare attività sospette. L’implementazione di queste misure può contribuire a ridurre il rischio associato a questa vulnerabilità.
In sintesi, l’accesso diretto al disco rappresenta una tecnica potente per eludere gli strumenti di sicurezza tradizionali. Comprendere le vulnerabilità nei driver di Windows e adottare misure di sicurezza appropriate sono passi essenziali per proteggere i sistemi da attacchi sofisticati. Le organizzazioni dovrebbero rivedere regolarmente i driver in uso e implementare controlli di sicurezza per mitigare i rischi associati a questa minaccia.
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