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una macchina bloccata da una catena in attesa del pagamento del riscatto.

Il ransomware ora passa alle auto! E non puoi più accenderla senza pagare il riscatto

3 Novembre 2026 18:24
In sintesi

Almeno 20 proprietari di auto Li Auto in Russia sono stati vittime di attacchi informatici che hanno compromesso gli account master dei veicoli. Gli hacker modificano i dati di accesso, bloccano alcune funzioni dell'auto e chiedono un riscatto. Li Auto e Sinomach Auto stanno preparando nuove procedure di autenticazione e recupero degli account.

I crossover Li Auto hanno iniziato a trasformarsi in macchine inutili dopo il furto a distanza degli account degli utenti in Russia. Nei veicoli si spengono i pannelli di controllo, smette di funzionare il climatizzatore e alcuni automobilisti non riescono nemmeno ad avviare il motore. Di questa nuova ondata di attacchi ha parlato Autonews, citando le vittime e il distributore ufficiale del marchio Sinomach Auto.

Gli hacker hanno preso di mira gli account master di Li Auto, che fungono da principali chiavi digitali per l’auto. Attraverso l’account è possibile gestire le serrature, l’avviamento del motore, il sistema di climatizzazione e altre funzioni. Dopo aver preso il controllo dell’account, i criminali informatici modificano i dati del proprietario e chiedono un riscatto per il ripristino dell’accesso. Sono stati confermati almeno 20 casi di vittime, ma il numero reale potrebbe essere molto più alto.

Questa nuova ondata di attacchi si differenzia da quelli dell’estate 2025. In precedenza, gli hacker intercettavano i numeri di telefono cinesi collegati alle auto tramite documenti falsi e procedure di recupero accesso. Ora sono stati colpiti anche gli account con numeri di telefono attivi e pagati del servizio eSender.

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Il metodo esatto di compromissione non è ancora stato accertato. Il co-fondatore del club degli utenti Lixiang, Aleksandr Rasskazov, sta valutando diverse ipotesi, tra cui il cracking delle password, il furto dei dati di accesso e la condivisione dei codici di accesso con servizi di terze parti. Alcuni proprietari forniscono autonomamente login e password a società che installano app, modificano i firmware e configurano i sistemi delle auto.

Le conseguenze si sono già manifestate durante viaggi reali. Uno dei proprietari di un Li Auto L7, il 28 ottobre, ha subito la disattivazione completa del pannello di controllo elettronico. Dopo il riavvio, l’auto ha richiesto una nuova attivazione tramite codice QR, e la stessa auto è scomparsa dall’app. Un altro conducente non è riuscito a utilizzare la chiave Bluetooth e ha avviato il crossover solo con la chiave fisica. Dopo dieci minuti, il criminale ha richiesto il riscatto per il recuopero dell’auto.

Questi casi mostrano quanto le auto moderne dipendano dai servizi esterni di autenticazione. In precedenza, l’hacking dellei auto aveva già dimostrato il pericolo della compromissione dei sistemi cloud e delle chiavi digitali. Tuttavia, nel caso di Li Auto, non ci sono ancora conferme che gli hacker abbiano ottenuto accesso diretto al software di bordo o abbiano imparato a intercettare il controllo di un’auto in movimento.

Sinomach Auto ha confermato il problema e, insieme a Li Auto, sta sviluppando una procedura per verificare i legittimi proprietari e ripristinare in modo sicuro gli account master. L’azienda sta anche preparando la transizione dall’associazione ai numeri di telefono cinesi all’autenticazione tramite email. Per le auto Li Auto del modello 2026, un simile meccanismo è già previsto. I tempi di implementazione delle modifiche per le altre auto non sono ancora noti.

Fino a quando i nuovi meccanismi di protezione non saranno attivi, si consiglia ai proprietari di cambiare la password di eSender, verificare la registrazione del numero di telefono e non condividere con estranei i codici di conferma. In caso di perdita di accesso, è necessario documentare i segni di hacking, contattare l’assistenza Li Auto e la polizia. Il pagamento del riscatto non garantisce il ripristino del controllo dell’auto al proprietario, e le procedure di recupero attuali non garantiscono una soluzione rapida del problema.

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Luigi Zullo 300x300
Ricercatore di sicurezza informatica con esperienza nell’analisi delle vulnerabilità, nella mitigazione del rischio cyber, nelle attività di red teaming ed ethical hacking e nella protezione di sistemi complessi. Specializzato in penetration testing e Threat Intelligence, contribuisce al rafforzamento della resilienza digitale di infrastrutture e reti aziendali.
Aree di competenza: Penetration Testing, Threat Intelligence, Red Teaming, Vulnerability Assessment, Incident Response