Il server non protetto, scoperto da un ricercatore di sicurezza la scorsa settimana, conteneva le identità di centinaia di migliaia di persone dal database di screening terroristico del governo degli Stati Uniti e dalla “no-fly list”.
Scoperto dall’hacker svizzero arsoncrimew, un server gestito dalla compagnia aerea nazionale statunitense CommuteAir ha esposto un’enorme quantità di dati aziendali, comprese le informazioni personali di quasi 1.000 dipendenti di CommuteAir.
Sul server è stato scoperto un file di testo chiamato “NoFly.csv” di dominio pubblico che conteneva collegamenti a un sottoinsieme di individui. Si tratta di un database di screening terroristico dove sono presenti persone alle quali è stato vietato il viaggio aereo. Questo a causa di sospetti o collegamenti noti a organizzazioni terroristiche.
Ci sono oltre 1,5 milioni di voci nell’elenco. I dati includevano nomi e date di nascita. Nell’elenco erano presenti anche pseudonimi, portando il numero di identità a circa 1,5 milioni di individui.
Negli Stati Uniti esiste un elenco di persone a cui è vietato utilizzare il trasporto aereo, creato decenni fa. Prima degli attacchi dell’11 settembre 2001, questo elenco includeva solo 16 persone. Dopo gli attacchi e la creazione del Dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti, l’elenco si è rapidamente ampliato. Il numero esatto di persone nell’elenco non è noto, ma l’ultima stima è compresa tra 47.000 e 81.000.
In una dichiarazione al Daily Dot, CommuteAir ha affermato il server era afferente ad una architettura di sviluppo utilizzata a scopo di test. La società ha affermato che il server non forniva informazioni sui clienti e che i dati su di esso erano legittimi. Rappresentando una versione di una “lista federale del non volo” compilata circa 4 anni fa.
Questa non è la prima perdita di un database altamente riservato. Nell’agosto 2021, una copia della lista dei terroristi ricercati dall’FBI è rimasta di pubblico dominio per tre settimane.
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