T-Mobile lancia ufficialmente la versione beta pubblica della copertura satellitare-cellulare tramite rete Starlink con uno spot durante il Super Bowl 2025. Negli States la copertura prevista è di più di 1 milione e trecento mila chilometri quadrati, aree non raggiunte da stazioni radio base cellulari terrestri.
Inizialmente sarà disponibile esclusivamente il servizio di messaggistica tradizionale (SMS) usufruibile attraverso la maggior parte degli smartphone di recente commercializzazione, sia per i clienti T-Mobile, oltre che per gli clienti dei loro concorrenti nazionali, tra cui Verizon e AT&T. Per accedere al servizio sarà sufficiente registrarsi tramite portale dedicato. I servizio gratuito direct-to-cell sarà disponibile fino a Luglio.
Eliminare le zone morte con il direct-to-cell
T-Mobile e SpaceX annunciarono il servizio satellitare direct-to-cell due anni e mezzo fa, ma il servizio richiedeva che fossero operativi i satelliti di nuova generazione Starlink V2. Mentre continua il dispiegamento in orbita di questa tipologia di satelliti V2 iniziato nel Febbraio 2023, già ora centinaia di questi V2 sono perfettamente operativi. Per T-Mobile la missione è porre fine alle zone morte, cioè quelle aree del territorio dove non è presente una copertura cellulare terrestre, zone dove molto spesso non ha alcun senso costruire un’infrastruttura data la bassissima o addirittura nulla presenza abituale di utenti, oppure zone dove l’opportuna copertura del segnale è limitata o resa difficile dall’orografia non favorevole.
Il servizio in alpha-test ha già aiutato in situazioni d’emergenza
In via del tutto emergenziale, T-Mobile aveva già temporaneamente reso disponibile il servizio di messaggistica direct-to-cell in nelle aree di Los Angeles colpite dagli incendi e ancora prima nelle aree colpite dagli uragani Helene e Milton. In queste aree il servizio di comunicazione cellulare era irregolare sul territorio o totalmente assente a causa dello stato in cui versavano la rete elettrica e tutte le infrastrutture di telecomunicazioni (torri, apparati, collegamenti in fibra).
Ora solo SMS, in futuro dati e voce, ma dove e per chi?
T-Mobile comunica che nella fase beta sarà possibile inviare e ricevere messaggi di testo (SMS) attraverso il servizio direct-to-cell (via satellite), ma non è stata ancora comunicata la data esatta in cui si aggiungeranno le funzionalità di connettività dati e chiamata vocale tradizionale. In futuro T-Mobile potrebbe estendere la copertura di questi servizi satellitari attraverso partner di roaming globali e SpaceX per offrire copertura all’estero o in acque internazionali. T-Mobile dichiara che la maggior parte degli smartphone degli ultimi quattro anni funzionerà con il servizio T-Mobile Starlink, ma ci tiene a precisare l’elenco dei dispositivi testati e sicuramente capaci di fruttare il servizio direct-to-cell, che sono prevalentemente Apple (iPhone 14 e successivi), Google, Motorola (post-2024) e Samsung (Galaxy post-2021).
Quanto costa
La beta è gratuita per tutti gli utenti statunitensi, invece a Luglio T-Mobile Starlink verrà lanciato ufficialmente, sarà gratuito con il piano più costoso di T-Mobile, mentre avrà un costo di $15/mese per gli altri piani. Dopo Luglio, per i beta tester di T-Mobile è previsto uno sconto di 5$/mese, per i clienti di Verizon, AT&T e altri potranno continuare ad utilizzare oppure ottenere il servizio T-Mobile Starlink senza cambiare operatore per 20 $/mese.
Convenienza
Il prezzo del servizio aggiuntivo e facoltativo al piano tariffario può sembrare alto se confrontati già ai soli piani tariffari europei e soprattutto italiani, ma che se rapportato agli abbonamenti statunitensi (~50$/mese) e piani tariffari satellitari (~2$/min) può non impensierire più di tanto o addirittura convenire. Inoltre per determinati gruppi d’utenti questo servizio può diventare fondamentale se non essenziale, andando ad affiancare, se non a sostituire, altri sistemi di comunicazione locali più voluminosi, pesanti, costosi e meno diffusi con costi davvero “irrisori”.
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