Il modello SASE indirizza le criticità affrontate dalle aziende
Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Cerca
2nd Edition GlitchZone RHC 970x120 2
LECS 320x100 1
Il modello SASE indirizza le criticità affrontate dalle aziende

Il modello SASE indirizza le criticità affrontate dalle aziende

Redazione RHC : 24 Aprile 2024 07:39

A cura di Aldo Di Mattia, Senior Manager Systems Engineering Public Administration Italy di Fortinet

Negli ultimi anni il concetto di hybrid workforce si sta affermando come la modalità di lavoro più efficace e congeniale per le aziende. Di fatto, però, la flessibilità del “work-from-anywhere”, che consente di usufruire di tutte le funzioni aziendali indipendentemente da dove ci si trovi, in maniera trasparente e senza limitazioni, ha ampliato in modo significativo la superficie di attacco a cui un’azienda si espone, e quindi i rischi relativi alla sicurezza.

Parallelamente, la trasformazione digitale ha modificato in maniera rilevante il modello di definizione ed erogazione dei servizi infrastrutturali, in particolare, il luogo in cui risiedono le applicazioni aziendali, con un’adozione sempre più significativa delle soluzioni cloud nei vari modelli: IaaS, PaaS, SaaS (Infrastructure/Platform/Software as a Service).


RHC0002 CTIP Corso Dark Web Cyber Threat Intelligence

Vuoi diventare un esperto del Dark Web e della Cyber Threat Intelligence (CTI)?
Stiamo per avviare il corso intermedio in modalità "Live Class" del corso "Dark Web & Cyber Threat Intelligence". 
A differenza dei corsi in e-learning, disponibili online sulla nostra piattaforma con lezioni pre-registrate, i corsi in Live Class offrono un’esperienza formativa interattiva e coinvolgente.  
Condotti dal professor Pietro Melillo, le lezioni si svolgono online in tempo reale, permettendo ai partecipanti di interagire direttamente con il docente e approfondire i contenuti in modo personalizzato.
Questi corsi, ideali per aziende, consentono di sviluppare competenze mirate, affrontare casi pratici e personalizzare il percorso formativo in base alle esigenze specifiche del team, garantendo un apprendimento efficace e immediatamente applicabile. 
Guarda subito l'anteprima gratuita del corso su academy.redhotcyber.com
Contattaci per ulteriori informazioni tramite WhatsApp al 375 593 1011 oppure scrivi a [email protected]


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

La presenza e la distribuzione dei servizi aziendali su infrastrutture diverse ed eterogenee tra loro, tuttavia, richiedono una completa rivoluzione del tradizionale modello di sicurezza: non è più sufficiente proteggere solo l’accesso al proprio data center, ma è anche necessario ampliare il perimetro di sicurezza alle infrastrutture di private cloud, public cloud e ai servizi SaaS, garantendone la consistenza, sia in termini di protezione che di accesso tra i vari ambienti.

D’altra parte, la forte distribuzione e diversificazione degli scenari di accesso e delle soluzioni infrastrutturali rende difficile applicare in modo coerente le politiche di sicurezza corrette in maniera trasversale, garantendo, allo stesso tempo, un’esperienza di lavoro ottimale per gli utenti. Le soluzioni presenti, pensate in passato per coprire degli scenari puntuali, non riescono a indirizzare tutte le attuali esigenze. Questa rappresenta oggi una delle principali sfide per le aziende, le quali faticano nel fornire un approccio di sicurezza distribuito e coerente sulle varie infrastrutture. La causa principale è dovuta al fatto che tali evoluzioni aziendali sono avvenute repentinamente, senza una vera e propria crescita organica, che ha abbassato il livello di sicurezza.

Per indirizzare tutte queste criticità è stato definito il modello SASE (Secure Access Service Edge). Alla base di questo c’è l’integrazione dei servizi di networking e security, orchestrati adeguatamente per ottenere la massima efficacia in termini di protezione delle infrastrutture eterogenee e per fornire la miglior user experience agli utenti in qualsiasi scenario di lavoro. Il SASE integra fondamentalmente due componenti: SD-WAN e SSE (Security Service Edge). La componente SSE è basata su un framework che al suo interno ingloba diversi servizi e funzionalità, tra i quali, principalmente FWaaS, CASB, ZTNA, SWG. A queste si aggiungono le funzionalità di monitoraggio, sicurezza avanzata e analisi basata su AI, intelligence oltre che sui servizi di sicurezza, quali Digital Experience Monitoring (DEM), Sandboxing, Digital Risk Protection, Incident Response, Security Operation Center as a Service, etc.

