La creator economy entra nel dibattito istituzionale con un confronto alla Camera dei Deputati sulle regole per influencer e content creator. Al centro, il Codice di Condotta e la necessità di applicare norme già esistenti per garantire trasparenza, concorrenza leale e tutela dei consumatori. Il settore, sempre più rilevante economicamente, richiede chiarezza normativa senza nuove leggi, ma con un adattamento efficace delle regole attuali a un ecosistema digitale complesso e in continua evoluzione.
Il 20 marzo presso la Sala della Lupa della Camera dei Deputati, Sprint Italia ha organizzato il primo appuntamento istituzionale del 2026, dal titolo: “Sprint Rules. La nuova stagione della content economy”. L’evento è stato promosso dall’On. Giulia Pastorella e dall’On. Antonio D’Alessio, nonché dall’On. Brando Benifei che ha portato la propria testimonianza dal Parlamento europeo.
Le due fasi dell’incontro, moderate da Massimiliano Dona, creator e presidente di consumatori.it, si sono svolte con la presentazione del volume Content Creator (curato da Jacopo Ierussi, Stefano Gazzella e Giacomo Conti) edito da Giuffré Lefebvre in un tavolo istituzionale con Jacopo Ierussi, vicepresidente di ACE – Associazione Creator Economy, Francesca Pellicanò, Commissaria AGCOM, Vincenzo Guggino, segretario di IAP – Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, per discutere de “La Legge del Creator” ovverosia la sinergia virtuosa fra comportamenti corretti e l’evoluzione di un settore che genera valore a livello economico e sociale. Il tutto a riprova di un fatto evidente: quella del content creator o dell’influencer è una professione e come tale va tutelata.
La discussione ha riguardato le FAQ del Codice di Condotta sugli influencer, di recentissima pubblicazione, e l’esigenza di fornire regole chiare anche per promuovere una concorrenza leale e la massima tutela tanto dei consumatori quanto dei creatori di contenuti digitali.
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Nel secondo tavolo, si sono avvicendati gli interventi di Federico Rognoni, Gennaro Romagnoli, Valentina Fiorenza e Matteo Flora per affrontare tematiche quali il valore della creatività, l’esigenza di garantire la protezione da influenze e dinamiche tossiche, l’importanza di seguire le regole dettate dall’AGCM in tema di correttezza delle pratiche commerciali e di affrontare gli inevitabili inciampi di comunicazione in modo tale che non divengano delle cadute.
L’esperienza di chi non è soltanto un professionista “specialista e specializzato” (cit.), ma anche un creatore di contenuti che vive i multiversi della Creator Economy. Lo stretto legame fra valore e responsabilità nella creazione dei content, così come la complessità di rapporti fra creator, agenzie, piattaforme, pubblico e ulteriori stakeholder, sono argomenti vivi e attuali che ogni giorno presentano sfide e opportunità.
L’insegnamento derivante da una mattinata fitta di spunti può essere quello di continuare a perseguire un’ambizione: intraprendere una direzione sostenibile dell’economia digitale considerando fra gli attori principali proprio coloro che hanno rivoluzionato i palchi dell’intrattenimento e dell’informazione. Senza sentire il bisogno di dover introdurre nuove regole, ma chiarendo prima l’ambito di applicazione di una serie di norme cogenti che già esistono e richiedono soltanto una declinazione all’interno di contesti del tutto nuovi.
Quali futuri possibili? Citando David Bowie, potremmo ben dire “I don’t know where I’m going from here, but I promise it won’t be boring.“.
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Privacy Officer e Data Protection Officer, è Of Counsel per Area Legale. Si occupa di protezione dei dati personali e, per la gestione della sicurezza delle informazioni nelle organizzazioni, pone attenzione alle tematiche relative all’ingegneria sociale. Responsabile del comitato scientifico di Assoinfluencer, coordina le attività di ricerca, pubblicazione e divulgazione. Giornalista pubblicista, scrive su temi collegati a diritti di quarta generazione, nuove tecnologie e sicurezza delle informazioni.
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