Gli scienziati dell’Università di Twente (Paesi Bassi) hanno sviluppato un nuovo metodo di intelligenza artificiale in grado di costruire scene da immagini che possono servire come base per generare immagini realistiche e coerenti. Di recente hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista IEEE Transactions on Pattern Analysis and Machine Intelligence.
I modelli di intelligenza artificiale generativa possono creare immagini basate su query di testo. Questi modelli funzionano meglio quando creano immagini di singoli oggetti. Creare scene complete è ancora difficile. Michael Ying Yang, ricercatore presso la facoltà ITC dell’Università di Twente, ha sviluppato un nuovo metodo in grado di costruire scene da immagini che possono servire come base per generare immagini realistiche e coerenti.
Alberatura e relazioni di una immagine tra i vari oggetti
Gli esseri umani sono bravi a definire le relazioni tra gli oggetti. “Possiamo vedere che la sedia è sul pavimento e il cane sta camminando per strada. I modelli di intelligenza artificiale lo trovano impegnativo”, spiega Yang, professore associato dello Scene Understanding Group presso il Dipartimento di Geoscienze e Osservazione della Terra (ITC).
Advertising
Migliorare la capacità del computer di rilevare e comprendere le relazioni visive è essenziale per la generazione di immagini, ma può anche aiutare anche a migliorare i veicoli a guida autonoma e i robot.
Attualmente esistono metodi per costruire una comprensione semantica di un’immagine, ma sono lenti. Questi metodi utilizzano un approccio in due fasi. Innanzitutto, visualizzano tutti gli oggetti nella scena. Nella seconda fase, una rete neurale specifica passa attraverso tutte le possibili connessioni e poi le etichetta con la relazione corretta. Il numero di connessioni che questo metodo deve attraversare aumenta in modo esponenziale con il numero di oggetti.“Il nostro modello fa solo un passo. Prevede automaticamente soggetti, oggetti e le loro relazioni allo stesso tempo”, afferma Yang.
Questo modello analizza il tutto in un’unica fase, esaminando le caratteristiche visive degli oggetti nella scena concentrandosi sui dettagli più importanti per determinare le relazioni. Evidenzia le aree importanti in cui gli oggetti interagiscono o sono correlati tra loro.
Queste tecniche di addestramento sono sufficienti per determinare le relazioni più importanti tra oggetti diversi. Resta solo da generare una descrizione di come sono correlati. “Il modello rileva che nell’immagine campione è molto probabile che una persona interagisca con una mazza da baseball. Poi impara a descrivere la relazione più probabile”, dice Yang.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
RHC4Edu nasce dalla volontà della community di Red Hot Cyber di portare la cultura della cybersecurity, dell’intelligenza artificiale e del digitale direttamente nelle scuole, mettendo gratuitamente a disposizione degli studenti l’esperienza di professionisti, ricercatori e specialisti del settore. Il progetto è ufficialmente operativo e permette agli istituti interessati di richiedere workshop gratuiti e incontri con gli esperti della community, attraverso un coordinamento della redazione che mette in relazione le esigenze della scuola con le competenze e la disponibilità dei professionisti presenti sul territorio.
L’obiettivo di RHC4Edu non è trasformare gli studenti in tecnici informatici, ma aiutarli a sviluppare consapevolezza e pensiero critico davanti a un mondo sempre più digitale. Cybersecurity, truffe online, privacy, social network, cyberbullismo, fake news e intelligenza artificiale diventano così argomenti da affrontare con esempi concreti e con il contributo diretto di chi lavora quotidianamente nel settore. Un’iniziativa costruita sulla condivisione della conoscenza e sul volontariato della community, perché portare queste competenze nelle aule significa anche offrire ai ragazzi la possibilità di conoscere nuove professioni, sviluppare curiosità e imparare a vivere la tecnologia in modo più sicuro e consapevole.