Per gestire una gamma di servizi così ampia è richiesta una correlazione ottimale di tutte le informazioni e gli eventi in rete. Da qui la necessità di virare verso un modello SASE di tipo “single-vendor”, dove tutte le funzionalità e i servizi possono sfruttare un layer di orchestrazione unico. Ciò semplifica la gestione e la configurazione, consentendo inoltre di correlare tutti gli eventi di sicurezza catturati sia a livello utente che infrastrutturale, attraverso l’esecuzione di meccanismi di ML e AI.

Oltre a ottenere una convergenza completa tra networking e sicurezza in una soluzione integrata (che include anche strumenti di DEM), le soluzioni SASE single-vendor “unificate” aggiungono analisi di sicurezza avanzata AI-based, sicurezza applicativa (WAF) e, soprattutto, un agent unificato per il controllo dei dispositivi (EDR-XDR-EPP), oltre a tutti i servizi e le funzionalità già citate.

L’implementazione SASE permette una protezione dell’accesso alla rete Internet, garantendo all’utente remoto la stessa security posture presente in azienda. Inoltre, utilizzando un approccio ZTNA, le organizzazioni possono garantire un accesso granulare e puntuale alle applicazioni fornendo un continuo controllo dello stato di sicurezza del dispositivo. Allo stesso tempo, è necessaria un’integrazione nativa e trasparente con le reti SD-WAN, per trovare automaticamente il percorso più breve verso le applicazioni aziendali supportate. Nel modello SASE, infatti, la componente SD-WAN gioca un ruolo fondamentale per garantire la migliore esperienza utente, riducendo al minimo latenze e jitter, e sfruttando al meglio la banda disponibile nelle varie sedi.

Sebbene il paradigma del SASE stia diventando sempre più un modello di riferimento, esso tuttavia, rappresenta una soluzione che indirizza requisiti ben specifici e si rivolge esclusivamente ad ambienti in cui la migrazione infrastrutturale verso il mondo cloud è ben avviata. Solo in questi casi, infatti, spostare il punto di enforcement della sicurezza all’interno del cloud può generare un vantaggio reale.

Immagine del sitoRedazione
La redazione di Red Hot Cyber è composta da un insieme di persone fisiche e fonti anonime che collaborano attivamente fornendo informazioni in anteprima e news sulla sicurezza informatica e sull'informatica in generale.

Lista degli articoli

Articoli in evidenza

Immagine del sito
L’interruzione di Cloudflare del 5 dicembre 2025 dovuta alle patch su React Server. L’analisi tecnica
Di Redazione RHC - 07/12/2025

Cloudflare ha registrato un’interruzione significativa nella mattina del 5 dicembre 2025, quando alle 08:47 UTC una parte della propria infrastruttura ha iniziato a generare errori interni. L’inci...

Immagine del sito
GlobalProtect di Palo Alto Networks è sotto scansioni Attive. Abilitate la MFA!
Di Redazione RHC - 07/12/2025

Una campagna sempre più aggressiva, che punta direttamente alle infrastrutture di accesso remoto, ha spinto gli autori delle minacce a tentare di sfruttare attivamente le vulnerabilità dei portali V...

Immagine del sito
Rilasciata FreeBSD 15.0: ecco le novità e i miglioramenti della nuova versione
Di Redazione RHC - 06/12/2025

Dietro molte delle applicazioni e servizi digitali che diamo per scontati ogni giorno si cela un gigante silenzioso: FreeBSD. Conosciuto soprattutto dagli addetti ai lavori, questo sistema operativo U...

Immagine del sito
React2Shell: due ore tra la pubblicazione dell’exploit e lo sfruttamento attivo
Di Redazione RHC - 06/12/2025

Molto spesso parliamo su questo sito del fatto che la finestra tra la pubblicazione di un exploit e l’avvio di attacchi attivi si sta riducendo drasticamente. Per questo motivo diventa sempre più f...

Immagine del sito
Cloudflare dichiara guerra a Google e alle AI. 416 miliardi di richieste di bot bloccate
Di Redazione RHC - 05/12/2025

Dal 1° luglio, Cloudflare ha bloccato 416 miliardi di richieste da parte di bot di intelligenza artificiale che tentavano di estrarre contenuti dai siti web dei suoi clienti. Secondo Matthew Prince, ...