Secondo la società di sicurezza informaticaCoveware, il numero di vittime che hanno pagato il riscatto è sceso al minimo storico. Si parla del 29% nell’ultimo trimestre del 2023.
La tendenza è diventata evidente già a metà del 2021, quando il tasso di pagamento è sceso al 46% (dopo l’85% all’inizio del 2019). Secondo i ricercatori, le ragioni di questo calo sono molteplici: tra queste vi è la maggiore prontezza delle organizzazioni agli attacchi.
Inoltre cresce la sfiducia nei confronti dei criminali informatici che promettono di non pubblicare dati rubati. Inoltre la pressione legale in alcuni paesi dove il pagamento dei riscatti è vietato dalla legge si inizia a far sentire.
Advertising
L’azienda ha scoperto che anche in caso di furto di dati, il tasso di rendimento nell’ultimo trimestre del 2023 era solo del 26%.
Cala il valore dei riscatti nel quarto trimestre 2023
Va inoltre notato che non solo diminuisce il numero delle vittime che hanno pagato gli aggressori, ma anche l’importo in dollari dei riscatti stessi. Secondo Coveware, l’importo medio del riscatto nel quarto trimestre del 2023 è stato di 568.705 dollari. Il valore è in calo del 33% rispetto al trimestre precedente, e la dimensione media del riscatto era di soli 200.000 dollari.
Oltre alle statistiche fornite nel rapporto, Coveware ha anche toccato il controverso tema del divieto di pagamento del riscatto e di come potrebbe influenzare le organizzazioni prese di mira dai criminali.
Come osserva l’azienda, anche se in teoria i divieti sembrano una buona idea, in pratica le cose non sono così semplici.
Un aumento degli intermediari ombra
Coveware ritiene che se negli Stati Uniti o in altri paesi verranno introdotti divieti legali. Le aziende molto probabilmente smetteranno del tutto di denunciare tali incidenti alle autorità e risolveranno i loro problemi con l’aiuto di intermediari ombra.
Advertising
Ciò significa che emergerà rapidamente un vasto mercato illegale e tutti i progressi compiuti nel riavvicinare le vittime e le forze dell’ordine verranno vanificati.
“Una parte significativa delle vittime calcolerà i rischi (danno per l’azienda rispetto al rischio di multe e sanzioni). Poi inizierà a cercare fornitori di servizi sul mercato illegale. Alcune aziende continueranno a denunciare l’accaduto. Ma qualsiasi vittima che consideri anche solo di pagare il riscatto, o decida di pagare, manterrà assolutamente tutto segreto, perché denunciandolo ammette il crimine”. Dicono gli esperti.
Quindi, invece di introdurre divieti, Coveware propone di rafforzare alcuni dei meccanismi e delle iniziative esistenti che rendono più difficile trarre profitto dall’estorsione.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
Betti RHC, la prima graphic novel al mondo dedicata alla cybersecurity awareness, ha finalmente il suo sito ufficiale. Uno spazio tutto suo dove scoprire il progetto, sfogliare le copertine degli episodi e immergersi nel mondo di Betti: la giovane laureanda in informatica che, dopo la morte misteriosa del padre, si trasforma nell'hacker più potente del mondo. Una storia avvincente che, episodio dopo episodio, affronta una minaccia digitale diversa — dal phishing al ransomware, fino al cyberbullismo — e insegna a riconoscerla e a difendersi, senza che sembri mai una lezione.
Sul sito trovate tutto ciò che rende Betti un progetto diverso dal solito: la sua filosofia, le anteprime delle tavole e il racconto di come nasce ogni volume. Perché dietro Betti RHC c'è solo lavoro umano: ogni tavola è disegnata interamente a mano dagli artisti del Gruppo Arte di Red Hot Cyber, senza alcun uso di intelligenza artificiale. E a garantire che ogni storia sia realistica e tecnicamente corretta c'è la supervisione degli hacker etici del gruppo HackerHood, che mantengono il racconto fedele al mondo reale della sicurezza informatica.
C'è spazio anche per le aziende, che possono usare Betti come strumento di awareness diverso dai soliti corsi: acquistare i volumi, personalizzarli con il proprio brand o sponsorizzare nuovi episodi. E come primo regalo, l'episodio "Byte the Silence", dedicato al cyberbullismo, è scaricabile gratuitamente per uso personale.